Let's roll a full English breakfast!

24. maggio 2017 23:04 | Stampa

Al richiamo del finger food io non resisto!

E' l'eterna questione con mio marito.

Secondo lui tutto ció che é grande ha un sapore migliore. 

Cosí in pasticceria litighiamo perché lui vuole le paste grandi ed le io voglio mignon.

Io tendo a monoporzionare le lasagne ed il gattó di patate e lui non é d'accordo.

Per me i finger food sono irresistibili, per lui sono una schiocchezza che richiede solo piú lavoro.

Ed io lo so che in fondo ha ragione lui, peró sono carini.

Per cui, anche se tutto era contro di me questo mese, ho DOVUTO rollare.

I rolls, ricetta di questo mese per la gara dell'MTC, proposta da Giovanna che, con elenganza e maestria ci porta in questo mondo.

La mia idea é stata quella di racchiudere una full English breakfast in due bocconi.

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Sbriciolata beneventana

5. maggio 2017 11:00 | Stampa

Oggi, il Calendario del cibo Italiano celebra la giornata dedicata ai dolci da credenza.

Non potevo resistere, amo questo tipi di dolci, tra gli altri.

Mi ricordano le merende da bambina, mi piace prepararli con i miei figli e per i miei figli. Li amano anche le amichette di Giulia che, ad ogni play date a casa nostra, un pó se l'aspettano. Ormai sono famosa per essere "la mamma che fa i dolci in casa" e non il compra al supermercato.

Lo so, mi sono fregate con le mie stesse mani.

Quella che vi propongo é una torta preparata dalla zia di Stefano, Rita. Lei vive in provincia di Benevento ed é solita prepararla ad ogni occasione, specialmente per i propri nipoti.

Era da tanto che aspettavo un'occasione per farla, ed eccola.

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Sartú di riso con genovese di polpo e vellutata di polpo e arancia

20. aprile 2017 08:03 | Stampa

Nonostante il mio modo di cucinare (e di mangiare) sia molto cambiato dopo il mio trasferimento in Inghilterra, resta comunque una certa napoletanitá, viscerale, spontanea e a volte inaspettata nel mio modo di pormi di fronte al cibo.

Soprattutto quando si parla di ricette legate a doppio filo ai miei ricordi, alla mia famiglia alla mia cittá natale.

Ecco perché é stato difficilissimo affrontare questa sfida per me.

Seguire delle regole, regole cosí diverse dal mio modo di preparare questo piatto, dal modo in cui lo prepara mia nonna, ancora alla soglia dei 96 anni, dal mio modo di mangiarlo, ha richiesto un enorme sforzo da parte mia che sono solita prepararlo senza bilancia, senza dosi, aggiungendo un pó di questo e un pó di quello, a occhio, di pancia, annusando, assaggiando talvolta ad occhi chiusi.

E comunque per amore dell'MTC l'ho fatto, perché lo faccio ogni mese e continueró a farlo, per fare  onore a Marina che avrei scelto anch'io come vincitrice il mese scorso e perché mi piace sperimentare anche con le ricette cosiddette “sacre”.

E cosí ho giocato con due grandi classici della cucina napoletana, tra le ricette a me piú care della tradizione napoletana, il sartú di riso, oggetto della gara, e la genovese.

E siccome era da tanto che volevo provare la genovese di polpo e l'unico modo per partecipare era farlo da Napoli, da casa di mia madre, dove posso trovare un polpo degno di questo nome, per questa volta ho messo da parte le influenze british e sono tornata alle mie origini.

Sartú di riso alla genovese di polpo e vellutata di polpo e arancia

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Terrina di cervo in crosta per l'MTC

21. marzo 2017 15:36 | Stampa

Avevo detto che avrei saltato.

Non é successo.

Lo so, non sono una donna dalle mille sorprese.

Ci avevo pensato seriamente.

Questa era una ricetta complessa da eseguire, tempo ne ho avuto poco questo mese, ma poi, pensi che ci ripensi, ti viene l'idea, che fai?

Trovi quelle 3-4-5-6-7-8 ore che ti servono e la fai.

E cosí, niente, Giuliana, ti tocca leggertene un'altra di ricetta questo mese, la mia :).

Avevo giá deciso che se la facevo questa terrina sarebbe stata di cervo perché é una carne che qui trovo facilmente e di buona qualitá. Gli abbinamenti mi sono venuti in mente un pó alla volta ma sono andati a cercarli tutti localmente.

Infatti questa é una terrina che parla inglese, con un vago accento del Sud-Est.

La carne di cervo proviene da allevamenti del Wiltshire, la carne di maiale, anche, é locale.

Per la crosta ho utilizzato la ricetta della hot water pastry, molto utilizzate per i pie e i Cornish pasties.

Ho deciso di accompagnare con un'insalata di carote fermentate, anche queste locali, ed una mousse al brie, anche questo del Somerset.

Terrina di cervo in crosta con insalata di carote fermentate e mousse al brie, cranberries e nocciole pralinate al Porto

 

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50 e sentirle tutte!

23. febbraio 2017 15:31 | Stampa

Ancora non ci credo che sto scrivendo davvero questo post.

Il fatto che io stia qui a scriverlo é il segno inconfondibile e indelebile che ormai sono completamente ed irrimediabilmente dipendente questo gioco.

Dalla sfida numero 13 alla 63 senza mai giocarmi un "passo". Nemmeno con un trasloco internazionale da fare, nemmeno al nono mese di gravidanza, nemmeno con un neonato ed una figlia treenne a cui badare vivendo in un paese straniero senza un'anima che mi desse una mano, nemmeno con gli operai in casa e la cucina impacchettata ed in via di rifacimento.

Nulla! Absolutely nothing! Niente al mondo mi ha impedito da circa 5 anni e mezzo a questa parte di partecipare a questo gioco.

Figuriamoci se mi faccio fermare dal solo fatto che la ricetta della sfida non mi piace.

La prima sfida non si scorda mai! La macedonia.

La mia ricetta da vera dilettante, in mezzo a gente che la sapeva lunga ma cosí lunga da farmi sentire in imbarazzo.

E, anche se di tempo ne é passato ed ora ho un piú esperienza, ancora mi sento in imbarazzo a competere con persone che potrebbero tranquillamente gestire un loro ristorante e che non hanno nulla da invidiare a molti chef famosi.

Solo che ora ho lo spirito giusto e quella giusta dose di sfrontatezza che mi spinge a partecipare ogni mese nonostante i miei limiti.

Le ricette che ormai sono entrate nel mio ricettario: la pizza, il babá, il soufflé, la torta frangipane, il pan di spagna, le crepes.

Le ricette di cui vado piú orgogliosa: la cheesecake allo shortbread alla lavanda, mandorle e geleé ai mirtilli, le ravioli del plin, gnocchi ripieni al Sunday roast, la menesta signorina.

Quelle di cui vado meno orgogliosa: la prima, la Pina tagliata, le tagliatelle, le crepes.

Le ricette che mi sono piaciute di piú: tutte le paste fresche, le arancine, le torte salate, il tiramisu, lo spezzatino, gli gnocchi.

Le ricette che mi sono piaciute di meno: quelle che avevano per oggetto un ingrediente, sono quelle in cui ho imparato di meno perché avevo troppa libertá, mi spiazzava.

Le ricette che non ho rifatto mai piú: no, non le dico.

Oggi mi sento una colonna portante dell'MTC. Forse é un pó presuntuoso da parte mia, ma sento che se io non ci fossi un pochino si sentirebbe la mia mancanza.

E un pó anche per senso di responsabilitá che continuo a partecipare senza saltare una sfida, lo faccio per il gioco.

Ora peró é tempo che anche io mi riposi un pó.

Per cui la prossima o la vinco o la passo! Certo, a meno che non sia proprio una bella ricetta, o una che potrei vincere.

Come dicevo, Irrimediabilmente persa per questo gioco.

Ma basta con le celebrazioni e torniamo alla gara.

 

Devo confessare che se questa fosse stata la sfida numero 64 mi sarei giocata il famoso "passo" senza grossi rimpianti.

Non me ne voglia Silvia, vincitrice della scorsa gara ma, nonostante io sia del partito che anche una suola é buona fritta, il pollo fritto proprio non mi piace.

Non ho mai messo piede in un KFC, anche se qui é un pó ovunque, é che ogni volta che lo vedo mi vengono in mente tutte le possibili malattie cardio-vascolari che potrebbe procurarmi e mi passa la voglia.

Ma chi meglio di me sa che con l'MTC l'importante é mettersi in gioco e che si puó sempre cambiare idea. Cosí ho giocato.

Qui in Inghilterra, ci sono due grandi catene di food a contendersi lo scettro del pollo, KFC e Nando's.

Pollo fritto da una parte e alla griglia dall'altra.

Come dicevo, non mai magiato da KFC ma da Nando's si.

In effetti lo conosco anche molto bene perché mio marito ha sviluppato tutta la piattaforma per il take away e lavora per loro da almeno 2 anni. Per cui quando ha sentito qual era la ricetta del mese mi ha subito suggerito la salsa peri-peri, ma la sua preferita, quella al mango e lime.

Per una volta l'ho ascoltato.

Nando's style fried chicken with mango coleslaw and mango and lime peri-peri sauce

 

Per la marinata:

2 cucchiai di salsa peri-peri al mango e lime

un bicchiere di yogurt greco

1 coscia di pollo


Salsa peri-peri

Un peperone rosse dolce

2 pomodori

mezzo mango

un lime

mezza cipolla

1 spicchio d'aglio

3 peperoncini bird's eye

1 cucchiaino di paprica affumicata

2 cucchiai di aceto di sidro o di mele

un filo d'olio extravergine di oliva

sale e pepe


Per il coleslaw

mezzo mango

1/4 di cavolo rosso

mezza cipolla rossa

un ciuffo di coriandolo

qualche foglia di menta

2 cucchiai abbondante di anacardi

un cucchiaio di zucchero di canna

una noce di burro

Per il dressing al latticello

2 cucchiai di latticello

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

1 cucchiaino di mostarda

sale e pepe


Per le patate dolci alla paprica

1 patata dolce grande

1 cucchiaino di paprica affumicata


Per finire:

farina di mais

1/2 litro di beef dripping o sugna


Iniziamo dalla salsa.

Eliminate i semi dal peperone e dai peperoncini usando i guanti.

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore e frullare.

Cuocete tutto a fuoco dolce per 20 minuti circa.

Una volta fredda mettete in frigo. Si conserva 2 settimane.


Mescolate lo yogurt con la salsa e ricoprite il pollo. Lasciate marinare 24 ore.

Prima di friggere. Scolate il pollo dalla marinata e lasciatelo colare su una gratella su un piatto per almeno mezz'ora.

Ricoprite il pollo con la farina di mais.

 

 

 

Nel frattempo preparate il coleslaw tagliando a listarelle sottili il cavolo, il mango e la cipolla.

Tostate leggermente gli anacardi, quindi aggiungete il burro e lo zucchero e lasciate caramellare.

Togliete dal fuoco e tritate grossolanamente con un coltello.

Aggiungete alle verdure.

Preparate il dressing mescolando tutti gli ingredienti, tritate il coriandolo e la menta e condite.


Scaldate il grasso di vitello fino a 170 gradi quindi friggete prima le patate dolci tagliate a bastoncini e poi il pollo. il pollo l'ho cotto per una decina di minuti mantenendo la temperatura a 170 gradi e girandolo spesso. In questo modo sono riuscita a cuocerlo fino ad ottenere un colore leggermente rosato all'interno ma comunque cotto. 

 

 

 


Per il pollo fritto tradizionale con marinatura nel latticello e panatura in uovo e pangrattato ho seguito le indicazioni di Silvia.

 

 

 

 

Raggiunto il mio traguardo, con questa ricetta partecipo all'MTC n63

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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