Il cestino del pane. Ricomincia la scuola

21. settembre 2018 15:52 | Stampa

Quest'anno anche Alessandro ha iniziato la scuola. Le prime settimane sono state complicate perché l'inserimento prevede che lui frequenti la metá del tempo in modo che la classe sia divisa, metá la mattina e metá il pomeriggio, per consentire ai bambini di abituarsi alla nuova situazione e agli insegnati di conoscere meglio i bambini. Ma lui non se ne capacitava, voleva andar lí tutto il giorno. Per fortuna é finito, lui ha iniziato a frequentare full time, si é riunito con la sua migliore amica dell'asilo, che é praticamente un Alessandro in gonnella, due anime gemelle, ed io respiro.

Giulia, dall'altra parte, ha iniziato la sua avventura nei Juniors. Diventa grande la mia cucciola ed io non potrei essere piú felice ed orgogliosa. Per fortuna si sono interrotti i suoi incubi dei primi giorni in cui il suo nuovo insegnante veniva a casa nostra con una macchina che sparava arance ma che, appena toccavano il pavimento, si trasformavano in broccoli. Un incubo terribile.

Insieme ai miei due pargoli, sono tornata anch'io tra i banchi di scuola.

Vi avevo accennato che l'MTC avrebbe cambiato direzione da settembre, e quindi ripartiamo in pochi, dalle basi e perdendo un pó il senso della sfida, concentrandoci di piú sulle tecniche di cucina.

Quindi seguiteci in questa nuova avventura perché l'MTC s-cool!

Io peró vi avviso, signori insegnanti, a scuola ero sempre quella che "potrebbe fare di piú", ero quella intelligente ma svogliata che faceva giusto il necessario per non finire nei guai.

Detto questo, affrontiamo il primo compito/lezione, il cestino del pane.

La prima cosa che arriva a tavola, quella che fa partire la salivazione e che viene presa d'assalto dopo un secondo.

Il nostro compito era quello di abbinare quattro pani diversi ad un menú, cercando di far sposare bene tutti i sapori del nostro pane con ogni portata.

Quella appena passata, qui in UK, é stata un'estate incredibile. Temperature estive, "for real", pioggia poca, pochissima, sole e belle giornate lunghe, allegre, colorate e non di quel grigio solito, ma di tutti i colori. 

Quelle giornate che ti viene voglia di passarle in compagnia, in un prato, magari facendo una bella braciata.

Per cui il mio menú sará una braciata di pesce.

Ho pensato ad un menú costituito prevalentemente da crostacei e molluschi, a cui ho aggiunto un pesce dalle carni bianche, perché mi rendeva la vita piú semplice negli abbinamenti.

 

Menú

Capesante grigliate nel loro guscio al miele e peperoncino

Gamberoni in salsa di lamponi

Calamari con insalata di fregola, verdure grigliate e salsa al basilico

Dentice con pesto di arachidi, coriandolo e menta

Spiedini di fragole e marshmellows con gelato al cioccolato

 

Cestino del pane

Biove zebrato di semola e polvere di barbabietola

Garlic bread focaccia al basilico

Focaccia con pomodorini e olive 

Panini "conchiglia" al burro di arachidi

Grissini arricciati al sidro di mele e timo

 

Ora vediamo di spiegare le mie elucubrazioni. Il biove ha un sapore molto neutro e la barbabietola si sposa benissimo con il pesce in generale, anche il colore é abbastanza invitante per cui diciamo che mi fa da jolly. I grissini invece, sono in genere la prima cosa che si assaggia quando ci troviamo di fronte il cestino del pane, per cui doveva andare bene con il mio antipasto. L'aroma del sidro si sposa con le capesante ed il timo é presente nel dressing (voi non lo sapevate, ma io si).

Il burro di arachidi é fantastico con i crostacei, ma si abbina bene anche al calamaro e con il dentice. Inoltre, dovesse avanzare qualche panino, non starebbe male neanche con il dessert.

Il garlic bread é un tipo di pane che qui, in Inghilterra, fa spesso da centrotavola. Spesso viene servito sottoforma di focaccia e da qui mi é venuta l'idea. Inoltre aglio e pesce costituiscono un binomio sempre vincente, ache il basilico é perfetto, specialmente con il pesce grigliato.

 

Biove zebrato di semola e polvere di barbabietola 

 

 

Per l'impasto bianco

125 g di farina 0

125 g di farina di semola

10 g di olio

5 g di lievito

5 g di malto

4 g di sale

140 ml di acqua

 

Per l'impasto alla barbabietola

120 g di farina 0

120 g di semola

20 g di polvere di barbabietola

10 g di olio

5 g di lievito

5 g di malto

4 g di sale

140 ml di acqua

 
Mescolate le due farina, stacciatele e formate una fontana sulla spianatoia; fate una fossetta su un lato e mettetevi il sale. 
 
Sciogliete il lievito nell'acqua con il malto, coprite e lasciate riposare 10 minuti per attivarlo.
Versate l’acqua al centro della fontana.
Raccogliete un poco di farina dall’interno dell’anello della fontana e cominciate a impastare, aggiungendo via via altra farina; unite il sale e lo strutto continuando a incorporare altra farina fino a quando non avrete ottenuto una pastella abbastanza consistente, quindi coprite tutto con la farina della fontana.
Aiutandovi con la raschia sollevate parte della pastella e premetela sulla cima della montagnetta; proseguite in questo modo lungo tutto il perimetro della fontana, in modo da fare assorbire l’acqua dalla farina. 
Cominciate a impastare con le mani e valutate se è il caso di aggiungere un altro poco di acqua: dovrete ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. Lavorate e battete la pasta con forza sul piano di lavoro per 8-10 minuti, infine formate una palla con l’impasto, copritela a campana con una ciotola e fate riposare per 20 minuti. 
Procedete allo stesso modo per l'impasto alla barbabietola.
Trascorso questo tempo dividete ogni impasto in due, formate quattro filoni stretti e stendeteli in rettangoli molto lunghi. Sovrapponete un filone bianco su uno colorato, arrotolatelo come se fosse una garza continuando a stendere l'impasto. Otterrete due grossi rotoli. 
Infarinate abbondantemente un canovaccio pulitissimo, poggiato in una teglia dai bordi lati che vi facciano da supporto per il pane in modo che cresca in altezza. Adagiate sul canovaccio un rotolo di impasto, tenendo la falda sotto e appoggiando la chiocciola contro il lato dove c’è il supporto. Sollevate un lembo di tessuto dall’altra parte della chiocciola creando un divisorio. Appoggiate la chiocciola del secondo rotolo di pasta contro il divisorio di tessuto infarinato, sollevate il canovaccio all’altezza della seconda chiocciola e appoggiateci contro il secondo supporto. Coprite gli impasti unaltro canovaccio e fate lievitare, al riparo da correnti d’aria per un'oretta.
 
 
 
Preriscaldate il forno a 200 °C in modalità statica.
Prendete delicatamente i rotoli di impasto e tagliateli a metà per il lungo (la chiocciola dovrà risultare divisa a metà) aiutandovi con la raschia o con un coltello a lama liscia. 
Sistemate i pani su una teglia con il taglio rivolto verso l’alto e incidetelo ulteriormente con una lametta per 1 cm di profondità. 
Infornate il pane e fatelo cuocere per 25-30 minuti.
Estraetelo dal forno e bussate con le nocche sul fondo: se suona vuoto è cotto, altrimenti rimettetelo in forno, abbassate la temperatura di 10 °C e rimettetelo in forno fino a cottura ultimata.
Fatelo raffreddare su una gratella prima di servirlo. 
 
 

Garlic bread focaccia al basilico

 

 
600 g di farina 0
340 g di acqua
8 g di malto d’orzo
48 g olio extravergine
4 g lievito disidratato
 
 
In un ciotola mettete l’acqua, il malto e il lievito e sciogliete bene, poi aggiungete l’olio d’oliva ed amalgamate con una
frusta. Aggiungete la metà abbondante della farina e amalgamate ai liquidi velocemente con una forchetta.
Aggiungete il sale ed incorporate.
Versate la restante farina e aiutandovi con una spatola, con cui fate dei tagli idratate incorporando la farina. Appena la farina sarà incorporata (serviranno pochi minuti, rovesciate l’impasto su un piano non infarinato.
Massaggiate l’impasto facendo pressione con il polso della mano, basta in tre punti in orizzontale, poi rovesciate
l’impasto chiudendolo su se stesso aiutandovi con la spatola. Fate questo passaggio altre due volte. Dopo la terza volta vi accorgerete che l’impasto inizia ad avere un po’ di
elasticità (premendo con un polpastrello non rimarrà la fossetta ma l’impasto tende a rialzarsi) vi dovete fermare.
Adesso date all’impasto una forma leggermente ovale e con la mano iniziate ad arrotolarlo dall’alto in basso dando
una leggera pressione. Ruotate l’impasto appiattitelo leggermente, quel tanto da renderlo un po’ ovale e ripiegatelo
su se stesso fino a chiuderlo bene. Chiudete sotto anche i lati del rotolo con i palmi delle mani, creando un impasto a palla.
Trasferite l’impasto in una ciotola leggermente infarinata e coprite con pellicola e mettete a lievitare per un ora.
Dopo un ora rovesciate l’impasto lievitato sul piano di lavoro leggermente infarinato.
Con delicatezza con i polpastrelli picchiettate tutto l’impasto, si formeranno tante fossette. Arrotolate l’impasto su se stesso partendo dall’alto e chiudendolo senza stringere. Trasferite l’impasto nella ciotola, con la chiusura in basso e fatelo lievitare coperto per un ora.
Ripetete questa ossigenazione della pasta per altre due volte a distanza di un' ora.
Prima della terza ossigenazione dividete l’impasto per le teglie che userete. COn questo impasto ho utilizzato una teglia 30x40 ed una tonda di 30 cm di diametro.
Trascorsa un' ora dalla terza ossigenazione l’impasto è pronto per essere messo nella teglia. Ungete bene con olio le teglie che vi serviranno.
Rovesciate con attenzione l’impasto nella teglia. Con i polpastrelli picchiettate tutto l’impasto, partendo dal centro verso i quattro angoli della teglia, premendo solamente senza allargare. La pasta un po’ alla volta si allargherà.
Quando si sarà già abbastanza allargata è il momento di girarla. Con attenzione appoggiare un lembo dell’impasto sull’avambraccio e alzandolo con l’impasto ruotate la pasta. Riprendete a picchiettare la pasta, se vi sembra che non si 
allarghi non tiratela e lasciatela riposare 10 minuti poi riuscirete a stenderla bene. Coprire e fatela riposare per 30 minuti.
Dopo 30 minuti farcitela come desiderate.
 
Per la farcitura al garlic bread
2 spicchi d'aglio
30 g di burro sciolto e freddo
20 g di acqua
qualche foglia di basilico
sale di Maldon
 
 
Grattugiate l'aglio. Tritate finemente il basilico. Emulsionate il burro e l'acqua, aggiungete l'aglio ed il basilico e mescolate.
Versate sulla focaccia, cospargete con il sale.
 
Per la farcitura ai pomodorini ed olive
una 10 di pomodorini tagliati in 4 spicchi
una decina di olive nere a pezzetti
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di acqua
sale
 
 
Cospargete la focaccia con i pomodorini e le olive alternate, fate un'emulsione con l'olio e l'acqua e versatela sulla focaccia e cospargete co il sale.
 
Lasciate lievitare per un'ora.
Cuocete in forno a 250 °C per 13 minuti circa
Appena cotta spostatela dalla teglia e mettetela su una griglia.
 
 

Panini "conchiglia" al burro di arachidi

 

 
200 g di farina manitoba
120 g di farina
200 ml di latte tiepido
6 g di lievito di birra
30 g di burro di arachidi (io uso quello macinato grosso, quindi con i pezzi di noccioline)
1 uovo per l’impasto e 1 per spennellare
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di semi di sesamo
 
 
Impastate tutti gli ingredienti fino a formare un composto morbido che dovrà lievitare fino al raddoppio. Trascorso questo tempo sgonfiate la pasta lievitata e impastate di nuovo.
Formate delle palline di circa 50 l’una (dipende dalla grandezza che si vuole),  date la forma della conchiglia utilizzando il guscio di una casanta e mettetele in una teglia ricoperta di carta da forno. 
Ovviamente la forma un pó si perderá con la lievitazione, ma resterá un'idea di conchiglia, o anche no.
Spennellate la superficie con un uovo sbattuto e aggiungete i semi di sesamo. 
Lasciate lievitare per un’altra ora, poi mettete in forno a 200 °C per circa 18-20 minuti, aggiungendo nel forno un pentolino d’acqua.
 
 

Grissini arricciati al sidro di mele e timo 

 

 
 
250 g di farina 0
115 ml di sidro
30 g di olio
8 g di sale
5 g di lievito
timo
 
 
Setacciate la farina su un piano da lavoro, fare la fontana , aggiungete al centro il sidro in cui si è sciolto il lievito di birra, il timo tritato, l’olio e su un lato, sopra la farina, il sale.
Impastate fino ad ottenere una massa morbida, che si stacchi facilmente dalle mani.  
Trasferite in una ciotola, coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio. 
Ribaltate l’impasto sul piano da lavoro, appiattitelo delicatamente senza sgonfiarlo e con una spatola ricavatene dei tronchetti.
Rotolate e contemporaneamente allungate la pasta spolverando con della farina di semola, facendo attenzione a non lavorarla eccessivamente.
Trasferite nella teglia rivestita di carta da forno.
Infornate a 200° e cuocere per 10 minuti, fino ad ottenere una doratura uniforme.
Togliete dalla teglia e lasciate raffreddare completamente. Conservate in un contenitore a chiusura ermetica. 

 

Tutto questo per l'MTC s-cool

MTC's cool: ultima ricetta prima della partenza

8. giugno 2018 14:03 | Stampa

Anche se, grazie alle ie tortille, sono giá dentro la classe della scuola di cucina piú cool del web, non ho potuto resistere alla tentazione di partecipare all'ultima gara per la selezione.

Prima di tutto perché é una figata.

La Mistery Cloche, una lista di ingredienti definita, una piccola dispenza a disposizione, per creare un piatto originale.

mysterycloche_OK

 

Anche se il destino non é stato a mio favore mi sono divertita tantissimo ed ho scoperto un abbinamento che non abbandoneró mai piú. La vaniglia con il pesce si sposa divinamente.

Quanto al destino, avevo programmato la ricetta come starter speciale per la cena del nostro anniversario di matrimonio. E cosí é andata, salvo poi che é rimasto lo starter ed il main perché non ho avuto il tempo di cucinare nient'altro, salvo poi essere il primo giorno in cui avevo i pittori in casa, salvo poi mio marito con 39 di febbre, salvo poi frullatore ad immersione che mi si rompe mentre monto la maionese.

Ma non demordo e questa é la mia proposta.

Prima di darvi la ricetta, una nota.

Il mio ingrediente principale era la triglia, ma qui in Inghilterra le triglie hanno le dimensioni di una spigola. La mia pesava oltre mezzo chilo. Quindi, come starter per 2 persone, mi bastava. In Italia le triglie sono molto piú piccole, quindi avrete bisogno di una triglia piuttosto grande a persona.

Filetto di triglia con cialda di riso nero alla vaniglia, maionese alla fragola e pesto di pistacchi.   

 

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Quella classica e quella creativa: la tortilla di patate per l'MTC

16. aprile 2018 16:21 | Stampa

Il mese scorso é stato, per me, un mese molto intenso.

Per quanto sia stata un'emozione bellissima vincere l'MTC, sentire il vostro affetto, leggere tutti i vostri post, vi confesso che é quasi un sollievo ritornare a concorrere, far girare il neurone.

L'Afternoon tea di Mai é stato un colpo al cuore per me, cosí personale, cosí originale che la scelta é stata quasi naturale.

E con Mai chiudiamo il cerchio. L'MTC cosí come abbiamo imparato a conoscerlo in questi anni é ad un giro di boa e si riparte da dove tutto é cominciato, la sfida numero 1, la tortilla di patate.

Da settembre ne vedrete delle belle ma, per questo mese, la sfida é sulla tortilla, quella classica come quella che ci descrive Mai nel suo post, ed una proposta creativa che prenda spunto dagli ingredienti fondamentali della tortilla, le patate e l'uovo, e che preveda l'uso della padella anche solo per la cottura di un elemento.

Una delle cose che mi ha colpito di piú dell'Afternoon tea di Mai é stata la sua capacitá di costruire un ponte tra la sua Spagna e la "mia" Inghilterra, riuscendo a rimanere in tema senza rinunciare alla sua personalitá.

Io, invece, questo ponte l'ho voluto abbattere. 

E se abbattessimo questo ponte immaginario tra Spagna ed Inghilterra, cosa resterebbe?

Il mare!

Entrambe le mie versioni, quella classica e quella creativa, sono una fusione tra terra e mare.

Nella versione classica avevamo la possibilitá di inserire un solo ingrediente, oltre alle spezie, rispetto alla versione di Mai. Cosí io ci ho aggiunto un filetto di haddock (pesce englefino) e ho pensato di ispirarmi al fish and chips, visto che abbiamo il pesce e le patate. 

Il pesce di solito é fritto avvolto in una pastella alla birra, cosí la birra l'ho messa nella marinata, e l'ho servito con un puré di piselli alla menta che, solitamente, accompagna questo piatto qui in Inghilterra.

E per ricordare la Spagna, ho scelto una birra spagnola, di Barcellona.

 

Fish and tortilla, con puré di piselli alla menta

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Il vincitore della sfida no 71 é........

31. marzo 2018 21:00 | Stampa

Oggi è l'ultimo giorno del mese di marzo ed è finita la mia avventura come giudice di questa gara a cui partecipo ormai da 7 anni.

E' stato stressante come mi aspettavo?

Anche di più!

Ci sono stati momenti in cui non mi sono sentita all'altezza?

Hai voglia.

Lo rifarei?

Dove si firma?

Credo che questa sfida sull'Afternoon tea passerà alla storia come quella più complicata dal punto di vista del regolamento. 

In fin dei conti l'argomento era così vasto, e da molti, sconosciuto che era facile perdersi.

La cucina inglese è spesso considerata una cucina di serie B prima ancora di conoscerla. Io sono stata una delle prime.

Ma dopo quasi 6 anni che vivo qui ho imparato a conoscerla e ad amarla. Ed avevo voglia di condividerla con voi. E l'ho fatto con un rito che è sicuramente il mio preferito, quello forse più conosciuto, anche se non correttamente, e quello che mi dava la possibilità di farvi scorpire quanto più possibile in una sola gara.

Direi che sono riuscita nel mio intento. Forse a tratti mi avrete odiata, forse vi ho fatto lavorare tantissimo ma forse vi ho anche messo una pulce nell'orecchio, per alcuni è stata una vera rivelazione, altri si sono addirittura convertiti al tè e, dopo la prime titubanze, vi siete messi tutti a studiare.

Vorrei ringraziarvi uno per uno ma il post si prospetta già abbastanza lungo. Però non posso non ringraziare alcuni di voi in particolare.

In primis tutti gli uomini che si sono lanciati in una gara sulla carta prevalentemente femminile, forse anche un pò "spinti" ma comunque tutti bravissimi e coraggiosi. Ben fatto! La vostra virilità è salva, vero Chiara? ;)

In particolare devo ringraziare Corrado che, con la complicità di Susy, è riuscito a sorprendermi e farmi piangere dalle risate. Credo che la tua immagine in versione Mad Hatter resterà impressa nella mia mente per tanto tempo, per non parlare del fiocco di Susy.

E restando a Wonderland, non posso che ringraziare Eleonora con tutto il mio cuore. Lei ne avrebbe fatto volentieri a meno, so quanto le sia costato esserci, ma c'era e non lo dimenticherò.

Giuliana che, da accanita bevitrice di caffè, ci ha preso talmente gusto che ha addirittura partecipato con 2 Afternoon tea e poi ha anche confessato che adesso non disdegna una tazza di tè al pomeriggio. La mia vittoria più grande.

Premio ricerca più accurata a  Manuela che è riuscita a trovare tutte ricette inglesi talmente inusuali che probabilmente neanche gli inglesi sanno che esistono.

Grazie ad Arianna e a Cinzia, che hanno avuto l'idea di realizzare un Afternoon tea con le bambole e i pupazzi, rispolverando uno dei giochi più amati della nostra infanzia e lo hanno fatto con una dolcezza che mi ha toccato il cuore.

C'è anche chi timidamente si è detto impreparato ma poi ha preparato un tea spettacolare con tutti i colori e i sapori della sua Sicilia, restando perfettamente in tema. Sto parlando di te cara Fabiola, sei stata bravissima.

E come posso dimenticare la mia amica Francesca, che mi ha fatto la vignetta con the Queen, uno dei motivi per cui volevo vincere l'MTC da anni.

Grazie ancora a chi non partecipava da tempo ed è tornata per questa gara, la persona più generosa che conosca.

Grazie per le storie che mi avete raccontato, per la primavera che in molti avete portato in tavola, per la passione e la curiosità che ci avete messo.

Grazie anche alle suocere, madri, amiche, vicine di casa le cui credenze sono state saccheggiate.

Ringraziamo anche Mary Berry, Delia Smith, Nigella Lawson, Jamie Oliver, Paul Hollywood e Martha Stewart (che poi sarebbe americana) per la partecipazione straordinaria, con la collaborazione di BBC Food.

 

Ma veniamo al vero motivo per cui siamo tutti qui.

A questo punto lo saprete già, per cui partiamo dal 5 posto.

Silvia, la sua meravigliosa tavola parla di primavera, è riuscita a commuovermi con i suoi ricordi, un misto di nostalgia ed affetto che si riflette nelle sue ricette. Non poteva che avere il suo posticino nella top five.

4. Annarita, che è riuscita a ricreare un'atmosfera intima e rilassata, proprio come quella che aveva immaginato. Le sue ricette sono una coccola con il suo tocco delicato ed elegante. Tutte quelle mini cakes mi hanno fatto sbavare davanti al monitor (fine del momento delicato ed elegante). E non è per la tea towel di Bath :)

3. Greta, ancora non ho capito se lei si renda conto completamente di quanto è brava. Perchè ogni volta descrive le cose incredibili che fa con una naturalezza tale da farti credere che sia una cosa normale. Andate a vedere quei sandwiches con il tuorlo mimosa al whisky, o quella drizzle cake alla clotted cream e drizzle al pompelmo rosa e scotch whisky e poi tornate a dirmi se è normale.

Le prime due mi hanno creato non pochi problemi. Due tè diversissimi ma entrambi nati da ispirazioni ben studiate e coerenti con il tema. Ci ho pensato tanto, ho fatto leggere le ricette anche a mio marito (il quale ha detto che finalmente ha capito perchè la mia testa funziona in un "certo modo", leggi "perchè tu non stai bene con la testa"), ho pensato di tirare una monetina, ma alla fine la soluzione è stata, per dirla con le parole di Annalena, "complessamente semplice".

Annalena è partita da un'intuizione quasi casuale ed ha trovato il suo filo conduttore basando la sua scelta su ricerche storiche, culturali e personali accuratissime. Leggere il suo post è come fare un tuffo nella storia, dimostra una cultura senza confini ed una mente non proprio sana (in senso buono). Da quel momento ogni singolo elemento del suo tè ha un posto preciso. Niente, nemmeno il più insignificante pizzico di sale, è lì per caso. Credo di non aver mai visto nulla di più accurato in vita mia. A te va tutta la mia ammirazione.

Mai, dall'altro lato, ha un istinto infallibile. E' riuscita a trovare un filo conduttore che fosse personale ed al tempo stesso legato al tema. E' partita dalle sue radici, dalla sua terra ed è riuscita a trovare un punto d'incontro con un afternoon tea in perfetto stile inglese, senza tuttavia perdere di vista la sua personalità. Anche le sue ricette trovano una giustificazione in ogni singolo elemento dimostrando coerenza ed originalità.

Per me sono un pari merito ma una la dovevo scegliere e così ho scelto la favola. Perchè da Annalena c'era anche da aspetterselo, per lei era naturale, ma Mai è davvero eccezionale.

Per cui passo il testimone a Mai, linda chica de mi corazon!

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Zeppolone di San Giuseppe con namelaka al limone e amarene

18. marzo 2018 21:37 | Stampa

Orami festeggiamo le feste della mamma e del papá due volte l'anno.

Eh si, perche in Italia e in Inghilterra non coincidono.

La festa del papá in Inghilterra si festeggia a fine giugno, mentre quella della mamma a metá marzo.

Per cui, siccome a noi non piace perdere nessuna occasione, abbiamo deciso di festeggiarle entrambe.

Tanto piú che i bambini a scuola comunque preparano qualcosa per farci gli auguri e intanto non vogliamo fargli perdere le tradizioni italiane.

Quindi oggi, un normale lunedí in Inghilterra, noi festeggiamo la festa del papá italiana e lo facciamo, come al solito con le zeppole.

Quest'anno ho deciso di allontanarmi un pó dalla tradizione, intanto perché nel blog ce ne sono giá due di ricette di zeppole tradizionali, e poi mi andava di provare qualcosa di diverso.

Intanto se volete saperne di piú di questa festa, delle zeppole ed avere altre idde e ricette, andate sulla pagina del Calendario del Cibo Italiano che oggi celebra appunto la Giornata delle Zeppole di San Giuseppe.

Zeppolone di San Giuseppe con namelaka al limone e amarene.

 

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