Un muffin per Natale

25. November 2014 12:57 | Stampa

Natale é sicuramente la mia festa preferita! Quella che aspetto con piú ansia.

E' sempre stato cosí anche da piccola, quando avrei voluto la mia famiglia riunita almeno per un giorno.

I miei genitori si separarono che avevo 3 anni o giú di lí e non ricordo una sola mattina di Natale passata tutti insieme a scartare regali; é sempre stata una festa doppia, come per tutte le feste della mia infanzia, festeggiate prima con mamma e poi con papá.

E adesso, che ho una mia famiglia per cui quei ricordi che non ho da bambina li sto creando in veste di genitore, lo é ancora di piú.

Per cui, quando si é trattato di dover scegliere l'opera letteraria per il mio secondo muffin, non ho avuto dubbi.

Immaginate una stanza, una camera da letto, di quelle antiche, dai soffitti altissimi.

E' mattina ma le tende sono ancora tirate dopo la nottata.

Di sottofondo si sente musica di zampognari.

Una donna entra nella stanza ed apre le tende facendo entrare una flebile luce, rimbocca le coperte a qualcuno e poi.......

- Lucarié, Lucarié scetate, songh 'e nnove!

E' l'inizio di una delle mie commedie preferite di Eduardo De Filippo, forse la piú famosa, Natale in casa Cupiello.

Il protagonista della commedia é Luca Cupiello, interpretato da Eduardo De Filippo, un uomo che vive di illusioni sulla famiglia perfetta e unita, metaforicamente rappresentato dal presepe da cui é ossessionato, e non si accorge dei piccoli drammi che lo circondano e che vivono i membri della sua famiglia.

La figlia Ninuccia, interpretata da una giovanissima Lina Sastri, stanca del proprio matrimonio infelice vive una relazione extra-coniugale con Vittorio, un amico del fratello Tommasino, detto Nennillo ed interpretato da Luca De Filippo, che per sbarcare il lunario compie piccoli furti.

E' la moglie Concetta, una stupenda Pupella Maggio, il vero capofamiglia, quella che cerca di sistemare le situazioni nella grande assenza del marito.

Ma presto Luca scoprirá la veritá e questa scoperta sará per lui fatale e fino alla sua morte sará ancora vittima di allucinazioni che continueranno a tenerlo lontano dalla realtá fino alla fine quando chiederá per l'ennesima volta al figlio Tommasino "te piace 'o presepio?" e lui gli risponderá di sí, mentendo.

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Arista arrotolata all'ananas

25. November 2014 09:08 | Stampa

Arrivo sul filo di lana, ma arrivo.

Utimamente il tempo mi sfugge dalle mani e non riesco a fermare questo processo irreversibile.

Sono molto presa da un progetto mio, reale non virtuale, e tra una decina di giorni avró la mia prima vera vetrina. le attivitá da fare sono tantissime e il tempo pochissimo e non importa quanto prima riesca ad alzarmi la mattina per lavorarci un pó, i miei figli se ne accorgono.....SEMPRE!!!

Per cui passa in secondo piano il blog, anche quei piccoli spazi che mi ero ritagliata come il The Recipetionist. Vediamo se riesco ad arrivare alla fine del post.....

Il recipetionist di questo mese é una mia cara amica, una delle persone che non vedo l'ora di riabbracciare tra un mesetto quando torneró di nuovo in Italia. Lo so, lo dico sempre ma poi lo faccio pure, vero Antonietta ;)

Per prima cosa, appena approdata sul suo blog, ho cliccato nella sezione dedicata alla mozzarella. Adoro il suo modo di "manipolare" quest'ingrediente che lei conosce benissimo e non perdo occasione per ripeterglielo.

Ma poi ho pensato di ripiegare su altre ricette perché l'unica mozzarella che trovo qui lontanamente decente é la Galbani. Lei capirá perché ho cambiato idea.

Ero indecisa tra due. La pasta e fagioli, il cui post mi aveva rapito completamente e poi amo le lente cotture. Ma alla fine, per questioni di tempo ho scelto questa qui.

L'unica variazione che ho fatto é stata la sostituzione delle erbe con il basilico che con l'ananas ci sta divinamente, per il resto ho solo tagliato l'arista diversamente in modo da poterla arrolotolare e poi legare.

Arista arrotolata all'ananas

 

Ingredienti:

1 arista da 400 g circa
1/2 ananas  fresco
1 carote
1/2 scalogno
Basilico fresco
Sale
Olio evo
1 tazzina di brandy

Preparazione:

Tagliate l'arista nel senso della lunghezza girandola in modo da creare una spirale. Srotolandola avrete un rettangolo, ricopritela con le fette di ananas tagliate molto sottili, arrotolatela di nuovo e legatela con uno spago da cucina.
In un tegame soffriggete lo scalogno nell'olio, aggiungete la carota a pezzetti e il pezzo di carne.
Rosolate da tutti i lati la carne aggiungete il brandy alzando la fiamma, quando é sfumato abbassate di nuovo la fiamma e aggiungete altre 2 fette di nanas a dadini.
Salate, aggiungete il basilico e lasciate cuocere coperto per 15 minuti.
Togliete l'arista dal tegame, passatela in una teglia da forno, irrorate la superficie solo con il sughetto che si è formato e cuocete in forno ben caldo per altri 30 minuti, bagnando all'occorrenza.
Nel frattempo frullate ciò che è rimasto nel tegame e tenere in caldo.
Quando l'arista è pronta servirla accompagnandola con la salsina di carote e ananas.

Aerosmith e muffins

10. November 2014 17:01 | Stampa

Cos'hanno in comune gli Aerosmith e i muffins?

Ma l'MTC!! What else....

Questo mese la gara tra blogger piú folle del web si affronterá anche sul fronte lettarario, oltre che culinario. Perció tutti noi concorrenti siamo chiamati ad ispirarci ad un'opera che abbia valore lettarario per la ricetta dei nostri muffins, cosí io ho scelto una canzone molto bella di uno dei miei gruppi preferiti.

Ma in realtá sarebbe meglio dire che l'ha scelta mia figlia Giulia.

Non so quanti di voi hanno la fortuna/sfortuna di crescere dei figli bilingue.

Fortuna perché é un regalo bellissimo che fate a voi stessi ma soprattutto ai vostri figli, oltre al fatto che a volte puó essere davvero divertente vederli mescolare le due lingue in forme grammaticali astratte.

Sfortuna perché a volte puó essere davvero avvilente vedere i bambini della stessa etá parlare benissimo e in modo chiaro mentre voi non riuscite ancora a capire cosa dicono i vostri figli.

Oltre agli ovvi problemi di inserimento perché i bambini si ritrovano sbattuti in situazioni dove non capiscono cosa succede intorno a loro e conseguenti problemi di autostima, fortunatamente ormai superati da Giulia.

Dopo mesi davvero difficili, ora Giulia capisce che é in grado di parlare due lingue.

Anche se non sempre con molto successo, riesce a tradurre da entrambe le lingue e a "switchare" a seconda dell'interlocutore e di come questo le si rivolge.

Certo non mancano forme strane come "io ho chooso questo"," io posso mendare questo gioco rotto". "ho hearduto uno noise" e "papá, singa quella canzone", ma la mia parte preferita é quando mi spiega le cose e mi dice "mamma, questo vuol dire....." e mi traduce dall'italiano all'inglese e viceversa.

La vedo crescere, la vedo affrontare le difficoltá e vincerle e non potrei essere piú orgogliosa.....ci vuole solo tanta pazienza!

A Giulia piace tanto cantare, conosce tante canzoni a memoria (a modo suo), sia in italiano che in inglese e non solo quelle del film Frozen!

Quando siamo in macchina mi chiede di farle sentire una canzone piuttosto che un'altra, tutte sempre dallo stesso cd ormai logorato. Non sempre é facile capire cosa voglia ascoltare ma ormai lo sappiamo.

Una volta mi chiese la canzone che dice "io non voglio chiudere i miei occhi".

Scene di panico.....di cosa parla? Qual'é sta canzone?

Alla fine, con mio grande stupore e felicitá, ho capito che stava parlando proprio di I don't wanna miss a thing degli Aerosmith.

Lo stupore e la felicitá erano dovuti al fatto che chiedendomelo in quel modo mi ha dimostrato non solo di aver capito il testo della canzone e di essere in grado di tradurlo perfettamente in italiano, ma di saperlo dire anche in italiano corretto.

Infatti il ritornello della canzone inizia proprio con la frase " I don't wanna close my eyes...."

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La lasagna dei miei ricordi.

17. October 2014 12:43 | Stampa

La prima cosa che mi é venuta in mente quando ho visto la ricetta di questo mese per l'MTC é stata la lasagna di mia nonna.

Ho letto il post di Sabrina, l'ho immaginata sulla sua bici mentre si dirige verso casa della mamma per poi cucinare con lei una ricetta a cui é legata da mille ricordi.

Se avessi potuto prendere un aereo in quel momento, bussare alla porta di mia nonna e passare un pó di tempo con lei a cucinare e a ricordare le giornate passate in famiglia davanti a quella lasagna l'avrei fatto.

A quasi 93 anni, lei non si sarebbe tirata indietro e avrebbe cucinato con me anche tutto il giorno parlando del suo ragú, del nonno e delle sue polpettine.

Invece quello che ho fatto é stato prendere il telefono e fare questa interrurbana internazionale di un un'ora circa e, anche se non abbiamo cucinato insieme, abbiamo ricordato.

Se penso alla lasagna penso a mio nonno.

Non era un uomo facile, era sempre arrabbiato perché nella vita ha dovuto lottare e tanto.

Nato in una famiglia benestante, tornato dalla guerra e da 5 anni di prigionia in Sud Africa non ha trovato piú nulla se non la sua fidanzata ad aspettarlo.

Con la sua grande forza di volontá é riuscito a crescere 4 figli facendo il barista e una l'ha mandata anche all'universitá.

Era un uomo passionale, innamorato, quasi ossessionato da mia nonna, tanto che una notte le diede un morso mentre dormiva perché aveva sognato che lo tradiva.

Ma era l'unico uomo a Napoli a non aver mai detto la frase " 'o rraú che faceva mammá era 'nata cos'". Perché il ragú che faceva la nonna era per lui il migliore del mondo.

Se penso alla lasagna rivedo mio nonno seduto davanti al davanzale mentre grattuggia il formaggio.

Non appena mi vedeva entrare dalla porta si alzava e mi andava a tagliare un pezzo di pecorino romano che stava grattugiando perché sapeva che ne andavo matta.

Poi gli chiedevo quante polpettine aveva fatto, perché a casa nostra la lasagna si fa con le polpettine, e il numero superava sempre il centinaio.

Sí, le contava, ogni volta!

E noi cugini giocavamo a rubarcele dal piatto. La piu veloce e scaltra era sempre mia cugina Tiziana, infatti nessuno voleva star seduto vicino a lei. In realtá lo fa ancora, dice che é piú forte di lei.

Ricordo che la lasagna significava festa, significava tutta la famiglia riunita, significava amore!

E siccome amore, cucina e famiglia per me significano anche condivisione, voglio condivedere con voi la ricetta del ragú di mia nonna Concetta, o presunta tale ( conoscete le nonne.....mettici un pó di questo, e poi un pó di quell'altro) e della lasagna che mangiavo con la mia famiglia, rigorosamente con le polpettine di mio nonno Mario.

Lasagna con ragú napoletano, polpettine e besciamella alla cannella

 

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Lasagne di mare.....del Nord!

13. October 2014 11:33 | Stampa

Ebbene sí!

Ho finalmente fatto pace con il mercato ittico inglese. Ci sono voluti quasi due anni ma, alla fine, io e lui ci capiamo, ci confrontiamo, ci sopportiamo.

Ho capito dove e quando comprare cosa. E mi sono rassegnata al fatto che il mare del Nord non é il Mediterraneo.

Ho scoperto che in Scozia ed in Cornovaglia ci sono delle cozze buonissime.

Ho scoperto che in alcuni periodi dell'anno i calamari qui sono anche piú buoni dei nostri.

Ho anche trovato dove comprare dei gamberi con le teste! Ed é questa la cosa che mi commuove di piú.

Quando ho letto il post di Sabrina mi sono venute in mente subito 2 versioni.

Per la prima devo aspettare la mia mamma che arriva questo fine settimana con ingredienti immancabili, e la seconda eccola qui.

Devo dire che di versioni sperimentali me ne sono venute in mente pure una decina, ma per questa volta ho deciso di rimanere sul classico.

Vi dico solo che ne avevo fatto 4 porzioni pensando di congelarne la metá ma ne é avanzata cosí poca che mio marito ed io ci abbiamo fatto l'aperitivo a cena.

Lasagne allo zafferano con ragú di mare del Nord

 

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