DOLCI REGALI - perché no c'é due senza tre!

15. December 2014 23:31 | Stampa

Ci siamo!

Oggi esce il terzo libro dell'MTC dal titolo "Dolci regali".

E non so come sia possibile, ma anche questa volta ci siamo superati.

La grafica é tra le piú belle che si siano mai viste per un libro di cucina grazie alle illustrazioni di quel genio della Mai Esteve e le foto di `Paolo Picciotto.

La casa editrice é sempre la Sagep e non finiremo mai di ringraziare il nostro editor Fabrizio Fassari, che ha creduto in noi e nel progetto fin dall'inizio e continua ad investire sulla nostra follia.

Il grazie piú grande va come al solito a colei che ha reso tutto questo reale, colei che ha creato tutto questo e che continua a renderlo sempre piú vero e sempre piú bello, Alessandra Gennaro.

Se vi trovate dalle parti di Genova stasera alle 18.00, presso il Caffé Cambi in via Falamnica, c'é la presentazione del libro. Un occasione per conoscere Wonder Woman in carne ed ossa, comprare il nostro bellissimo libro (occhio che vanno a ruba) e approfittare della degustazione di vini e di ricette tratte dal libro che fará da contorno.

Vi ricordo inoltre che, come per "Insalata da Tiffany", acquistando una copia di "Dolci Regali", contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Il prezzo é come al solito 18 euro e lo trovate in libreria, su Amazon e IBS.

Vi lascio con un assaggino del libro giusto per convincervi che il posto giusto per lui é sulla vostra libreria ;)

 

Per scaricare l'anteprima in pdf, clicca qui DolciRegali_anteprima.pdf (2.35 mb)

Focaccine morbide al germe di grano

12. December 2014 08:11 | Stampa

Vi avevo detto che la settimana scorsa avevo un impegno che mi ha portato via tanto tempo.

La scuola di Giulia organizza ogni anno una firera di Natale e, quest'anno, hanno deciso di dare la possibilitá alle persone che vivono nell'area, e che gestiscono un piccolo business, di farsi un pó di pubblicitá affittando uno spazio all'interno della fiera.

Quello che non vi ho detto e quest'estate ho preso la certificazione in Food Hygiene for catering e ho registrato la mia piccola attivitá come cuoca a domicilio.

Finora non sto muovendo troppe pedine perché Ale é ancora cosí piccolo che non mi sento di lasciarlo per troppo tempo, peró ho inziato e ho partecipato alla fiera per promuovere la mia attivita nell'area in cui vivo.

E questa é una nuva sfida per me, per il mio carattere totalmente insicuro e spiega anche come mai il poco tempo a mia disposizione per questo blog sia diminuito ancora ed ancora.

Se vi va di dare uno sguardo al mio nuovo sito é questo qui.

Ma ora passiamo alla ricetta.

Ma prima una piccola premessa. 

Come sapete le farine subiscono dei processi di raffinazione che consistono nell'eliminazione del germe, cioé della parte piú vitale e nutritiva della farina, a favore di una maggiore quantitá di zuccheri e una maggiore conservabilitá.

Ultimamente sto aggiungendo sempre una piccola quantitá di farina la germe di grano ai miei lievitati e sto notando che il sapore ne guadagna tantissimo. La pizza, per esempio, é fantastica!

Queste focaccine sono perfette per la merenda dei bambini e anche quella dei grandi. La ricetta é per 12 focaccine medie, grandi come dei panini. 

Ingredienti:

200 g di farina 0

150 g di farina 00

50 g di farina al germe di grano

150 ml di latte + qualche cucchiaio per lucidare

150 ml di acqua

7 g di lievito disidratato

1 cucchiaio di zucchero

30 g di burro ammorbidito a pezzetti

10 g di sale

farina di semola per lo spolvero

 

Preparazione:

In un recipiente versate l'acqua e il latte, tenendone una mezza tazzina da parte dove scioglierete il sale.

Nel resto della  miscela sciogliete il lievito insieme allo zucchero.

Mescolate insieme le farine e al centro mettete il lievito sciolto nella miscela di acqua e latte e iniziate a lavorare incorporando man mano la farina fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Unite a questo punto il burro un pezzetto per volta e poi il sale.

Impastate per 5-10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio anche se ancora un pó appiccicoso.

Lasciate riposare in una ciotola leggeremente unta di olio e coperta con la pellicola fino al raddoppio, circa un paio d'ore.

Passato questo tempo rovesciate l'impasto su una spianatoia infarinata e dte delle pieghe. Formate un filoncino e dividetelo in 12 parti, o di piú se volete delle focaccine piú piccole.

Formate delle palline abbastanza lisce e poi schiacciatele con le punte delle dita.

Mettetele in una teglia ricoperta di carta da forno e spennellatele con il latte. infine cospargetele di sale e rosmarino, se le volete dolci, o di zucchero se le volete dolci.

Lasciatele riposare una mezz'oretta e infornatele a 200 gradi C per 20 minuti circa.

In ultimo vi ricordo che sono the recepe-tionist di dicembre e gennaio quindi, se avete un blog e volete copiare una mia ricetta sono lieta di ospitarvi. 

Un muffin per Natale

25. November 2014 12:57 | Stampa

Natale é sicuramente la mia festa preferita! Quella che aspetto con piú ansia.

E' sempre stato cosí anche da piccola, quando avrei voluto la mia famiglia riunita almeno per un giorno.

I miei genitori si separarono che avevo 3 anni o giú di lí e non ricordo una sola mattina di Natale passata tutti insieme a scartare regali; é sempre stata una festa doppia, come per tutte le feste della mia infanzia, festeggiate prima con mamma e poi con papá.

E adesso, che ho una mia famiglia per cui quei ricordi che non ho da bambina li sto creando in veste di genitore, lo é ancora di piú.

Per cui, quando si é trattato di dover scegliere l'opera letteraria per il mio secondo muffin, non ho avuto dubbi.

Immaginate una stanza, una camera da letto, di quelle antiche, dai soffitti altissimi.

E' mattina ma le tende sono ancora tirate dopo la nottata.

Di sottofondo si sente musica di zampognari.

Una donna entra nella stanza ed apre le tende facendo entrare una flebile luce, rimbocca le coperte a qualcuno e poi.......

- Lucarié, Lucarié scetate, songh 'e nnove!

E' l'inizio di una delle mie commedie preferite di Eduardo De Filippo, forse la piú famosa, Natale in casa Cupiello.

Il protagonista della commedia é Luca Cupiello, interpretato da Eduardo De Filippo, un uomo che vive di illusioni sulla famiglia perfetta e unita, metaforicamente rappresentato dal presepe da cui é ossessionato, e non si accorge dei piccoli drammi che lo circondano e che vivono i membri della sua famiglia.

La figlia Ninuccia, interpretata da una giovanissima Lina Sastri, stanca del proprio matrimonio infelice vive una relazione extra-coniugale con Vittorio, un amico del fratello Tommasino, detto Nennillo ed interpretato da Luca De Filippo, che per sbarcare il lunario compie piccoli furti.

E' la moglie Concetta, una stupenda Pupella Maggio, il vero capofamiglia, quella che cerca di sistemare le situazioni nella grande assenza del marito.

Ma presto Luca scoprirá la veritá e questa scoperta sará per lui fatale e fino alla sua morte sará ancora vittima di allucinazioni che continueranno a tenerlo lontano dalla realtá fino alla fine quando chiederá per l'ennesima volta al figlio Tommasino "te piace 'o presepio?" e lui gli risponderá di sí, mentendo.

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Arista arrotolata all'ananas

25. November 2014 09:08 | Stampa

Arrivo sul filo di lana, ma arrivo.

Utimamente il tempo mi sfugge dalle mani e non riesco a fermare questo processo irreversibile.

Sono molto presa da un progetto mio, reale non virtuale, e tra una decina di giorni avró la mia prima vera vetrina. le attivitá da fare sono tantissime e il tempo pochissimo e non importa quanto prima riesca ad alzarmi la mattina per lavorarci un pó, i miei figli se ne accorgono.....SEMPRE!!!

Per cui passa in secondo piano il blog, anche quei piccoli spazi che mi ero ritagliata come il The Recipetionist. Vediamo se riesco ad arrivare alla fine del post.....

Il recipetionist di questo mese é una mia cara amica, una delle persone che non vedo l'ora di riabbracciare tra un mesetto quando torneró di nuovo in Italia. Lo so, lo dico sempre ma poi lo faccio pure, vero Antonietta ;)

Per prima cosa, appena approdata sul suo blog, ho cliccato nella sezione dedicata alla mozzarella. Adoro il suo modo di "manipolare" quest'ingrediente che lei conosce benissimo e non perdo occasione per ripeterglielo.

Ma poi ho pensato di ripiegare su altre ricette perché l'unica mozzarella che trovo qui lontanamente decente é la Galbani. Lei capirá perché ho cambiato idea.

Ero indecisa tra due. La pasta e fagioli, il cui post mi aveva rapito completamente e poi amo le lente cotture. Ma alla fine, per questioni di tempo ho scelto questa qui.

L'unica variazione che ho fatto é stata la sostituzione delle erbe con il basilico che con l'ananas ci sta divinamente, per il resto ho solo tagliato l'arista diversamente in modo da poterla arrolotolare e poi legare.

Arista arrotolata all'ananas

 

Ingredienti:

1 arista da 400 g circa
1/2 ananas  fresco
1 carote
1/2 scalogno
Basilico fresco
Sale
Olio evo
1 tazzina di brandy

Preparazione:

Tagliate l'arista nel senso della lunghezza girandola in modo da creare una spirale. Srotolandola avrete un rettangolo, ricopritela con le fette di ananas tagliate molto sottili, arrotolatela di nuovo e legatela con uno spago da cucina.
In un tegame soffriggete lo scalogno nell'olio, aggiungete la carota a pezzetti e il pezzo di carne.
Rosolate da tutti i lati la carne aggiungete il brandy alzando la fiamma, quando é sfumato abbassate di nuovo la fiamma e aggiungete altre 2 fette di nanas a dadini.
Salate, aggiungete il basilico e lasciate cuocere coperto per 15 minuti.
Togliete l'arista dal tegame, passatela in una teglia da forno, irrorate la superficie solo con il sughetto che si è formato e cuocete in forno ben caldo per altri 30 minuti, bagnando all'occorrenza.
Nel frattempo frullate ciò che è rimasto nel tegame e tenere in caldo.
Quando l'arista è pronta servirla accompagnandola con la salsina di carote e ananas.

Aerosmith e muffins

10. November 2014 17:01 | Stampa

Cos'hanno in comune gli Aerosmith e i muffins?

Ma l'MTC!! What else....

Questo mese la gara tra blogger piú folle del web si affronterá anche sul fronte lettarario, oltre che culinario. Perció tutti noi concorrenti siamo chiamati ad ispirarci ad un'opera che abbia valore lettarario per la ricetta dei nostri muffins, cosí io ho scelto una canzone molto bella di uno dei miei gruppi preferiti.

Ma in realtá sarebbe meglio dire che l'ha scelta mia figlia Giulia.

Non so quanti di voi hanno la fortuna/sfortuna di crescere dei figli bilingue.

Fortuna perché é un regalo bellissimo che fate a voi stessi ma soprattutto ai vostri figli, oltre al fatto che a volte puó essere davvero divertente vederli mescolare le due lingue in forme grammaticali astratte.

Sfortuna perché a volte puó essere davvero avvilente vedere i bambini della stessa etá parlare benissimo e in modo chiaro mentre voi non riuscite ancora a capire cosa dicono i vostri figli.

Oltre agli ovvi problemi di inserimento perché i bambini si ritrovano sbattuti in situazioni dove non capiscono cosa succede intorno a loro e conseguenti problemi di autostima, fortunatamente ormai superati da Giulia.

Dopo mesi davvero difficili, ora Giulia capisce che é in grado di parlare due lingue.

Anche se non sempre con molto successo, riesce a tradurre da entrambe le lingue e a "switchare" a seconda dell'interlocutore e di come questo le si rivolge.

Certo non mancano forme strane come "io ho chooso questo"," io posso mendare questo gioco rotto". "ho hearduto uno noise" e "papá, singa quella canzone", ma la mia parte preferita é quando mi spiega le cose e mi dice "mamma, questo vuol dire....." e mi traduce dall'italiano all'inglese e viceversa.

La vedo crescere, la vedo affrontare le difficoltá e vincerle e non potrei essere piú orgogliosa.....ci vuole solo tanta pazienza!

A Giulia piace tanto cantare, conosce tante canzoni a memoria (a modo suo), sia in italiano che in inglese e non solo quelle del film Frozen!

Quando siamo in macchina mi chiede di farle sentire una canzone piuttosto che un'altra, tutte sempre dallo stesso cd ormai logorato. Non sempre é facile capire cosa voglia ascoltare ma ormai lo sappiamo.

Una volta mi chiese la canzone che dice "io non voglio chiudere i miei occhi".

Scene di panico.....di cosa parla? Qual'é sta canzone?

Alla fine, con mio grande stupore e felicitá, ho capito che stava parlando proprio di I don't wanna miss a thing degli Aerosmith.

Lo stupore e la felicitá erano dovuti al fatto che chiedendomelo in quel modo mi ha dimostrato non solo di aver capito il testo della canzone e di essere in grado di tradurlo perfettamente in italiano, ma di saperlo dire anche in italiano corretto.

Infatti il ritornello della canzone inizia proprio con la frase " I don't wanna close my eyes...."

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La mia ricetta su

 

 

il secondo libro dell'MTChallenge!

 

 

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