Il mio pane del sabato in ritardo ed extralarge

29. ottobre 2012 14:43 | Stampa

Ed eccolo qui il mio ciccione!

Bruttino, esploso, ma buonissimo!

In realtà quando l'ho fatto sono stata colta da un raptus...cioè, in realtà, dovrei smetterla di frequentare quel gruppo di matte su Fb una volta pubblicata la mia ricetta, pensata, studiata e ponderata....e invece io continuo imperterrita e poi succede che mi fanno tornare la voglia di impastare quando potrei passare oltre Laughing

Il ripieno è un classico qui a Napoli, soprattutto per i cornetti!

In questo caso però, non poteva essere una crema pasticcera classica perchè il pane del sabato non accetta nulla che contenga latte e quindi, per la prima volta, ho prepartao una crema usando l'acqua.

Il risultato è stata una crema leggera e deliziosa, dal gusto delicato.


Pane dolce alla crema (all'acqua) e amarene


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Risotto all'Amarone per The Recipe-tionist

23. ottobre 2012 12:14 | Stampa

Il momento che mi piace di più di questo giochino è la scelta della ricetta da rifare.

E' un pò come curiosare nel diario di qualcun altro, scoprire quel quid in più sulla sua personalità e sulla sua storia.

Di Gianni mi aveva affascinato moltissimo il suo modo di affrontare la mia ricetta quando The recipe-tionist ero io.

Lui l'aveva affrontata in modo critico, facendo osservazioni costruttive ed appropriate convincendomi al punto da sceglierlo fra i finalisti.

Stavolta sono io che affronto una sua ricetta e la scelta è ricaduta su un risotto perchè, da una lettura più approfondita del suo blog, trovo che sia una ricetta che lo rappresenta.

E che risotto....un piatto per le occasioni importanti e per consumare quella bottiglia di Amarone che mio marito ha comprato in un momento di follia e che non avevo ancora avuto modo di usare.

Un piatto del profondo nord a cui ho aggiunto, come al solito, il mio tocco terrone Wink.



Risotto all'Amarone e Provolone del Monaco

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Non chiamatelo Challah...

19. ottobre 2012 11:37 | Stampa

 

 

Ok, lo so...lo avete già letto da qualche parte....e dove?

Fate questa prova...andate su un motore di ricerca a caso e scrivete "PANE DOLCE DEL SABATO"....il risultato per me è sorprendete!

E' un insieme di persone diverse, proveniente da luoghi diversi, a volte anche continenti diversi, con religioni diverse, pensieri diversi, tradizioni diverse, diversi modi di cucinare ma un INSIEME!

Questa cosa mi ha fatto riflettere... questo è un'esperimento che faccio spesso quando gioco all'emmetticci, ma mai è venuto fuori un risultato così organico.

Questo può voler dire due cose. La prima è quanto poco conosciamo la cucina ebraica e la tradizione che c'è dietro, me compresa.

E già questo è un ottimo risultato perchè grazie ad Eleonora, forse, almeno per questo mese, abbiamo spazzato via dal web un pò di ignoranza sull'argomento.

Il secondo è che la passione può far sì che si realizzino cose straordinarie come questa.

Non chiamatelo Challah perchè non lo è. L'impasto è lo stesso, così come la forma ma, per piegarsi alle regole di un gioco che è dissacrante per definizione, non poteva essere che un' altra cosa.

Della Challah vi ho già parlato qui. E' un pane benedetto e non può essere riempito, come invece abbiamo fatto per questa ricetta.

Non parlerò della simbologia che c'è dietro questo pane perchè non avete che da scegliere tra chi lo ha fatto molto meglio di quanto possa farlo io, ma vi dirò cosa questo pane ha significato per me...sperando di non essere blasfema.

E' un lievitato e questo per me è già una ricetta che parla di amore, va alimentato ed è un miracolo vedere l'impasto che nasce, muta, cresce e diventa pane.

Va preparato nei giorni di festa, come lo è per me ogni volta che partecipo all'MTC.

La sua forma, è una treccia e rappresenta l'intreccio che è nato tra persone diverse che formano un gruppo....noi dell'MTC :-)

I semi sulla sua superficie che rappresentano la nostra passione comune per la cucina.

E infine il ripieno....la parte più succulenta della ricetta, quella che gli dà l'impronta ed è quello che abbiamo, la nostra amicizia.

Non sarà molto, ma questa ricetta è dedicata a loro, i miei compagni di Emmetticci! A quelli con cui divido parte delle mie giornate, a quelli che mi ispirano con le loro trovate incredibili, a quelli che ho conosciuto e a quelli che (spero) concoscerò.

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La ricetta nel cassetto - I Finalisti!

17. ottobre 2012 11:45 | Stampa

E' stata dura!

Ma alla fine ce l'ho fatta...in realtà ce l'abbiamo fatta. Perchè alla fine è intervenuto mio marito a gamba tesa e, con il suo intervento risolutivo, sono riuscita a portare le ricette da 12 a 6.

Non riuscivo proprio a decidermi, eppure ho fatto anche un fantastico foglio excel con punteggi e valutazioni, ma ogni volta che filtravo i risultati la lista cambiava.

Il mio intento, quando ho deciso il tema del contest, era quello di lanciarvi una sfida, o meglio, quello di spingervi a sfidare voi stessi e di ottenere un risultato che non speravate di raggiungere.

Molti di voi hanno colto in pieno il senso del gioco e sono riusciti a vincere la sfida.

La mia più grande gioia è stata leggere le vostre parole di soddisfazione oltre all'affetto dei ricordi che vi legava alla ricetta scelta.

Alla fine mi sono lasciata trasportare delle emozioni che mi avete trasmesso ed ecco le ricette che mi hanno colpito di più (l'ordine è ASSOLUTAMENTE quello di arrivo):

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Polpette di salmone e patate - Io non mangio da solo

16. ottobre 2012 12:04 | Stampa

Sul filo di lana, ma ce l'ho fatta!

Oggi pubblico una ricetta per il ProgettoMondo Mlal, un'organizzazione non governativa che lavora per dare un futuro migliore ai bambini e ai giovani meno fortunati, e per Virginia che, insieme all'associazione, ha deciso di lanciare quest'iniziativa che ha come tema centrale il PANE!

Oggi 16 ottobre, tra l'altro, è la Giornata Mondiale del Pane e la Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2012, per cui quale momento migliore per parlare della campagna "Io non mangio da solo"?

Durante il mio viaggio in Brasile ho avuto la possibilità di vedere con i miei occhi la situazione che vivono molti, troppi bambini....per strada, senza scarpe, senza cibo, oggetto della violenza più crudele che si possa immaginare, spesso con un'aspettativa di vita che non va oltre gli 8-10 anni.

A volte guardo mia figlia e la vedo serena, con tutto ciò che desidera, compreso l'affetto e le cure di genitori che si sforzano di essere amorevoli e mi tornano in mente quegli occhietti tristi e quanto avrei potuto fare per loro e non sono riuscita a fare.

Per fortuna c'è chi si prodiga concretamente e ogni giorno per loro e, se posso ancora una volta, nel mio piccolo, contribuire a rendere loro la vita meno dura, non mi tiro indietro.

Questa è una ricetta semplice che ho provato per convincere mia figlia a mangiare il pesce, che non ama particolarmente.

Viene utilizzato il pangrattato che, a casa mia, viene fatto rigorosamente con il pane avanzato, abbrustolito in forno e poi sbriciolato.

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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