Cous Cous con mazzancolle e insalata di carciofi e melograno

29. novembre 2012 11:33 | Stampa

Devo ammettere che i carciofi non sono tra i miei ortaggi preferti.

Non so se avete notato l'assenza in questo blog....che sia la prima ricetta che posto con i carciofi? Chissà...

Il motivo è sempre la mia pigrizia e anche il fatto che non amo le verdure che fanno tanto scarto.

Però mi piacciono eh! Se li cucina qualcun altro....

In più devo ammettere che non li avevo mai mangiati crudi, in insalata. 

Ed è stata una scoperta piacevole, soprattutto in abbinamento al melograno.

 

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Cake al limoncello e semi di papavero

26. novembre 2012 10:40 | Stampa

Ormai lo sanno tutti.

Io non ho il pollice verde.

O forse un pò lo è, ma verde scuro, che tende al nero.

Le mie mani sono capaci di far seccare anche una pianta grassa. 

E non lo dico per dire, è successo davvero!

Sempre perchè la pazienza non è tra le mie virtù.

Ho le mie piantine di erbe aromatiche sul balcone solo perchè le cura mia madre.

E per quanto io possa amare le piante non riesco proprio a curarle come vorrei.

Ma ho deciso! Mi voglio cambiare.....e ora che mi trasferisco in Inghilterra e la nuova casetta ha un giardino di tutto rispetto, voglio provare a fare l'orto! 

Ho anche comprato un libro che spiega come fare l'orto sul terrazzo in pieno centro cittadino, utilizzando ciò che si ha in casa, tipo una grondaia, dei barattoli di latta  o altri oggetti da riciclo.

Comunque si accettano scommesse....riuscirò a fare seccare anche il sempre verde prato inglese? Ai posteri l'ardua sentenza!

Nel frattempo, l'unico approccio più o meno riuscito che ho avuto con un essere verde è stato con un albero di limoni.

Mia madre ed io ci eravamo trasferite dal centro di Napoli alla provincia e la nostra casa aveva un pezzetto di giardino. Così decidemmo di piantare 3 alberi di limoni con l' idea di auto produrci il nostro limoncello invece di aspettare ogni volta che ci regalassero dei limoni non trattati.

Dopo 3 anni i nostri amati alberi non producevano neanche un limone, con nostra somma delusione. Eppure sembravano in salute, non mancavano foglie nuove e bei fiori ogni anno. 

Ma dai fiori non nascevano i frutti? E allora perchè i nostri alberelli non producevano nemmeno un limoncino piccolo?

Come al solito, la soluzione arrivò dalle antiche tradizioni e dalla saggezza di mia nonna!

L' avit' vattere!

Cioè, in che senso?

Con una mazza!

E vabbè, non danno frutti, ma sarà il caso di passare alla violenza?

Il giorno di San Giovanni, dovete prendere a mazzate gli alberi.

Perchè a San Giovanni? E' il santo protettore degli agrumi? E se li devo picchiare comunque non li protegge mica tanto.

Non vi preoccupate. Il giorno di San Giovanni, il 24 giugno, prendete una mazza di legno e picchiate il tronco e i rami più grossi. Più forte è, meglio è. E l'albero darà i frutti.

Se c'è una cosa che so è che mia nonna ha sempre ragione!

Così, il giorno di San Giovanni, mia madre ed io, sentendoci un pò ridicole, abbiamo preso a mazzate i poveri alberi e da allora, ogni anno, abbiamo il nostro limoncello homemade, fatto con i limoni del nostro giardino.

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Choux alla banana

23. novembre 2012 11:31 | Stampa

Dalle mie parti non c'è pranzo che si rispetti che non finisca con un bel vassoio di piccola pasticceria assortita.

Non importa quanto hai mangiato, lo spazietto per il dolce esce sempre.

Io adoro qualsiasi tipo di dolcetto e qui c'è l'imbarazzo della scelta tra sfogliatelle, babà, zuppette, code d'aragosta, deliziose, crostatine di frutta, teste di moro e....gli choux.

Qui a Napoli non possono mai mancare in un vassoio di piccola pasticceria assortita. Ci sono al cioccolato, al caffè, alla nocciola, a vaniglia....ma a me non piacciono!

Cioè, non li preferisco. E' che puntualmente in pasticceria li riempiono di panna e finisci per non distinguerne i sapori, insomma preferisco fiondarmi su altro.

A mio marito, invece, piacciono tantissimo, per cui sono costretta a mediare.

Questi alla banana sono i suoi preferiti e sono gli unici che mangio anch'io e una volta ho provato a farli.

Questa ricetta è nel mio archivio da mesi e quale migliore occasione per rispolverarla, se non il contest di Assunta?

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Toglietemi tutto....ma non l'MTC!

19. novembre 2012 11:17 | Stampa

Toglietemi il mio garcon che, oltre ad essere un aiuto concreto e pratico, è anche il mio primo assaggiatore, il mio motivatore/demotivatore, la mia ispirazione, il mio "tutto".

Toglietemi il tempo che ormai divido tra lavoro, pacchi, spesa, pacchi, casa, ho già detto pacchi? E una figlia che catalizza ogni altro secondo della mia giornata, sia di giorno che di notte, perchè "uno non si può distrarre un attimo che mi sparisce papà, col cavolo che ti mollo a te!"

Toglietemi la planetaria, la friggitrice, le padelle e ogni altro utensile da cucina, utile o inutile, ma è sempre roba mia.

Toglietemi tutto questo e molto altro, ma non toglietemi l'MTC proprio adesso!

Anche se le persone intorno a me mi guardano storto perchè "ma come ti viene di fare le arancine, in mezzo a tutto sto caos?"

Anche se per farle le devo fare a puntate che manco Beautiful....

Anche se poi sono costretta a farle la notte, comprese le foto, perchè quello è il tempo che mi rimane.

L'MTC è diventata ormai un'abitudine, un appuntamento fisso a cui è difficile rinunciare, soprattutto quando è rimasto una delle poche cose "normali" di questo mese.

 

 

E poi come potevo resistere al richiamo dello Street Food...Perchè se è vero che Palermo è la capitale italiana del cibo da strada, qui a Napoli ci difendiamo bene!

Ricordo che quando vivevo a Roma portai delle colleghe/amiche in gita qui a Napoli e una di loro mi disse che era impossibile resistere alla tentazione qui perchè il cibo ti "assale".

Ed è così. Non devi neanche entrare nei negozi per comprare qualcosa da mangiare perchè ogni bar, forno, pizzeria ha la vetrina in strada, sul marciapiede. Per cui tu cammini per i fatti tuoi e ti imbatti in ogni sorta di cibo, dolce o salato, e i profumi sono irresistibili. E' un richiamo troppo forte per non essere ascoltato.

Ma il cibo da strada per eccellenza, qui a Napoli, è ovviamente lei, la Regina, la PIZZA! Piegata a "portafoglio", con il pomodoro che cola come lava del Vesuvio.

Se non vogliamo allontanarci dalla pizzeria comunque possiamo scegliere tra crocchè, frittatine di bucatini, pizze fritte, taralli 'nzogna e pepe, panini napoletani (simili al casatiello per intenderci), parigine ecc...

Vogliamo passare al dolce? Sfogliatelle, babà, graffe, cornetti crema e amarena e, basta che mi viene fame!

Anche se, nel caso delle arancine, la prima cosa che mi viene in mente è il lontano cugino napoletano, il sartù di riso.

Questo ha in comune con le arancine il riso, of course, 'o rraù e la formatura che però in questo caso è ad anello e non tonda. Ma non rientra nella categoria dello street food se non con la sua parente 'a palla 'e ris! Che però prevede che il riso sia condito con il sugo, mentre l'arancina no.

Quindi mi concentro sul ripieno che, per forza di cose, deve essere veloce. Proprio non ce la faccio a fare anche il ragù.

Ripieno-cibodastradanapoletano-pizza-veloce.....ci sono!

Sempre quando vivevo a Roma, un collega una volta mi chiese se era vero che Napoli facevano il calzone con la margherita sopra....a me fece sorridere questa definizione del RIPIENO, però è un pò quello che è.

In fondo il ripieno ha lo stesso "ripieno" della pizza fritta, senza cicoli, che tanto non mi piacciono, anche se non è propriamente da strada andrà bene, ho pensato.

E anche se il ragionamento è un pò contorto alla fine fila, eccome se fila!

 

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La "maledizione" degli involtini alla Carlo Porta

15. novembre 2012 11:36 | Stampa

Carlo Porta è un importante poeta italiano, anzi milanese. Ha persino inziato la traduzione della Divina Commedia in milanese.

Ovviamente io non ci capisco nulla dei suoi versi e vi chiederete come mai ne parlo nel mio blog, che di milanese ha ben poco.

Il motivo è mia suocera!

O meglio, la ricetta è uno dei cavalli di battaglia di mia suocera, non sappiamo perchè si chiami così, lei non ricorda dove l'abbia trovata la prima volta, ma è una di quelle ricette di famiglia che ormai fa parte della nostra tradizione, insieme alla sua "maledizione".

Sì perchè questa ricetta si porta dietro una storia e chiunque l'assaggi, basta anche una volta sola, avrà il destino segnato.

Tutto iniziò poco meno di 30 anni fa, quando un ignaro ragazzo, allora fidanzato della sorella minore di mia suocera, fu invitato a pranzo a casa sua.

Portata principale, manco a dirlo, involtini alla Carlo Porta.

Si narra (o meglio il cognato di mia suocera narra) che chiunque assaggi gli involtini di mia suocera non uscirà da quella casa se non con un anello al dito, cioè sposando un membro della sua famiglia.

Anni dopo anch'io sono stata colpita dalla maledizione, ma l'ho scoperto solo dopo il matrimonio.

Ora siamo in attesa che si compia il destino anche per il fidanzato di mia cognata. L'avevamo avvisato che, se li avesse assaggiati, non sarebbe più tornato indietro, ma lui non si è tirato indietro, gran bella prova d'amore Smile.

Perciò, se vi capitasse di frequentare un membro della famiglia di mia suocera, ma non avete intenzioni serie, e lei vi invitasse a pranzo, dite di essere vegetariani Wink.

 

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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