Chi lo vuole cotto e chi lo vuole crudo: Cheesecake dolce

12. maggio 2016 09:00 | Stampa

Quanto é difficile!

Voi avete idea di quanto sia difficile preparare un dolce e non mangiarlo?

Odio le diete!

Per quanto mi piace cucinare, meritavo un metabolismo veloce. E invece no!

Quindi di tanto in tanto mi tocca una dieta, soprattutto se si hanno in programma 2 settimane al mare quest'estate

Ma quando l'MTC chiama io rispondo. E se sono Fabio ed Annalú a decidere il tema del mese, come posso io fare spallucce e dire "No grazie, passo, sono a dieta"?

Quindi invito a cena le mie "cavie" preferite, quelle che non si tirano mai indietro, e faccio decidere a loro.

Qualche cheesecake é finito nel congelatore cosí, appena possibile, ce le scofaniamo anche noi.

Peró io mi sono studiata una vendetta.

Ho pensato ad una versione talmente golosa, sfruttando le debolezze di "qualcuno", da indurre i miei due cari amici a cucinarlo entro il prossimo fine settimana, tanto piú che é di velocissima preparazione.

Vediamo un pó se riesco nel mio intento e se loro sapranno resistere.

Dunque, dicevamo, cheesecake.

Mi sparo subito le prime due cartucce dolci, cosí mi tolgo il pensiero.

Devo confessare che per me il cheesecake é "baked", alla anglosassone, cioé cotto in forno. Lo preferisco di gran lunga a quello crudo, anche se piú scenografico.

Ma, avendo la possibilitá di variare, ho pensato di provarli entrambi.

Inizio subito da quello "baked", che é anche la mia vendetta. Ahahahahaha (risata malefica).

So per certo, in quanto da lui confessato piú volte, che Fabio ha una vera passione per gli Oreo.

Quindi, sicuramente, gli Oreo sarebbero finiti nella base del mio cheesecake.

Il mio problema é che di Oreo cheesecake se ne cade il mondo.

Dovevo trovare un'idea un pochino originale e da acquolina in bocca. Quindi mi e venuta in mente una versione  "limited edition" di Oreo che qui in Uk é stata in commercio per un pó e che davvero mi e piaci

uta tantissimo, con una crema al burro di arachidi.

Per completare ho pensato alla cosa che per me é la piú guduriosa al mondo, quella che messa su qualsiasi dolce mi fa svenire al solo pensiero, il carmello salato.

Ho trovato una ricetta di Nigella Lawson di una salsa velocissima al caramello salato che é divina. Ho dovuto assaggiarla per controllare che fosse buona di sale, e ho pianto perché mi sarei messa volentieri con il cucchiaino e tutto il barattolo mi sarei finita.

 

 

Mini Oreo cheesecake al peanuts butter e salsa al caramello salato

 

 

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Il dolce far niente

5. maggio 2016 09:00 | Stampa

Oggi, secondo il Calendario del Cibo Italiano, si celebra la Giornata Nazionale dei dolci da credenza.

Grande é la nostra tradizione in questo senso, a partire dalla torta della nonna fino ad arrivare ai vari ciambelloni, dolci allo yogurt, come quello dei 7 vasetti, per finire con le crostate e ancora molto altro.

Dolci spesso semplici, che si conservano per qualche giorno (appunto, in credenza), perché non contengono creme, e che accompagnano da secoli le nostre colazioni e merende.

Della tradizione e della storia ve ne parla Paola Sabino, ambasciatrice della giornata, in questo post.

Qui vi parleró di un dolce a cui sono molto affezionata perché mi lega a mia nonna e che lei chiamava Dolce far niente.

In realtá ve ne ho gia parlato in un altro post, abbastanza vecchio, per cui vi rinfresco la memoria con la mia storia ma con foto nuove.

 

"Io ho imparato a cucinare perchè mia nonna odiava farlo e lo faceva male! Siccome io ho vissuto con lei per tutta la mia infanzia ho dovuto imparare, appena avuto il permesso di usare il fornello, ma per sopravvivenza e non per ammirazione, come avviene nella maggior parte dei casi.

Nonostante la sua reticenza ai fornelli, di mia nonna mi ricordo 3 ricette e cioè le uniche lontanamente commestibili che non avessero un vago retrogusto di bruciato o consistenze inimmaginabili.
•La pastiera, un classico che preparavo con lei tutti gli anni, il venerdì prima di Pasqua.
•La pizza, di cui portava solo il nome e per cui la prendevamo in giro perchè metteva nell'impasto anche le uova e le patate!
•E il dolce far niente

E oggi vi racconterò di quest'ultimo.

Era una preparazione a 6 mani. Veniva cucinato il sabato pomeriggio quando venivano a farci visita i miei zii con mia cugina, così mia nonna intratteneva noi due nipoti con la preparazione di questo dolce.

Il tutto avveniva senza l'utilizzo di fruste elettriche ed io mi occupavo di montare gli albumi a neve....ripeto, a mano!

Mia cugina si occupava di tutti gli altri ingredienti e mia nonna dirigeva i lavori....dopo diversi anni ho capito perchè mia nonna lo chiamasse dolce far niente...facevamo tutto noi.

Non importa, perchè questo dolce era buonissimo, anche se di una semplicità disarmante, e questi momenti passati insieme erano davvero belli, sia nella mia mente di bambina che nei miei ricordi di nipote cresciuta che non ha più la sua nonna!"

 

 

 

Ingredienti:

3 uova

250 gr di farina 00

150 gr di zucchero

150 gr di burro

10 g di lievito per dolci

250 gr di latte

la buccia grattugiata di 1/2 limone

qualche goccia di succo di limone

 

 

 

Montate a neve gli albumi con qualche goccia di succo di limone.

Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero, unite il burro che avrete ammorbidito e  la farina, alternandola con il latte, iniziando e terminando con la farina.

Infine unite la buccia del limone e il lievito e incorporate all'impasto.

Unite gli albumi a neve mescolando dal basso verso l'alto.

Versate il composto in uno stampo di 22 cm circa e infornate a 180° con il forno già caldo per circa un'ora o a 170 gradi in forno ventilato per 45 minuti.

Lasciate raffreddare 10 minuti nella teglia, poi sformate e lasciate raffreddare completamente su una gratella.

Una volta freddo decorate con zucchero a velo.

Io stavolta ho fatto una glassa con zucchero a velo e succo di limone e qualche confettino, come richiesto dai mie bambini.

 

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Frollini al cacao ripieni di confettura al frutto della passione e fior di sale senza burro

25. aprile 2016 14:56 | Stampa

 

Questi dovevano essere la mia seconda proposta per l'MTC N.56 e per questo sono "dairy free", come da regolamento.

La mia prima proposta dovevano essere dei biscotti di frolla montata alla lavanda, mandorle e clotted cream ma purtroppo non é andata bene e quindi, per ora, non posso pubblicarli e metterli in gara.

Il mio problema é che io penso.

Anche mio marito me lo dice sempre, "tu pensi troppo".

Quindi, dopo aver passato ore a sfogliare libri, navigare su internet e studiare la ricotta, scrivo quelle che, secondo me, sono le proporzioni giuste, poi in itinere ho deciso che la farina era troppa e ne ho eliminato 30 g.

Ora non sono sicura che questo sia stato il mio errore, ma ho il vago sospetto che quei 30 g di farina avrebbero fatto in modo di mantenere la forma e di non trasformare i miei biscotti in coockies dopo la cottura (buonissimi tra l'altro), nonostante il riposo in congelatore.

Purtroppo il giorno dopo ho iniziato la dieta e non c'é stato piú tempo di riprovare.

Ora peró, per chi abbia voglia di cimentarsi, invite a leggere questo post che é un vero e proprio decalogo del biscotto perfetto, insieme agli altri post che si sono susseguiti sul sito dell'MTC questo mese.

Gli autori , i bravissimi Dani e Juri sono vincitori dellla scorsa gara e che hanno realizzato le nostre richieste di anni e ci hanno dato i biscotti.

Avrei volute ricoprirvi di biscotti ma, tra le 2 settimane in Italia per il Tortaatortour e la dieta che incombeva, questi che seguono sono gli unici superstiti per questo mese.

 

 

 Frollini al cacao ripieni di confettura al frutto della passione e fior di sale senza burro

 

 

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SIAMO TOURNATI- LE TORTE SALATE & L'MTCHALLENGE IN TOUR

30. marzo 2016 10:43 | Stampa

Lo so che speravate pensavate che ci avessimo rinunciato o che l'avessimo dimenticato. Invece siamo "tour-nati"!

Sempre lo stesso stile MTC, sempre gli stessi contenuti bellissimi, sempre la stessa grafica accattivante, sempre le stesse ricette affifabilissime e molto, molto altro.

Solo che abbiamo cambiato editore che stavolta é la Gribaudo- Gruppo Feltrinelli.

Come al solito, parte del ricavato sará devoluto a sostegno di La Piazza dei Mestieri.

Il tema di questo libro é bellissimo, molto versatile e non puó non piacere a tutti, le Torte salate!!!

 

 

 

Come potete vedere anche la copertina é bellissima, non potete non averlo.

Lo troverete nelle librerie di tutta Italia.

Ma non vi basta? Volete seguirci in tour e sapere tutte le date per incontrarci e comprare il libro autografato dai blogger piú folli del web?

Ecco tutte le date del tour. Seguiteci!!

Dal Somerset alla Cornovaglia, passando per per Cetara, in una zuppa di pesce.

21. marzo 2016 17:45 | Stampa

Quando stai per fare un passo importante, qualunque esso sia, ti ritrovi una flotta di persone che "ci sono passate" o "hanno sentito dire" tutta una serie di storie, generalmente disastrose e poco utili, sull'argomento.

E non esiteranno a condividerle con te, anche se é l'ultima cosa di cui avresti bisogno.

Capita questo prima di partorire, prima di sposarti, prima di cambiare lavoro e, come nel mio caso, prima di trasferirti. Quando ti trasferisci all'estero, peró, danno il meglio.

Gente, che é stata a Londra 3 giorni nel 1985, mi ha avvisato che:

- In Inghilterra piove sempre! Se il clima é cambiato in Italia, sará cambiato anche altrove. E anche se qui, é vero, piove spesso le belle giornate esistono e, talvolta, posso permettermi di passare un'intera giornata su un prato a prendere il sole di luglio senza sciogliermi. E soprattutto, non ci sono zanzare!

- Gli inglesi sono antipatici e se gli chiedi un'informazione non ti rispondono. Ma complimenti a te che hai conosciuto tutti gli inglesi! E comunque, anche se é vero che gli inglesi sono diversi da noi, per cultura e per educazione, non é detto che siano peggio. E poi forse se non ti rispondono forse é il caso di rivedere il tuo inglese, magari semplicemente non ti capivano.

- In Inghilterra si mangia male. E di nuovo, complimenti a te che hai mangiato in tutta Inghilterra. E comunque io mangio a casa mia e casa mia si é sempre mangiato bene. E poi, se c'é qualcosa di sbagliato, é proprio che in Inghilterra si mangia male. La cosa meravigliosa di questo paese é che puoi mangiare quello che vuoi senza alcuna fatica, italiano, cinese, giapponese, thailandese, nepalese, africano, spagnolo, greco, caraibico, francese, turco, inglese ovviamente e potrei continuare.

Oltre a tutto l'elenco delle cose che mi sarebbero mancate dalla pizza, alla mozzarella, al sole, al caldo, al caffé, alla guida a destra...ma nessuno mai mi ha detto, prima di partire, che, anche se mi sono trasferita su un'isola, mi sarebbe mancato il mare.

Ma non tanto il mare in sé, piú che altro del mare in cucina. 

Io che ero abituata al nostro bel mare Maditarraneo ed alle nostre belle pescherie, all'inizio del mio trasferimento qui in UK, mi ritrovavo a scegliere tra salmone o merluzzo, o salmone o merluzzo e ancora e ancora in loop infinito.

Purtroppo gli inglesi hanno un tesoro inestimabile e non lo apprezzano. Insomma parliamo di un'isola, non é possibile che non ci sia il pesce buono.

E infatti non é possibile, perché per fortuna esiste la Cornovaglia! E internet, e le carte di credito!

Infatti esistono molti siti da cui é possibile ordinare del pesce frechissimo, proveniente dalla Cornovaglia, on line, e viene consegnato direttamente a casa tua.

Era da un pó che volevo provare questo servizio e grazie ad Annamaria ed all'MTC, finalmente l'ho fatto!

In genere funziona cosí: tu scegli il valore della tua spesa e loro, sulla base del pescato giornaliero, ti consegnano una quantitá di pesce del valore corrispondente.

Una specie di mistery box ma solo di pesce. Mi sono detta che era un pó come la zuppa preparata in barca dai pescatori con quel che c'era.

Quindi Cornovaglia si ma non potevo rinunciare al mio amato Somerset.

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

il secondo libro dell'MTChallenge!

 

 

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