London particular, il fumo di Londra

12. gennaio 2016 17:01 | Stampa

English version below

 

Questo é il primo post del 2016 e si ricomincia dall'MTC.

Dopo un mese di pausa, come di consueto per le festivitá natalizie, riprendiamo con la sfida piú elettrizzante del web e lo rifacciamo alla grande grazie a Vittoria, vincitrice della sfida no 52.

Ripartiamo da un cibo confortante, sicuro, tradizionale, che affonda le radici nel territorio, nella famiglia. 

Ripartiamo dalle zuppe e dal minestrone. Finalmente! Erano anni che li chiamavamo a gran voce e finalmente siamo stati esauditi.

Io inizio con una proposta lontana da casa mia, ma neanche poi tanto.

Visto che questa splendida ricetta affonda le sue radici in un territorio che non mi appartiene ma mi ha adottato. O io ho adottato lui, difficile a dirsi.

London particular, fa riferimento ad una nebbia fitta, densa, dal colore giallo-verde, che ricorda una zuppa di piselli. Un altro modo di definirla é infatti "pea soup fog" o "pea souper".

Oggi Londra é una delle metropoli meno inquinate al mondo.

Tanto si é fatto, e continua ad essere fatto, per ridurre l'inquinamento, ma non é stato sempre cosí. 

Soprattutto all'epoca della rivoluzione industriale.

Considerate ció che potevano produrre milioni di camini  (le case avevano un camino in ogni camera), dove, spesso, veninavo bruciati materiali di scarsa qualitá e l'urbanizzazione sempre piú incalzante, uniti alla nebbia che caratterizza l'area del Tamigi.

 

Immagine da http://dailymail.co.uk

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Ravioli di patate e torzelle al ragú di tracchie di maiale

23. novembre 2015 17:36 | Stampa

Dopo il pollo ripieno, in pieno clima natalizio, noi dell'MTC vi riempiamo anche la pasta.

E,quindi, con la sfida numero 52 e la proposta di Monica e Luca, il pranzo di Natale, ma anche la cena della Vigilia forse forse, ce l'avete risolti.

Tema di questo mese, infatti, una pasta ripiena, possibilmente tradizionale ma anche, abbinata ad un sugo a lenta cottura.

Per quanto riguarda il sugo a lenta cottura la mia mente si é divisa in due. Da un lato la mia amata genevose e dall'altro l'immancabile ragú.

Ora io non sono una di quelle persone che rifuggono l'innovazione, peró ci sono cose sulle quali non posso passare per esempio abbinare la genovese alla pasta fresca all'uovo, men che meno ad una pasta ripiena.

Sarebbe come chiedere ad un romano le tagliatelle alla carbonara (piatto tanto amato all'estero, ahimé).

Ho provato a farla con ogni tipo di carne, fantastica con l'agnello, la mia preferita, di pesce, con cipolle rosse, ma con la pasta all'uovo, niente non la vedo proprio possibile. Cosí, almeno per quanto concerne il ragú, la scelta é stata facile.

Per quanto riguarda la pasta, nella cucina partenopea tradizionale, alla voce pasta ripiena, c'é proprio un vuoto. A parte i cavaiuoli arianesi, non mi é venuto proprio nulla in mente finché non ho pensato ad una cosa straordinaria che ho trovato qui.

Ci sono molti sapori di casa che mi mancano, cose impensabili da trovare qui. Eppure, una delle piú impensabili, qui é ovunque.

Foto presa da qui (il mio amato Farmers Market di Bath)

 

Lo chiamano KALE, ma a casa mia si chiama TORZELLA. Una delle varietá di cavolo piú antiche del Mediterraneo, tanto amata a Napoli, soprattutto per il suo utilizzo nella minestra Maritata. In italiano parliamo del cavolo greco o torza riccia.

Una verdura dalle molteplici proprietá benefiche, si pensa addirittura che sia un anti-cancro e dal sapore che ricorda i friarielli ma meno amaro. Si puó mangiare sia cruda che cotta ed é buonissima.

Il mio ripieno é costituito, quindi da una tradizionale zuppa di patate e torzelle al quale ho aggiunto un cubetto di mozzarella. Per la forma ho utilizzato un bicchiere, come faceva mia nonna.

 

Ravioli di patate e torzelle al ragú di tracchie di maiale

 

Per il ragú

200 g di spalla di manzo (pezza a cannella, ma questo al butcher non gliel'ho detto)

250 g di tracchie di maiale

700 g di passata di pomodoro

50 g di concentrato di pomodoro

una cipolla

2 bicchieri di vino rosso

30 g di strutto

1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

sale e pepe

tanto basilico 

 

Fate sciogliere lo strutto con l'olio, quindi unite la cipolla tritata e lasciatela imbiondire. Aggiungete la carne e fatela rosolare un paio di minuti per lato a fuoco dolce, quindi alzate la fiamma e versate il vino.  Quando sará sfumato, abbassate la fiamma ed aggiungete la passata ed il concentrato di pomodoro. Appoggiate un cucchiaio di legno sul bordo della pentola e coprite in modo da lasciare una fessura. Cuocete cosí, a fuoco lento, per circa tre ore mescolando di tanto in tanto.

Siccome il ragú deve "pippiare", e ormai tutti sanno cosa significa, aggiungete il sale a fine cottura e vedrete che eviterete gli schizzi di sugo su tutto il piano e sulle mattonelle. A fine cottura aggiungete anche il basilico.

 

 

Per i ravioli

(circa 25 ravioli) 

 

200 g di farina bianca

200 gr di semola piú un altro pó per lo spolvero

2 uova

2 cucchiai d'acqua

200 g di torzelle

1 patata media

125 g di mozzarella

mezza cipolla

due cucchiai di olio extra-vergine d'oliva

sale e pepe

 

Preparate per prima cosa il ripieno.

Sbucciate e tagliate la cipolla, fatela imbiondire in un tegame quindi aggiungete le torzelle lavate e e tagliate a striscie, la patata sbucciata e tagliata a cubetti di circa 2 cm di lato, coprite con acqua calda e lasciate cuocere per circa un'ora. Alla fine salate e pepate.

Lasciate raffreddare completamente e scolate l'acqua. Se necessario eliminate l'acqua in eccesso utilizzando uno schiacciapatate e poi frullate.

Per la pasta.

Mettete la farina a fontana su una spianatoia con al centro il resto degli ingredienti e iniziare ad impastare raccogliendo la farina ai lati. Se necessario aggiungete qualche altro cucchiaio di acqua. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendete le sfoglie con il mattarello oppure con la Nonna Papera piuttosto sottile. Con un cucchiaino, distribuitevi, su una metà della sfoglia il ripieno preparato in precedenza ed aggiungete un cubetto di mozzarella; ripiegate l’altra metà della sfoglia coprendo il ripieno, schiacciatela ai bordi per eliminare gli spazi vuoti e, con un bicchiere rovesciato, ricavatene i ravioli.

Ripetete lo stesso procedimento fino ad ultimare la sfoglia ed il ripieno.

Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata per circa 3 minuti e servite con il ragú, basilico fresco e abbondante parmigiano grattugiato.

 

Con questa ricetta partecipo alla sfida n 52 dell'MTC

Anatra selvatica ripiena con salsa al Porto e celeriac and apple mash

22. ottobre 2015 19:07 | Stampa

"Ma chi t' 'o fa fa'"

E' stato il leitmotif di questi giorni.

Ve l'ho detto che ho iniziato yoga?

Si, lo so. da un discorso passo ad un altro. E' un mio difetto.

Comunque.

La mia insegnante di yoga mi dice sempre "Make yourself confortable in an unconfortable situation".

Ed anche questo mi ripetevo mentre squartavo questa povera bestia.

Per fortuna mio marito si é trovato qualcosa da fare per cui é stato assente per quasi tutta l'operazione.

Solo ogni tanto si faceva vedere, mi guardava con aria di disapprovazione e poi ripeteva ma chi t' 'o fa fá.

Eh! E chi m' 'o fa fá? Patrizia, tu sai niente? E tu Alessandra?

E niente, é la mia malattia. ormai giá lo sapete. E' l'MTC.

Questa é la ricetta del mese e s'ha da fare.

Non importa che a me la carne piaccia preferibilmente in forma di bistecca o salsiccia in modo da non poterla immaginare scorrazzare nell'aia o fra l'erbetta e, in questo modo, sentirmi meno in colpa.

Lo so non é un comportamento onesto, ma che devo fare.

Eppure non era neppure la prima volta che lo facevo, bensí la terza.

Insomma, a me piace cucinare e questo fa parte del gioco, va fatto. Peró, non é detto che mi piaccia farlo.

Comunque l'ho fatto. Amo cucinare, amo l'MTC e l'ho fatto.

Ed ora che sono cresciuti i peli sul petto al mio blog, lo depilo e gli rimetto i fiocchetti, ok?

Prossima ricetta, biscottini!

Per quanto riguarda lo squartamento vi rimando al dettagliatissimo post di Patty. Qui vi metto solo la testimonianza fotografica dello scempio :)

 

 

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Croissant per l'MTC No 50!

23. settembre 2015 15:30 | Stampa

Oggi ritorno a scrivere una ricetta dopo quasi 3 mesi.

Sono stati mesi intensi.

Abbiamo iniziato i lavori nella nuova casa (che non finiranno mai), ci siamo trasferiti, siamo stati in vacanza in Italia e siamo tornati qui con la casa ancora sottosopra, abbiamo anche avuto ospiti e, per tutto questo tempo, credetemi, ho cucinato pochissimo.

Voglio dire, lo stretto necessario.

Ora peró la voglia é tornata, le sfide pure, peccato che adesso io sia a dieta ferrea.

La non voglia di cucinare e la vacanza in Italia mi sono costate quasi 10 chili in piú che ora devo smaltire. 

Ma prima di iniziare la dieta ho concluso con questi meravigliosi croissant la mia abbuffata estiva.

Lo so che puó sembrare impossibile intraprendere questa avventura, ma fare i croissant in casa non é assolutamente nulla di trascendentale.

Ci vuole la giusta pazienza, tanta panzienza, gli ingredienti giusti e i giusti consigli, per cui vi rimando al post di Luisa Jane che é dettagliatissimo e descrive il procedimento meglio di quanto possa fare io.

Vi lasceró i miei esperimenti basati sulle sue ricette, una, quella della gara,  a lievitazione naturale e l'altra che ho "de-lattosizzare".

Purtroppo questo mese solo una versione potrá essere in gara per cui, anche se in questo post ne troverete tre diverse, quella che partecipa all'MTC di questo mese sará quella a lievitazione naturale.

Siccome volevo provare per la prima volta i croissant a lievitazione naturale, ho seguito quest'altra ricetta di Luisa Jane con le mie variazione solo per il ripieno.

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50 E NON SENTIRLE! IL GIUBILEO DELL'MTC

4. settembre 2015 22:26 | Stampa

 

Ormai sembra che nella mia vita ci sia sempre stato. 

Qualcosa che, seppure ingombrante, non ci fai caso che c'é perché é sempre lí.

L'appuntamento immancabile di ogni mese.

La scuola di cucina.

La community piú pazza ed irriverente che si sia mai vista sul web. Nonché la piú longeva.

50 sfide. 50 ricette e non si possono contare le varianti scaturite dalle nostre fervide menti.

In principio fu la TORTILLA DI PATATE, nel lontano giugno 2010.

Oggi siamo arrivati alla sfida numero 50 che, chissá cosa ci riserverá.

Io posso considerarmi una veterana del gioco con le mie 37 partecipazioni, di fila, mai saltata una, nemmeno quando la ricetta non mi andava giú, nemmeno quando mi preparavo ad un trasloco internazionale, nemmeno al nono mese di gravidanza, nemmeno con i lavori in casa.

3 7 D I F I L A!

La mia prima partecipazione risale alla macedonia, sfida numero 13. E da allora é sempre stato amore.

E allora per voi che mi seguite e che seguite questo pazzo e irresistibile gioco buon Giubileo.

Quest'anno sará ricco di sorprese, pure per me, perché non ne so nemmeno una, ma le scopriró, insieme a voi ed insieme a tutti i miei compagni di gioco.

L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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