Oh bother!

17. febbraio 2016 12:37 | Stampa

English version below

 

Oh bother! Come direbbe Winnie de Pooh, grande estimatore di miele.

Devo confessare che non ho fatto i salti di gioia quando ho saputo che il tema della sfida dell'MTC sarebbe stato un ingrediete. 

E non tanto per l'ingrediente in sé, il miele, che amo moltissimo e che uso molto in cucina ed in generale.

Per me l'MTC é prima una scuola di cucina, poi una sfida con me stessa ed in fine una gara.

E, devo confessare, che, quando ci fu la sfida sulla castagna, per la prima ed unica volta ho sentito che di non avere acqusito nulla di nuovo.

E' stata, per me, la gara meno interessante da quando partecipo all'MTC.

Avevo collegato questa cosa al tema ma probabilmente é stato piú il mio stato d'animo, il mio modo di affrontare quella sfida che ha inciso sul risultato.

Non si puó sempre essere al meglio.

Questa volta, dopo aver letto il post di Eleonora e Michael, pur non essendo felicissima, ho voluto impegnarmi di piú, non iniziare con il piede sbagliato e, devo dire, ha funzionato perché ho affrontato la gara con il solito entusiasmo.

Ció nonostante la paura di sbagliare era tanta. Con un tema cosí vasto é facile allontanarsi dall'obiettivo, per cui l'ho presa "easy". 

Ho deciso di proporre una ricetta che faccio spessissimo aggiungendo un pó di sapore rispetto al solito ed un'altra che é piú o meno nel mio DNA.

 

Bistecche di agnello marinate al miele, aglio e rosmarino con carote arrosto al sumac


 

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La piadina

13. giugno 2014 17:27 | Stampa

Sarà il mese di giugno, l'arrivo del caldo, la stanchezza di tutto l'anno che si fa sentire ma anche quest'anno le giudichesse dell'MTC si sono tirate una bella zappata sui piedi come con l'insalata dell'anno scorso.

Non solo propongono una ricetta versatile come la piadina, ce la mostrano in tre diverse forme, ma lasciano il limite a 5 ricette. Capite che questa è una provocazione rivolta ai nostri neuroni e poi quelli rispondono.

Solo il mio, per iniziare, risponde con 3....per iniziare! E non l'ho mai neppure mangiata la vera piadina romagnola, finora. Perchè Tiziana, la vincitrice del mese scorso, ci propone una ricetta autentica, tradizionale e magnifica. 

Un impasto elastico, facile da lavorare, fragrante e profumato. Un altro regalo dell'MTC, un'altra ricetta che entra di forza nel mio ricettario.

Le mie piadine sono un tributo alla Cornovaglia, dove sono appena stata e dove credo che tornerò ogni volta che potrò finchè vivrò qui a sole 3 ore di distanza.

Segue un tributo alla mia terra natale, che è il mio Dna, il mio sangue e se si parla di street food, Napoli non ha nulla da invidiare a nessuna regione d'Italia o del mondo per varietà, qualità e bontà.

Ed infine la versione del mio neurone a ruota libera, quello dei sapori speziati e dell'agrodolce che mi piace tanto.

Partiamo dalla ricetta di Tiziana.

Ingredienti per 6 piadine:

500 g di farina 00

125 g di acqua

125 g di latte parzialmente scremato fresco

100 g di strutto

15 g di lievito per torte salate

10 g di sale fine

1 pizzico di bicarbonato di sodio

 

Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.

L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

 

La piadina (crescione) parigina

 

 

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Spezzatino di agnello all'aglio affumicato e Ale con dumplings al rafano

15. gennaio 2014 10:54 | Stampa

Scusate, finisco di togliere le ragnatele dal blog e torno da voi........Fatto!

Salve! 

Chi non muore si rivede!

Ed io ogni tanto mi faccio viva tra queste pagine tanto amate quanto trascurate in questo periodo.

Se non ci fossero gli appuntamenti fissi (e spesso pure quelli riesco a saltare) questo blog sarebbe muto da ben più di un mese e mezzo.

Ma il piccolo Ale crescerà prima o poi o io riuscirò ad organizzarmi meglio....

Dicevamo, appuntamenti fissi, quindi MTC di gennaio, nuovo anno, nuova ricetta, nuovo vincitore.

A proposito....Buon Anno!

E buon anno anche a me che qualche giorno fa ho festeggiato il mio primo anno in espatrio, il mio primo anno in UK!

Non starò qui a far bilanci, perchè è presto, ma tanto è cambiato. La famiglia è aumentata, gli amici sono diversi e vengono da tutto il mondo, la lingua di mia figlia è in continua evoluzione, non faccio più un lavoro d'ufficio che iniziava a spegnermi e mi ritrovo a fare progetti per occupare il tempo, quando ne avrò, la città dove vivo non è bella, di più....sembra tutto bello e positivo, e lo è, ma il prezzo da pagare è molto caro, mi manca la mia famiglia, spesso.

Anche questo blog è cambiato. Ha perso un pò di napoletanità e ne ha acquistato in internazionalità. Molti spunti vengono dalla cucina britannica che è sottovalutata secondo me. Il mio modo di cucinare forse è diventato un pò più sofisticato e meno tradizionale, spero vi piaccia sempre, ma comincio ad acquistare maggiore consapevolezza di quel che faccio, non cucino più solo "a sentimento" ma studio, elaboro, sperimento, "inciarmo" :-D.

Dovrei cambiare il nome del blog in Yummy Bite? 

Anche questo spezzatino è così, un pò britannico per la presenza dei dumplings, accompagnamento tipico degli "stews" inglesi e per la marinatura con la Ale; un pò sofisticato per l'uso dell'aglio affumicato che ho appena scoperto e non lascerò mai più; un pò tradizionale perchè si tratta sempre di un italianissimo spezzatino.

Ed è buonissimo!

Smoked garlic and Ale Lamb stew with horseradish dumplings

 

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Ziti alla genovese di agnello - Lamb Genovese Ragout

18. febbraio 2013 14:58 | Stampa

Il regalo più bello che ci sta dando vivere all'estero è la possibilità di conoscere tante persone di nazionalità diverse.

Anche perchè gli espatriati tendono a fare gruppo, non so se  questo dipenda da problemi di adattamento o solo perchè ci troviamo più o meno nelle stesse condizioni, con gli stessi problemi, gli stessi dubbi e la stessa nostalgia di casa.

Sta di fatto che stiamo cercando di formare la nostra piccola comunità del Mediterraneo. Grande presenza di italiani of course, ma anche greci, spagnoli, turchi....ed è così interessante discutere dei nostri paesi e delle sensazione che ci sta dando il paese che ci ha accolto.

Una cosa ci accomuna: We miss the weather!!! England is so, so cold!

Vabbè, ci abitueremo.

Questo piatto l'ho preparato per una cena con una famiglia di greci, sbarcati in UK più o meno nel nostro stesso periodo. 

Quella sera ho capito che in Grecia qualsiasi tipo di pasta è conosciuta con il nome di spaghetti.

"Come si chiamano questi spaghetti?"

Si chiamano ziti!

Sono buoni questi spaghetti!

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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