Oh bother!

17. febbraio 2016 12:37 | Stampa

English version below

 

Oh bother! Come direbbe Winnie de Pooh, grande estimatore di miele.

Devo confessare che non ho fatto i salti di gioia quando ho saputo che il tema della sfida dell'MTC sarebbe stato un ingrediete. 

E non tanto per l'ingrediente in sé, il miele, che amo moltissimo e che uso molto in cucina ed in generale.

Per me l'MTC é prima una scuola di cucina, poi una sfida con me stessa ed in fine una gara.

E, devo confessare, che, quando ci fu la sfida sulla castagna, per la prima ed unica volta ho sentito che di non avere acqusito nulla di nuovo.

E' stata, per me, la gara meno interessante da quando partecipo all'MTC.

Avevo collegato questa cosa al tema ma probabilmente é stato piú il mio stato d'animo, il mio modo di affrontare quella sfida che ha inciso sul risultato.

Non si puó sempre essere al meglio.

Questa volta, dopo aver letto il post di Eleonora e Michael, pur non essendo felicissima, ho voluto impegnarmi di piú, non iniziare con il piede sbagliato e, devo dire, ha funzionato perché ho affrontato la gara con il solito entusiasmo.

Ció nonostante la paura di sbagliare era tanta. Con un tema cosí vasto é facile allontanarsi dall'obiettivo, per cui l'ho presa "easy". 

Ho deciso di proporre una ricetta che faccio spessissimo aggiungendo un pó di sapore rispetto al solito ed un'altra che é piú o meno nel mio DNA.

 

Bistecche di agnello marinate al miele, aglio e rosmarino con carote arrosto al sumac


 

More...

Anatra selvatica ripiena con salsa al Porto e celeriac and apple mash

22. ottobre 2015 19:07 | Stampa

"Ma chi t' 'o fa fa'"

E' stato il leitmotif di questi giorni.

Ve l'ho detto che ho iniziato yoga?

Si, lo so. da un discorso passo ad un altro. E' un mio difetto.

Comunque.

La mia insegnante di yoga mi dice sempre "Make yourself confortable in an unconfortable situation".

Ed anche questo mi ripetevo mentre squartavo questa povera bestia.

Per fortuna mio marito si é trovato qualcosa da fare per cui é stato assente per quasi tutta l'operazione.

Solo ogni tanto si faceva vedere, mi guardava con aria di disapprovazione e poi ripeteva ma chi t' 'o fa fá.

Eh! E chi m' 'o fa fá? Patrizia, tu sai niente? E tu Alessandra?

E niente, é la mia malattia. ormai giá lo sapete. E' l'MTC.

Questa é la ricetta del mese e s'ha da fare.

Non importa che a me la carne piaccia preferibilmente in forma di bistecca o salsiccia in modo da non poterla immaginare scorrazzare nell'aia o fra l'erbetta e, in questo modo, sentirmi meno in colpa.

Lo so non é un comportamento onesto, ma che devo fare.

Eppure non era neppure la prima volta che lo facevo, bensí la terza.

Insomma, a me piace cucinare e questo fa parte del gioco, va fatto. Peró, non é detto che mi piaccia farlo.

Comunque l'ho fatto. Amo cucinare, amo l'MTC e l'ho fatto.

Ed ora che sono cresciuti i peli sul petto al mio blog, lo depilo e gli rimetto i fiocchetti, ok?

Prossima ricetta, biscottini!

Per quanto riguarda lo squartamento vi rimando al dettagliatissimo post di Patty. Qui vi metto solo la testimonianza fotografica dello scempio :)

 

 

More...

Arista arrotolata all'ananas

25. novembre 2014 09:08 | Stampa

Arrivo sul filo di lana, ma arrivo.

Utimamente il tempo mi sfugge dalle mani e non riesco a fermare questo processo irreversibile.

Sono molto presa da un progetto mio, reale non virtuale, e tra una decina di giorni avró la mia prima vera vetrina. le attivitá da fare sono tantissime e il tempo pochissimo e non importa quanto prima riesca ad alzarmi la mattina per lavorarci un pó, i miei figli se ne accorgono.....SEMPRE!!!

Per cui passa in secondo piano il blog, anche quei piccoli spazi che mi ero ritagliata come il The Recipetionist. Vediamo se riesco ad arrivare alla fine del post.....

Il recipetionist di questo mese é una mia cara amica, una delle persone che non vedo l'ora di riabbracciare tra un mesetto quando torneró di nuovo in Italia. Lo so, lo dico sempre ma poi lo faccio pure, vero Antonietta ;)

Per prima cosa, appena approdata sul suo blog, ho cliccato nella sezione dedicata alla mozzarella. Adoro il suo modo di "manipolare" quest'ingrediente che lei conosce benissimo e non perdo occasione per ripeterglielo.

Ma poi ho pensato di ripiegare su altre ricette perché l'unica mozzarella che trovo qui lontanamente decente é la Galbani. Lei capirá perché ho cambiato idea.

Ero indecisa tra due. La pasta e fagioli, il cui post mi aveva rapito completamente e poi amo le lente cotture. Ma alla fine, per questioni di tempo ho scelto questa qui.

L'unica variazione che ho fatto é stata la sostituzione delle erbe con il basilico che con l'ananas ci sta divinamente, per il resto ho solo tagliato l'arista diversamente in modo da poterla arrolotolare e poi legare.

Arista arrotolata all'ananas

 

Ingredienti:

1 arista da 400 g circa
1/2 ananas  fresco
1 carote
1/2 scalogno
Basilico fresco
Sale
Olio evo
1 tazzina di brandy

Preparazione:

Tagliate l'arista nel senso della lunghezza girandola in modo da creare una spirale. Srotolandola avrete un rettangolo, ricopritela con le fette di ananas tagliate molto sottili, arrotolatela di nuovo e legatela con uno spago da cucina.
In un tegame soffriggete lo scalogno nell'olio, aggiungete la carota a pezzetti e il pezzo di carne.
Rosolate da tutti i lati la carne aggiungete il brandy alzando la fiamma, quando é sfumato abbassate di nuovo la fiamma e aggiungete altre 2 fette di nanas a dadini.
Salate, aggiungete il basilico e lasciate cuocere coperto per 15 minuti.
Togliete l'arista dal tegame, passatela in una teglia da forno, irrorate la superficie solo con il sughetto che si è formato e cuocete in forno ben caldo per altri 30 minuti, bagnando all'occorrenza.
Nel frattempo frullate ciò che è rimasto nel tegame e tenere in caldo.
Quando l'arista è pronta servirla accompagnandola con la salsina di carote e ananas.

Superare i propri limiti.....

22. aprile 2014 16:27 | Stampa

Lo ammetto. Questo mese ho avuto un mancamento quando ho letto la ricetta della sfida dell'MTC, seguito da un momento di desolazione totale.

So che prima o poi succederà, prima o poi dovrò pur passare un turno. Finora non è mai successo, da settembre 2011. 

Nemmeno quando la sfida era il baccalà, che non mi piace.

Nemmeno quando mi preparavo ad un trasloco internazionale. Con tutta la casa impacchettata, compresa la cucina, io friggevo arancine.

Nemmeno il primo mese di espatrio. Cercavo di adattarmi ad una nuova realtà, un nuovo paese, una nuova lingua, una vita tutta da rifare con una bimba di poco più di 2 anni ed io impastavo pici.

Nemmeno al nono mese di gravidanza, con un panzone enorme io ho preparato una colazione all'americana da tre portate ed ho postato meno di una settimana prima di partorire.  

Possibile che la mia avversione per frattaglie, interiora e quant'altro mi fermi? Insomma, non è possibile....e infatti eccomi qui!

Con la mia proposta, non sarà il massimo, ma per me è stato davvero difficile trovare qualcosa che fosse all'altezza di questa gara e degli altri miei compagni che so proporranno cose da pazzi ma che non avrò il coraggio di guardare per l'avversione di cui sopra.

La prima cosa da fare era trovare qualcosa che, per me, fosse "commestibile" e poi decidere come cucinarla, cosa non facile visto che per questione di gusti, non l'ho mai fatto.

Ho deciso di restare sulla tradizione, visto che non si può innovare ciò che non si conosce e ho iniziato a studiare....

Mi è venuta in mente una frase scritta sui muri di uno dei nostri pub preferiti qui a Bath.

"All good things for those who wait"

Bath più pub più attesa per me significava solo una cosa....Sunday Roast!

Il Sunday Roast qui in Inghilterra è un evento più che un piatto. Un'occasione per riunire la famiglia intorno ad un bel piatto di arrosto fumante.

Si tratta di un piatto unico composto da carne arrosto, solitamente il manzo ma anche maiale, anatra, pecora o cacciagione oltre alla versione vegetariana, patate arrosto o "mashed", la loro versione del nostro purè, verdure arrosto o lesse, Yorkshire Pudding e l'immancabile gravy, che è una salsa di accompagnamento solitamente a base di cipolle e lo stesso sugo della carne.

Si può gustare sia a casa che ai pubs che, solitamente, la domenica offrono un menù diverso rispetto al resto della settimana, con gli arrosti del giorno.

Durante i miei studi però mi sono imbattuta in una storica ricetta della zona di Bath e  Bristol e che un noto ristorante di Clifton (uno dei miei quartieri preferiti di Bristol), The Albion, ha riportato in voga.

Si tratta delle Bath Chaps e si preparano utilizzando la guancia di maiale, la parte più bassa. Questa viene "stagionata" (il termine inglese è  brined) in una salamoia per una o due settimane, successivamente tagliato a fette, come un prosciutto, e poi grigliato o impanato e poi fritto.

Purtroppo quando ho scovato questa ricetta avevo già ordinato il pezzo che non era adatto a questa preparazione e visti i tempi lunghi, anche riordinandola, non avrei fatto in tempo. Quindi mi sono dovuta adattare.

Slow roasted Pigs' cheeks, with pink fir dauphinoise, apple and bacon roses and cider caramelized onion gravy.

 

  

 

More...

Sono tornata....con le raviole del plin in vacanza nel Somerset

16. settembre 2013 17:51 | Stampa

Ok!

Sono tornata è una parola grossa.

Manca poco più di un mese all'arrivo del piccolo di casa e la mia testa viaggia su altri binari. 

Tutto ciò che è legato al blog passa necessariamente in secondo piano. E, vi confesserò, che negli ultimi tempi per me scrivere su questo blog era diventato quasi un dovere, mentre era sempre stato un divertimento, una valvola di sfogo.

Ho sentito l'esigenza quindi di staccarmene un pò e credo che continuerò a farlo almeno per un altro pò.

Mi farò viva ogni tanto, ho tante ricette che aspettano di essere pubblicate, ma non spesso come prima.

Spero che troverò ancora qualcuno a leggerle.

Ma siamo a settembre ed è ricominciato il consueto MTC con le sue sfide, le sue prime volte, le cose nuove da imparare, ed io non mi tiro indietro finchè posso.

Così la bravissima Elisa, ci propone una ricetta della sua terra, legata alle sue origini, ai suoi ricordi, i ravioli (o raviole come si usa chiamarle nelle Langhe) del plin, che vuol dire pizzicotto in piemontese per la loro forma caratteristica.

Amo le ricette così e non mi piace stravolgerle troppo, anche se devo sempre metterci del mio.

Così ho cercato di fare una versione che sia sì legata al territorio ma a quello dove sono state fatte e cioè qui, nel sud ovest inglese, una terra contadina e con prodotti notevoli. 

Per cui mi sono recata al solito Farmers Market, dove espongono la loro merce i produttori che lavorano entro le 40 miglia da Bath e ho scelto tutti gli ingredienti con cura dopo aver trovato dal mio amico cacciatore quello che sarebbe stato il mio arrosto.

Le uova di quello che espone sul proprio stand una cornice digitale con le foto delle proprie galline, la farina acquistata da quelli che vendono la pasta a mano anche se non sono italiani, la rainbow chard (è una specie di bieta) di cui mi sono perdutamente innamorata da quando l'ho assaggiata, i dolcissimi lamponi del Cheddar, il Cheddar extra maturo al posto del parmigiano e il pezzo forte.

 

Raviole del plin all'arrosto di punta d'anca di cervo con salsa ai lamponi

 

 More...

La mia ricetta su

 

 

il secondo libro dell'MTChallenge!

 

 

Seguimi

 

 

Google+

Anch'io sono

 

Convertitore cups/grammi

Le ceramiche utilizzate in questo blog sono una produzione artigianale "I Cocci" www.icocci.org

 

I consigli della nutrizionista

Ricette per mese