Panini tartaruga e burgers di salmone per The Recipetionist

25. aprile 2015 08:22 | Stampa

Fino ai due anni Giulia mangiava di tutto senza problemi. Destava l'invidia di tutte le mamme che la vedevano mangiare e tutte lí a dirmi quanto fossi fortunata.

Poi é cambiata.

Ha iniziato a selezionare il cibo, a scegliere cosa le piace e cosa no (che é la maggior parte delle cose) ed a non voler piú provare cose nuove.

Ora dividiamo il cibo per colore. Lei non magia la pasta al pomodoro, per dire, lei mangia la pasta red. Assolutamente vietati i colori green e brown.

In piú non ama le diverse consistenze per cui devo frullarle tutto come quando ha iniziato lo svezzamento che, finché Ale era piccino, poco male, tanto mi toccava farlo anche per lui, ma ora che é cresciuto e che mangerebbe tutto ció che mangiamo anche noi, mi tocca fare ancora i frullati.

Insomma, farla mangiare é un guaio!

Ovviamente una delle cose piú complicate da farle mangiare é il pesce.

Ultimamente ha scoperto che le piace il salmone, qui é freschissimo e buonissimo sempre dato che viene dalla vicina Scozia il piu delle volte. Peró, anche lei si stufa di mangiarlo cosí, almeno 2 volte a settimana, cosí ogni volta devo invetarmi qualcosa.

Stavolta mi é stata d'aiuto Cristiana e la sua fantastica ricetta che ho copiato per The Recepetionist e ci siamo divertite a fare i panini a forma di tartaruga, naturalmente omettendo gli spinaci perché il green é un colore vietato.

Ho aggiunto solo un pó di germe di grano nei panini al posto degli spinaci cambiando un pó la proporzione dei liquidi ed ho usato acini di pepe al posto dei chiodi di garofano per fare gli occhi delle tartarughe.

Mi sono inoltre divertita a decorare le tartarughe con semi di zucca, visto che le mie non erano verdi.

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Pancakes al cacao con sciroppo d'acero e lamponi

23. febbraio 2015 15:54 | Stampa

Il mese di febbraio é passato in un lampo tra impegni vari, influenze, qualche occasione di lavoro e nuovi progetti.

Eh sí! il 2015 é arrivato e, come la nostra tradizione familiare (mia e di Stefano, mio marito) insegna, é tempo di grandi cambiamenti.

La nostra storia dimostra che abbiamo un ciclo di tre anni per i cambiamenti importanti.

L'ultimo é stato il nostro trasferimento in Inghilterra alla fine del 2012. Andando a ritroso abbiamo il nostro matrimonio e il ritorno a Napoli nel 2009, il trasferimento a Roma e l'inizio della nostra convivenza nel 2006 e nel 2003 ci siamo conosciuti.

E quindi, nulla....aspettiamo gli eventi e ci preprariamo ma nel frattempo febbraio é quasi finito ed io non ho ancora postato la ricetta di Sarah, la recipetionist del mese che ha preso il mio posto il mese scorso.

Il 17 febbraio era Carnevale in Italia, ma qui in UK era il Pancake Day, un giorno intero in cui mangiare quintali di pancakes. Tutti i supermercati si attrezzano e tutto l'occorrente per prepararli viene venduto a prezzi scontati ed io mi sono accaparrata una bella scorta di purissimo sciroppo d'acero canadese.

E visto che il blog di Sarah, neanche a farlo apposta, si chiama Pancakes a colazione, quale migliore occasione per provare i suoi pancakes al cacao.

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Focaccine morbide al germe di grano

12. dicembre 2014 08:11 | Stampa

Vi avevo detto che la settimana scorsa avevo un impegno che mi ha portato via tanto tempo.

La scuola di Giulia organizza ogni anno una firera di Natale e, quest'anno, hanno deciso di dare la possibilitá alle persone che vivono nell'area, e che gestiscono un piccolo business, di farsi un pó di pubblicitá affittando uno spazio all'interno della fiera.

Quello che non vi ho detto e quest'estate ho preso la certificazione in Food Hygiene for catering e ho registrato la mia piccola attivitá come cuoca a domicilio.

Finora non sto muovendo troppe pedine perché Ale é ancora cosí piccolo che non mi sento di lasciarlo per troppo tempo, peró ho inziato e ho partecipato alla fiera per promuovere la mia attivita nell'area in cui vivo.

E questa é una nuva sfida per me, per il mio carattere totalmente insicuro e spiega anche come mai il poco tempo a mia disposizione per questo blog sia diminuito ancora ed ancora.

Se vi va di dare uno sguardo al mio nuovo sito é questo qui.

Ma ora passiamo alla ricetta.

Ma prima una piccola premessa. 

Come sapete le farine subiscono dei processi di raffinazione che consistono nell'eliminazione del germe, cioé della parte piú vitale e nutritiva della farina, a favore di una maggiore quantitá di zuccheri e una maggiore conservabilitá.

Ultimamente sto aggiungendo sempre una piccola quantitá di farina la germe di grano ai miei lievitati e sto notando che il sapore ne guadagna tantissimo. La pizza, per esempio, é fantastica!

Queste focaccine sono perfette per la merenda dei bambini e anche quella dei grandi. La ricetta é per 12 focaccine medie, grandi come dei panini. 

Ingredienti:

200 g di farina 0

150 g di farina 00

50 g di farina al germe di grano

150 ml di latte + qualche cucchiaio per lucidare

150 ml di acqua

7 g di lievito disidratato

1 cucchiaio di zucchero

30 g di burro ammorbidito a pezzetti

10 g di sale

farina di semola per lo spolvero

 

Preparazione:

In un recipiente versate l'acqua e il latte, tenendone una mezza tazzina da parte dove scioglierete il sale.

Nel resto della  miscela sciogliete il lievito insieme allo zucchero.

Mescolate insieme le farine e al centro mettete il lievito sciolto nella miscela di acqua e latte e iniziate a lavorare incorporando man mano la farina fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Unite a questo punto il burro un pezzetto per volta e poi il sale.

Impastate per 5-10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio anche se ancora un pó appiccicoso.

Lasciate riposare in una ciotola leggeremente unta di olio e coperta con la pellicola fino al raddoppio, circa un paio d'ore.

Passato questo tempo rovesciate l'impasto su una spianatoia infarinata e dte delle pieghe. Formate un filoncino e dividetelo in 12 parti, o di piú se volete delle focaccine piú piccole.

Formate delle palline abbastanza lisce e poi schiacciatele con le punte delle dita.

Mettetele in una teglia ricoperta di carta da forno e spennellatele con il latte. infine cospargetele di sale e rosmarino, se le volete dolci, o di zucchero se le volete dolci.

Lasciatele riposare una mezz'oretta e infornatele a 200 gradi C per 20 minuti circa.

In ultimo vi ricordo che sono the recepe-tionist di dicembre e gennaio quindi, se avete un blog e volete copiare una mia ricetta sono lieta di ospitarvi. 

Un muffin per Natale

25. novembre 2014 12:57 | Stampa

Natale é sicuramente la mia festa preferita! Quella che aspetto con piú ansia.

E' sempre stato cosí anche da piccola, quando avrei voluto la mia famiglia riunita almeno per un giorno.

I miei genitori si separarono che avevo 3 anni o giú di lí e non ricordo una sola mattina di Natale passata tutti insieme a scartare regali; é sempre stata una festa doppia, come per tutte le feste della mia infanzia, festeggiate prima con mamma e poi con papá.

E adesso, che ho una mia famiglia per cui quei ricordi che non ho da bambina li sto creando in veste di genitore, lo é ancora di piú.

Per cui, quando si é trattato di dover scegliere l'opera letteraria per il mio secondo muffin, non ho avuto dubbi.

Immaginate una stanza, una camera da letto, di quelle antiche, dai soffitti altissimi.

E' mattina ma le tende sono ancora tirate dopo la nottata.

Di sottofondo si sente musica di zampognari.

Una donna entra nella stanza ed apre le tende facendo entrare una flebile luce, rimbocca le coperte a qualcuno e poi.......

- Lucarié, Lucarié scetate, songh 'e nnove!

E' l'inizio di una delle mie commedie preferite di Eduardo De Filippo, forse la piú famosa, Natale in casa Cupiello.

Il protagonista della commedia é Luca Cupiello, interpretato da Eduardo De Filippo, un uomo che vive di illusioni sulla famiglia perfetta e unita, metaforicamente rappresentato dal presepe da cui é ossessionato, e non si accorge dei piccoli drammi che lo circondano e che vivono i membri della sua famiglia.

La figlia Ninuccia, interpretata da una giovanissima Lina Sastri, stanca del proprio matrimonio infelice vive una relazione extra-coniugale con Vittorio, un amico del fratello Tommasino, detto Nennillo ed interpretato da Luca De Filippo, che per sbarcare il lunario compie piccoli furti.

E' la moglie Concetta, una stupenda Pupella Maggio, il vero capofamiglia, quella che cerca di sistemare le situazioni nella grande assenza del marito.

Ma presto Luca scoprirá la veritá e questa scoperta sará per lui fatale e fino alla sua morte sará ancora vittima di allucinazioni che continueranno a tenerlo lontano dalla realtá fino alla fine quando chiederá per l'ennesima volta al figlio Tommasino "te piace 'o presepio?" e lui gli risponderá di sí, mentendo.

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Aerosmith e muffins

10. novembre 2014 17:01 | Stampa

Cos'hanno in comune gli Aerosmith e i muffins?

Ma l'MTC!! What else....

Questo mese la gara tra blogger piú folle del web si affronterá anche sul fronte lettarario, oltre che culinario. Perció tutti noi concorrenti siamo chiamati ad ispirarci ad un'opera che abbia valore lettarario per la ricetta dei nostri muffins, cosí io ho scelto una canzone molto bella di uno dei miei gruppi preferiti.

Ma in realtá sarebbe meglio dire che l'ha scelta mia figlia Giulia.

Non so quanti di voi hanno la fortuna/sfortuna di crescere dei figli bilingue.

Fortuna perché é un regalo bellissimo che fate a voi stessi ma soprattutto ai vostri figli, oltre al fatto che a volte puó essere davvero divertente vederli mescolare le due lingue in forme grammaticali astratte.

Sfortuna perché a volte puó essere davvero avvilente vedere i bambini della stessa etá parlare benissimo e in modo chiaro mentre voi non riuscite ancora a capire cosa dicono i vostri figli.

Oltre agli ovvi problemi di inserimento perché i bambini si ritrovano sbattuti in situazioni dove non capiscono cosa succede intorno a loro e conseguenti problemi di autostima, fortunatamente ormai superati da Giulia.

Dopo mesi davvero difficili, ora Giulia capisce che é in grado di parlare due lingue.

Anche se non sempre con molto successo, riesce a tradurre da entrambe le lingue e a "switchare" a seconda dell'interlocutore e di come questo le si rivolge.

Certo non mancano forme strane come "io ho chooso questo"," io posso mendare questo gioco rotto". "ho hearduto uno noise" e "papá, singa quella canzone", ma la mia parte preferita é quando mi spiega le cose e mi dice "mamma, questo vuol dire....." e mi traduce dall'italiano all'inglese e viceversa.

La vedo crescere, la vedo affrontare le difficoltá e vincerle e non potrei essere piú orgogliosa.....ci vuole solo tanta pazienza!

A Giulia piace tanto cantare, conosce tante canzoni a memoria (a modo suo), sia in italiano che in inglese e non solo quelle del film Frozen!

Quando siamo in macchina mi chiede di farle sentire una canzone piuttosto che un'altra, tutte sempre dallo stesso cd ormai logorato. Non sempre é facile capire cosa voglia ascoltare ma ormai lo sappiamo.

Una volta mi chiese la canzone che dice "io non voglio chiudere i miei occhi".

Scene di panico.....di cosa parla? Qual'é sta canzone?

Alla fine, con mio grande stupore e felicitá, ho capito che stava parlando proprio di I don't wanna miss a thing degli Aerosmith.

Lo stupore e la felicitá erano dovuti al fatto che chiedendomelo in quel modo mi ha dimostrato non solo di aver capito il testo della canzone e di essere in grado di tradurlo perfettamente in italiano, ma di saperlo dire anche in italiano corretto.

Infatti il ritornello della canzone inizia proprio con la frase " I don't wanna close my eyes...."

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L'immagine può contenere: sMS

La mia ricetta su

 

 

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