Acarajè brasiliane

19. giugno 2014 12:52 | Stampa

Tempo fa avevo pubblicato questa ricetta parlando del mio viaggio in Brasile e di tutti i motivi per cui mi è rimasto nel cuore.

Oggi ripubblico questa ricetta per il Glu free (fri)day che, in occasione dei Mondiali di calcio che si stanno svolgendo proprio in questo paese, per tutto il mese di giugno pubblicherà ricette brasiliane, senza glutine of course.

L'acarajè è un tipico street food della zona di Bahia, anche se viene preparato in tutto il Nordest del Brasile. Anche se preparato per strada da donne vestite con il tipico costume bahiano, è considerato un cibo sacro agli dei del Cadomblè, in particolare dell'orixà Iansa. 

Viene preparato seguendo la ricetta tradizionale ed alcuni rituali, come quello di essere vestiti di bianco, come appunto il costume bahiano.

Akarà, in africano, vuol dire palla di fuoco, in Brasile si unisce alla parola jè, che vuol dire mangiare, quindi il nome di questo piatto vuol dire mangiare una palla di fuoco, perchè va mangiato appena fritto.

Io ho seguito la ricetta tradizionale con qualche sostituzione dovuta alla reperibilità degli ingredienti. Per esempio, l'acarajè dovrebbe essere fritto nell'olio di dende, un olio di palma difficile da digerire e che è causa brutte indigestioni per i poveri turisti (io posso testimoniare), io ho utilizzato olio d'oliva.

Inoltre si tratta di una pasta di fagioli resi in crema, il fagiolo utilizzato è del tipo feijão-fradinho, io ho utilizzato il fagiolo bruno occhio nero, ma potete sostituire anche con i cannellini.

L'acarajè una volta fritti, vanno tagliati a metà e conditi in vari modi, il più famoso è accompagnato da vatapà, una preparazione a base di peperoni piccanti e gamberi essiccati, io ho preparato qualcosa di lontanamente simile, ma molto lontanamente.

 

Ingredienti :

Per 7-8 acarajè

1/2 kg di fagioli bruni occhio nero o cannellini secchi

una cipolla

sale

Per il simil vatapà:

300 gr di code di gamberi

200 gr di peperoncini verdi dolci

100 ml di latte di cocco

250 gr di pomodori pelati

250 gr di brodo di gamberi (ricavato facendo bollire le teste e i carapaci)

olio evo

1 cucchiaino di coriandolo tritato

1 cucchiaino di zenzero in polvere

1 cipolla tritata

tabasco

sale e pepe

 

 

Preparazione: 

Si parte il giorno prima con la preparazione della pasta di fagioli. Tritate leggermente i fagioli secchi, quel tanto che basta per spaccarli un pò, e metteteli a bagno per 24 ore.

Passato questo tempo scuoteteli un pò e vedrete che le bucce saliranno a galla. Eliminatele con una schiumarola. Io ho dovuto sbucciarne qualcuno a mano perchè non si era spaccato.

A questo punto trasferite i fagioli in un frullatore e frullateli finchè non diventano una crema, quasi una spuma. 

Aggiungete il sale e la cipolla tritata e formate delle palle grandi più o meno quanto un'albicocca e friggetele in abbondante olio d'oliva.

Per il condimento. Tritate la cipolla e fatela appassire in un pò d'olio. Aggiungete i peperoncini che avrete lavato e tritato e fate cuocere per qualche minuto. Aggiungete i pomodori pelati tagliati a pezzetti e lasciate insaporire per una decina di minuti.

Aggiungete quindi le spezie, i gamberi tritati (io ne ho lasciato qualcuno intero per guarnire), il brodo dei gamberi, il latte di cocco e il tabasco, secondo i vostri gusti e lasciate cuocere 15 minuti.

Tagliate a metà le acarajè appena fritte e conditele con il simil vatapà.

 

Con questa ricetta partecipo a  #GFFD

 

 

Blondies al grano saraceno mirtilli e mandorle

25. aprile 2014 09:44 | Stampa

Due post in una settimana?

Non è vero, non ci credo!

E infatti non ci credo finchè non ho finito di scrivere e cliccato sul tastino pubblica.

Ma dopo tanto tempo ho una ricetta gluten free da pubblicare il venerdì per il Gluten Free Friday e non solo.....Sono ancora in tempo per il contest della mia amica FornoStar, non posso perdere quest'occasione.

Questa ricetta nasce dall'esigenza di consumare una confezione di farina di grano saraceno dimenticata e in scadenza, comprata in tempi non ancora sospetti, quando avevo tempo di cucinare e le idee erano tante.

Poi è arrivato Alessandro!

Inoltre questa ricetta è liberamente tratta da "Cookies" di Martha Stewart, riadattata alle esigenze della mia dispenza e completamente preparata dal mio garcon.

Io l'ho solo fotografata e mangiata e devo dire che è stato davvero, davvero bravo.

Il grano saraceno mi piace tantissimo e, contrariamente da quanto suggerisce il nome, è completamente senza glutine.

I blondies invece sono la versione non cioccolattosa dei brownies. Il cioccolato è sostituito da una dosa importante di zucchero di canna, non li avevo mai fatti e neanche mai mangiati e devo dire che questa versione molto rustica mi è davvero piaciuta....li rifaremo!

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Questa Red Velvet non s'ha da fare!

20. febbraio 2013 11:23 | Stampa

"Non ci credo, non ci credo, non ci credo" Questo è quello che ho detto nell'istante in cui ho saputo chi aveva vinto la scorsa tornata dell'Mtc, con un enorme sorriso stampato sulla faccia.

Dopo n edizione, finalmente, Stefania ha vinto l'MTC....e ora? Cambia tutto, l'Mtc non sarà più lo stesso.

Ma questo mese ci tocca cimentarci con una ricetta priva di glutine e, con le indicazioni di Stefania, non sarà così difficile, pensavo....Soprattutto perchè la ricetta proposta è una tradizionale layer cake anglosassone, che ho già provato con il glutine, ma qui in Inghilterra mi sarà più semplice, pensavo....Almeno stavolta il latticello lo compro al supermercato bello e fatto, pensavo....

E invece è andato tutto storto.

Nei giorni in cui avevo in programma di fare la torta, gli inglesi festeggiavano il Pancake Day, per cui non ho trovato il buttermilk in nessun supermercato, anche se mi chiedo cosa ci fa il buttermilk nei pancakes. Vabbè ne ho fatto a meno fino ad ora, continuerò a farne a meno.

Altro problema è stato reperire la fecola di patate, obbligatoria nel mix di farine senza glutine della ricetta. La mia ultima speranza era Waitrose, il sogno di ogni foodblogger, una specie di paese dei balocchi. Si trova di tutto, ma proprio tutto, tranne la fecola di patate, ordinabile solo on line (ordine minimo 50 sterline, ma vabbè....).

Riesco a reperire tutti gli ingredienti, faccio la base il giorno prima, perfetta!

Il giorno dopo ho in programma di fare la farcia, una chibouste al cocco, e la visita dell'operaio che deve sistemare la staccionata in giardino.

Inevitabilemente, mentre faccio 3000 cose insieme, stra-monto gli albumi e non riesco più a stabilizzare la crema, nonostante i numerosi tentativi.

L'immagine che mi ero fatta della torta che avrei voluto fare sfuma definitivamente, anche se in qualche modo sono riuscita a rimediare.

Gluten Free Red Velvet con chibouste al cocco


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Risotto all'Amarone per The Recipe-tionist

23. ottobre 2012 12:14 | Stampa

Il momento che mi piace di più di questo giochino è la scelta della ricetta da rifare.

E' un pò come curiosare nel diario di qualcun altro, scoprire quel quid in più sulla sua personalità e sulla sua storia.

Di Gianni mi aveva affascinato moltissimo il suo modo di affrontare la mia ricetta quando The recipe-tionist ero io.

Lui l'aveva affrontata in modo critico, facendo osservazioni costruttive ed appropriate convincendomi al punto da sceglierlo fra i finalisti.

Stavolta sono io che affronto una sua ricetta e la scelta è ricaduta su un risotto perchè, da una lettura più approfondita del suo blog, trovo che sia una ricetta che lo rappresenta.

E che risotto....un piatto per le occasioni importanti e per consumare quella bottiglia di Amarone che mio marito ha comprato in un momento di follia e che non avevo ancora avuto modo di usare.

Un piatto del profondo nord a cui ho aggiunto, come al solito, il mio tocco terrone Wink.



Risotto all'Amarone e Provolone del Monaco

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Gelato ai pinoli con salsa al caramello e Moscato, senza gelatiera

24. luglio 2012 12:12 | Stampa

Questa ricetta chiude il mio primo anno di partecipazione all'MTC!

Questo mi ricorda che mancano pochi giorni al primo blog-compleanno di Murzillo Saporito....

Sono emozionata? Si, certo.

Sto pensando ad un modo carino per festeggiare? Ovvio che si.

Cosa è cambiato in un anno? Tutto!

Sono cambiata io, credo molto di più nelle mie possibilità e ho imparato tantissime cose.

Sono cambiate le mie giornate, ho l'esigenza di ritagliare sempre qualche oretta per la mia creatura e tutto ciò che si porta dietro.

Ma più di tutto ho tanti amici in più, molti ancora solo virtuali, altri diventati reali, altri stanno per diventarlo. Ma, ora come ora, so che sono comunque amici veri! 

Non ho aperto il blog per il desiderio di notorietà, in realtà non sapevo neanche quello che volevo, ma ora so che è quello che ho avuto! E quindi grazie a voi che me lo avete donato!

L'idea di questo gelato proviene dal desiderio di ricreare quello che mangiavo quando vivevo a Grottaferrata. Lì vicino, a Frascati, c'era una gelateria che lo faceva buonisssssimo e non l'ho più ritrovato qui e da nessuna altra parte. 

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La mia ricetta su

 

 

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