Fiore di focaccia integrale ai pomodori e mozzarella

11. April 2013 16:34 | Stampa

Iiiiiiuuuuuuuu....c'è nessunooooooo?

Meno male che non esiste una pena per abbandono di blog, altrimenti avrei molto da scontare.

Sono quasi tre settimane che non aggiorno queste pagine ma è un periodo così strano che il blog è l'ultimo dei mie pensieri. 

E a dirla tutta sto perdendo un pò d'interesse, quindi trovo anche varie scuse per non farlo.

Anyway...ho promesso ad un'amica che avrei partecipato ad un contest in cui lei fa da co-giudice ed eccomi qui.

Il tema del contest è la pasta madre, tema a me molto caro, visto che ho fatto una serie di peripezie per farlo espatriare con me.

La mia pasta madre arriva dalla provincia di Bergamo e mi è stata regalata da un'altra blogger, Lisa.

Natale di 2 anni fa partecipai ad una swap culinario e sono stata abbinata a lei. Dovevamo scambiarci dei regali culinari e mi è arrivata anche la sua pasta madre. Io me ne sono presa cura finchè ho deciso di trasformarla in LI.CO.LI. (Lievito naturale in coltura liquida) che richiede meno cura, infatti va rinfrescato ogni 20-30 giorni invece di ogni settimana.

Molto più comodo per le mie abitudini, visto che non panifico tutte le settimane.

Inoltre il rinfresco è velocissimo e molto più pratico. Devo dire che sono proprio felice della trasformazione.

Per tutto il processo ho seguito i consigli di questo blog e quest'altro.

Focaccia integrale ai pomodori e mozzarella


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Doppio crostino e qualcosa che mi manca - Double crostino

13. February 2013 13:20 | Stampa

Mi piace sperimentare.

Amo provare cose nuove e ora lo sapete anche voi.

Ma ci sono cose che non ho più e che mi mancano.

Ormai lo sapete, sono una "donna di mare" ma il mercato ittico qui non è come il nostro.

Per carità il salmone scozzese è fantastico e il merluzzo davvero saporito ma quanto mi manca una semplice, succosa orata.

Ok. c'è anche qui, ma non ha lo stesso sapore....forse che le gelide acque del mare del nord non sono accoglienti e calde come quelle del nostro mare mediterraneo.

Fatto sta che quest'estate, al mio ritorno in Italia mangerò solo a base di pesce.

Per cui, voi che vi accingete ad accogliermi, sappiatelo!

Oggi doppia ricetta.

 

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Non chiamatelo Challah...

19. October 2012 11:37 | Stampa

 

 

Ok, lo so...lo avete già letto da qualche parte....e dove?

Fate questa prova...andate su un motore di ricerca a caso e scrivete "PANE DOLCE DEL SABATO"....il risultato per me è sorprendete!

E' un insieme di persone diverse, proveniente da luoghi diversi, a volte anche continenti diversi, con religioni diverse, pensieri diversi, tradizioni diverse, diversi modi di cucinare ma un INSIEME!

Questa cosa mi ha fatto riflettere... questo è un'esperimento che faccio spesso quando gioco all'emmetticci, ma mai è venuto fuori un risultato così organico.

Questo può voler dire due cose. La prima è quanto poco conosciamo la cucina ebraica e la tradizione che c'è dietro, me compresa.

E già questo è un ottimo risultato perchè grazie ad Eleonora, forse, almeno per questo mese, abbiamo spazzato via dal web un pò di ignoranza sull'argomento.

Il secondo è che la passione può far sì che si realizzino cose straordinarie come questa.

Non chiamatelo Challah perchè non lo è. L'impasto è lo stesso, così come la forma ma, per piegarsi alle regole di un gioco che è dissacrante per definizione, non poteva essere che un' altra cosa.

Della Challah vi ho già parlato qui. E' un pane benedetto e non può essere riempito, come invece abbiamo fatto per questa ricetta.

Non parlerò della simbologia che c'è dietro questo pane perchè non avete che da scegliere tra chi lo ha fatto molto meglio di quanto possa farlo io, ma vi dirò cosa questo pane ha significato per me...sperando di non essere blasfema.

E' un lievitato e questo per me è già una ricetta che parla di amore, va alimentato ed è un miracolo vedere l'impasto che nasce, muta, cresce e diventa pane.

Va preparato nei giorni di festa, come lo è per me ogni volta che partecipo all'MTC.

La sua forma, è una treccia e rappresenta l'intreccio che è nato tra persone diverse che formano un gruppo....noi dell'MTC :-)

I semi sulla sua superficie che rappresentano la nostra passione comune per la cucina.

E infine il ripieno....la parte più succulenta della ricetta, quella che gli dà l'impronta ed è quello che abbiamo, la nostra amicizia.

Non sarà molto, ma questa ricetta è dedicata a loro, i miei compagni di Emmetticci! A quelli con cui divido parte delle mie giornate, a quelli che mi ispirano con le loro trovate incredibili, a quelli che ho conosciuto e a quelli che (spero) concoscerò.

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Polpette di salmone e patate - Io non mangio da solo

16. October 2012 12:04 | Stampa

Sul filo di lana, ma ce l'ho fatta!

Oggi pubblico una ricetta per il ProgettoMondo Mlal, un'organizzazione non governativa che lavora per dare un futuro migliore ai bambini e ai giovani meno fortunati, e per Virginia che, insieme all'associazione, ha deciso di lanciare quest'iniziativa che ha come tema centrale il PANE!

Oggi 16 ottobre, tra l'altro, è la Giornata Mondiale del Pane e la Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2012, per cui quale momento migliore per parlare della campagna "Io non mangio da solo"?

Durante il mio viaggio in Brasile ho avuto la possibilità di vedere con i miei occhi la situazione che vivono molti, troppi bambini....per strada, senza scarpe, senza cibo, oggetto della violenza più crudele che si possa immaginare, spesso con un'aspettativa di vita che non va oltre gli 8-10 anni.

A volte guardo mia figlia e la vedo serena, con tutto ciò che desidera, compreso l'affetto e le cure di genitori che si sforzano di essere amorevoli e mi tornano in mente quegli occhietti tristi e quanto avrei potuto fare per loro e non sono riuscita a fare.

Per fortuna c'è chi si prodiga concretamente e ogni giorno per loro e, se posso ancora una volta, nel mio piccolo, contribuire a rendere loro la vita meno dura, non mi tiro indietro.

Questa è una ricetta semplice che ho provato per convincere mia figlia a mangiare il pesce, che non ama particolarmente.

Viene utilizzato il pangrattato che, a casa mia, viene fatto rigorosamente con il pane avanzato, abbrustolito in forno e poi sbriciolato.

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Challah a lievitazione naturale

29. June 2012 15:38 | Stampa

La Challah è un pane bianco tradizionale ebraico, che viene consumato durante lo Shabbat, ma anche durante altri giorni di festa. E' a forma di treccia ed è un pane morbidissimo.

La ricetta mi è stata data da un nuovo amico virtuale, Robert, ed è la ricetta che lui fa ogni venerdì, quindi molto più che collaudata. Io ho fatto solo delle piccole variazioni, soprattutto nei tempi di riposo, perchè ho utilizzato il mio blobbino. Per il resto ho seguito la sua ricetta che è per una sola challat.

Tradizionalmente, invece, ne vengono preparate 2 e una parte dell'impasto viene bruciato e non consumato.

Ha un sapore leggemente dolce quindi è perfetto sia durante i pasti che a colazione o merenda, ovviamente per chi, come me, non lo mangia per motivi religiosi ma solo perchè è buonissima.

Io l'ho anche congelata a pezzi e centellinata per qualche giorno.

 

Ingredienti:

500 gr di farina 0

60 gr di zucchero

1 uovo

50 gr di olio (meglio se d'oliva)

2 gr di sale

12 gr di lievito fresco (io ho sostituito con 100 gr di lievito naturale liquido, rinfrescato 2 volte)

200 ml di acqua tiepida

un uovo per dorare 

 

Preparazione:

Setacciate la farina. In una ciotola mescolate con una frusta l'olio, lo zucchero, l'uovo, il sale e l'acqua tiepida.

In una grossa ciotola disponete la farina setacciata a fontana con al centro il lievito e il composto precedentemente mescolato. Impastate per almeno 15 minuti, se preferite potete usare l'impastatrice.

Dovrà risultare un impasto morbido ed elastico. Mettetelo in una ciotola ricoperta da pellicola e lasciate riposare tutta la notte in frigorifero.

Il giorno dopo, togliete dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d'ore. Quindi infarinate bene il piano di lavoro, rovesciatevi l'impasto e dividetelo in sei parti. Formate sei cilindretti non troppo spessi e intrecciateli fra di loro. Potete fare anche 2 trecce da tre cilindretti e poi sovrapposte.

Io ho voluto intrecciarla dividendola i sei parti, sembrava una cosa difficile, ma poi sono riuscita anche a fare un tutorial per voi ;-)

Una volta intrecciata, lasciatela lievitare ancora un altro paio d'ore, poi spennellatela con un tuorlo d'uovo sbattuto e cospargete con semi di sesamo o di papavero.

Cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti. A 10 minuti dal termine della cottura spennellate nuovamente con l'uovo e terminate la cottura.

Potete anche riempire i cilindretti con uva passa o altra frutta secca.

 

Da Simonetta trovate la versione senza glutine

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