La piadina

13. giugno 2014 17:27 | Stampa

Sarà il mese di giugno, l'arrivo del caldo, la stanchezza di tutto l'anno che si fa sentire ma anche quest'anno le giudichesse dell'MTC si sono tirate una bella zappata sui piedi come con l'insalata dell'anno scorso.

Non solo propongono una ricetta versatile come la piadina, ce la mostrano in tre diverse forme, ma lasciano il limite a 5 ricette. Capite che questa è una provocazione rivolta ai nostri neuroni e poi quelli rispondono.

Solo il mio, per iniziare, risponde con 3....per iniziare! E non l'ho mai neppure mangiata la vera piadina romagnola, finora. Perchè Tiziana, la vincitrice del mese scorso, ci propone una ricetta autentica, tradizionale e magnifica. 

Un impasto elastico, facile da lavorare, fragrante e profumato. Un altro regalo dell'MTC, un'altra ricetta che entra di forza nel mio ricettario.

Le mie piadine sono un tributo alla Cornovaglia, dove sono appena stata e dove credo che tornerò ogni volta che potrò finchè vivrò qui a sole 3 ore di distanza.

Segue un tributo alla mia terra natale, che è il mio Dna, il mio sangue e se si parla di street food, Napoli non ha nulla da invidiare a nessuna regione d'Italia o del mondo per varietà, qualità e bontà.

Ed infine la versione del mio neurone a ruota libera, quello dei sapori speziati e dell'agrodolce che mi piace tanto.

Partiamo dalla ricetta di Tiziana.

Ingredienti per 6 piadine:

500 g di farina 00

125 g di acqua

125 g di latte parzialmente scremato fresco

100 g di strutto

15 g di lievito per torte salate

10 g di sale fine

1 pizzico di bicarbonato di sodio

 

Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma. Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.

L'impasto può essere preparato con l'impastatrice, viene benissimo, basterà mettere tutti gli ingredienti assieme  e lavorarli con il gancio impastatore per 7/8 minuti fin quando il composto risulterà omogeneo.

 

La piadina (crescione) parigina

 

 

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Ziti alla genovese di agnello - Lamb Genovese Ragout

18. febbraio 2013 14:58 | Stampa

Il regalo più bello che ci sta dando vivere all'estero è la possibilità di conoscere tante persone di nazionalità diverse.

Anche perchè gli espatriati tendono a fare gruppo, non so se  questo dipenda da problemi di adattamento o solo perchè ci troviamo più o meno nelle stesse condizioni, con gli stessi problemi, gli stessi dubbi e la stessa nostalgia di casa.

Sta di fatto che stiamo cercando di formare la nostra piccola comunità del Mediterraneo. Grande presenza di italiani of course, ma anche greci, spagnoli, turchi....ed è così interessante discutere dei nostri paesi e delle sensazione che ci sta dando il paese che ci ha accolto.

Una cosa ci accomuna: We miss the weather!!! England is so, so cold!

Vabbè, ci abitueremo.

Questo piatto l'ho preparato per una cena con una famiglia di greci, sbarcati in UK più o meno nel nostro stesso periodo. 

Quella sera ho capito che in Grecia qualsiasi tipo di pasta è conosciuta con il nome di spaghetti.

"Come si chiamano questi spaghetti?"

Si chiamano ziti!

Sono buoni questi spaghetti!

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Fregola alle vongole e bottarga di muggine

21. dicembre 2012 06:43 | Stampa

Quando abbiamo deciso di espatriare ho iniziato a cercare informazioni varie sul web e mi sono imbattuta in una serie di siti, forum, blog e altro, di italiani espatriati che condividevano la loro esperienza a beneficio degli altri.

Mi è sembrata una cosa incredibilmente bella e altruista quella di mettersi a disposizione di estranei per agevolare una scelta così difficile e dolorosa.

Il solo fatto di sapere che c'è chi c'è passato prima di te, che ha provato le stesse cose che provi tu e che, persino, le mette nero su bianco e  alla fine è anche sopravvissuto, ti fa già sentire meglio e ti schiarisce le idee.

Noi italiani abbiamo un'innata capacità di trovare, ovunque, altri italiani e formare dei gruppi. Questa cosa mi ha fatto pensare, ma era una cosa che già pensavo prima di prendere questa decisione, che il senso di patriottismo è quasi più forte per gli italiani che vivono all'estero che per quelli che restano in patria. Sarà la nostalgia, sarà perchè siamo troppo affezionati alle nostre tradizioni, non so, però mi pare una cosa evidente.

Comunque sto divagando.....Tutto questo era per parlare di una community che io ho trovato davvero bellissima ed accogliente e vorrei citarla perchè le amministratrici lo meritano.

E' ExpatClick.com

Una community sull'espatrio al femminile, un'insieme di donne italiane, ma anche no, sparse per il mondo che condivide la propria esperienza e guida chi, come me, è intenzionato a lasciare il nostro Bel Paese.

In questo sito ho trovato un simpatico articolo  sull'abitudine britannica di mandare bigliettini a chiunque e per qualsiasi motivo. Ti è nato un figlio? E' il tuo compleanno? Hai cambiato lavoro? Stai pensando di cambiare lavoro? Ti sei rotto una gamba? Ogni occasione è buona!

Ne ho parlato con il garcon e l'ho avvisato che era meglio procurarsi una serie di cards da mandare a Natale, anche se non conosciamo ancora nessuno.

Non mi ha creduto e ieri, sul doorstep, cosa trova?

Il biglietto di auguri di Natale lasciato dai vicini di casa! 

E ora una ricetta super semplice ma super buona.

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Risotto all'Amarone per The Recipe-tionist

23. ottobre 2012 12:14 | Stampa

Il momento che mi piace di più di questo giochino è la scelta della ricetta da rifare.

E' un pò come curiosare nel diario di qualcun altro, scoprire quel quid in più sulla sua personalità e sulla sua storia.

Di Gianni mi aveva affascinato moltissimo il suo modo di affrontare la mia ricetta quando The recipe-tionist ero io.

Lui l'aveva affrontata in modo critico, facendo osservazioni costruttive ed appropriate convincendomi al punto da sceglierlo fra i finalisti.

Stavolta sono io che affronto una sua ricetta e la scelta è ricaduta su un risotto perchè, da una lettura più approfondita del suo blog, trovo che sia una ricetta che lo rappresenta.

E che risotto....un piatto per le occasioni importanti e per consumare quella bottiglia di Amarone che mio marito ha comprato in un momento di follia e che non avevo ancora avuto modo di usare.

Un piatto del profondo nord a cui ho aggiunto, come al solito, il mio tocco terrone Wink.



Risotto all'Amarone e Provolone del Monaco

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La Pasqualina che non mangerete mai a Genova

24. settembre 2012 14:32 | Stampa

Avviso ai lettori:

Questa torta salata è liberamente tratta dalla ricetta della tradizionale torta Pasqualina Genovese ma non è l'originale, anche se si avvicina abbastanza.

Diffidate dalle imitazioni e da tutte le informazioni che si trovano in rete.

Ora che l'ho fatta e che un pò l'ho studiata, sarebbe un sacrilegio ridurre questa ricetta, antica e patrimonio della nostra cultura, ad una torta salata ricotta e spinaci, per giunta fatta con la pasta sfoglia.

Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il blog La cucina Piccolina dove la Vitto ci racconta questa splendida ricetta della sua famiglia, per le origini invece vi rimando a Menù Turistico.

Come ho affrontato questa sfida? 

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La mia ricetta su

 

 

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