Pain d'epices

19. dicembre 2012 15:15 | Stampa

Non conoscevo questo dolce, come gran parte della cucina francese, ahimè.

Ho fatto la sua conoscenza un pomeriggio piovoso, qualche settimana fa, quando sono stata invitata ad una lezione di cucina da una persona speciale.

La lezione consisteva in una monografia sulla casetta di pan di zenzero, tenuto da Giorgia Chiatto, ricordate, il giudice del mio contest, non chè autrice del libro "Il Cuoco Galante".

Lei è stata così gentile da invitarmi nella scuola di cucina che gestisce con la sua mamma Carmela ed io ho accettato volentieri. 

E' stato come passare un pomeriggio tra amiche, avvolte da nuvole di farina e zucchero, con il profumo di spezie, quelle calde e profumate spezie natalizie, che ci ha accompagnate per tutto il tempo.

Abbiamo anche fatto i biscotti....

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Spicy Moroccan carrot salad, un'insalata di carote speziata

11. ottobre 2012 14:26 | Stampa

Strano!

Tu vivi per anni ancorata ad alcune certezze. Molte cose cambiano intorno a te, ma certe altre no, restano immutate nel tempo perchè sono antiche e quindi sopravvivono, SEMPRE.

Poi ci sono le tradizioni e ti dici che quelle sono ancorate ad un territorio, mutano con il tempo, si evolvono, ma restano legate a quel territorio, SEMPRE.

Evidentemente mi sbaglio, anche se ne dubito. 

Ma se in altri posti d'Italia si mangia una pizza buona almeno quanto la pizza che mangereste a Napoli, quel pizzaiolo ha imparato a farla a Napoli! Perchè la pizza è napoletana.

Il fatto che tra le "migliori" pizzerie d'Italia non ci sia neanche una pizzeria napoletana e che, a decretare questa classifica, sia stato un ente autorevole del food, lo trovo assurdo se non scandaloso.

Mi sfuggono le motivazioni e neanche le voglio sapere perchè già so che non mi piacerebbero, però è dura quando ti smontano le certezze. io ancora non mi sono ripresa.

Magari domani scopro che il miglior pandoro (ogni riferimento è puramente NON casuale) in Italia lo producono a Palermo, chissà...

Intanto sono certa che quest'insalata è favolosa.

Ho sempre difficoltà con le carote, perchè non le amo molto da sole. In genere le uso come fondo o per i brodi, ma come contorno non mi piacciono particolarmente.

Da quando ho provato questa ricetta su Plenty di Yotam Ottolenghi le mangio più spesso e più volentieri.

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Rosa come il salmone e il colore della prevenzione del tumore al seno

5. ottobre 2012 14:29 | Stampa

Sapevate che il tumore al seno è il più ferquente tra le donne? E che colpisce anche prima dei 50 anni? e, ancora, che colpisce una donna su 10?

Se, come me, non siete molto informate sull'argomento vi consiglio di leggere questa ricerca che ho trovato sul sito della LILT.

A volte pensiamo che queste cose succedano solo agli altri, magari siamo giovani e non ci preoccupiamo dello stile di vita che facciamo, di cosa mangiamo e non conosciamo così bene il nostro corpo da capire se c'è o meno qualcosa che non va.

Bè, le cose accadono anche se non ce le aspettiamo, anche se sembrano ingiuste e anche se siamo giovani, ma la prevenzione aiuta ad affrontare gli eventi negativi con maggiore serenità e ci dà maggiori possibilità di sconfiggere anche un mostro come il cancro.

Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Io sono una donna e sono particolarmente sensibile all'argomento, ma anche i mie lettori uomini hanno una madre, una moglie, una sorella, una figlia....quindi l'invito per questo mese, ma non solo, è SENSIBILIZZATE!!!! 

Solo con una corretta prevenzione e informazione è possibile sconfiggere questo male!

Visto il colore della ricetta di oggi, mi sembrava il momento giusto per pubblicare questo messaggio. Se volete potrete trovarne altri sul blog di Ornella che promuove quest'iniziativa. Questa ricetta è per lei :-) 

La RETE in ROSA: PREVIENI


Salmone marinato allo zenzero

 

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Scaloppine di pollo alle mandorle con torrette di verdure allo zenzero

14. giugno 2012 10:30 | Stampa

Da piccola, ricordo, che le scaloppine mi piacevano tanto, ma proprio tanto. Mi piaceva la crosticina che si formava intorno alla carne, soprattutto se leggeremente bruciacchiata, mi piaceva il sughetto che si formava sul fondo del piatto e quel sapore un pò acidulo del limone, perchè per me le scolppine sono sempre (e solo) state quelle al limone.

Però, chissà perchè, ora, da adulta, il mio ricordo più nitido legato a questo piatto è mio padre che mi consigliava di non ordinarle mai al ristorante perchè "chissà con che carne sono state fatte..."

Mi rendo conto che è del tutto illogico, ma ormai nella mia testa il concetto di scaloppina è legato a quel ricordo e non al fatto che in realtà mi piacevano pure.

Forse oggi mio padre si meraviglierebbe di quanti e in quali modi è riuscito ad influenzarmi, dalle cose più banali, come il concetto di scaloppina, a quelle più importanti.

Magari Elisa riuscirà a convertirmi, con la sua tecnica e la sua lezione sui fondi, che questo mese sono i protagonisti dell'MTC, insieme alle scaloppine of course.

Fondo di cucina, fondo di cottura, deglassare, sono tutti termini che sembrano lontani dal nostro modo di cucinare, ma che in realtà fanno già parte delle nostre abitudini, si tratta solo di chiamarli con il loro nome.

 

L'idea più "originale" che mi è venuta è quella di reinterpretare un piatto classico della cucina cinese in chiave "scaloppina" applicando tutte le tecniche che Elisa ci ha illustrato nel suo dettagliatissimo post.

Tutto sommato non si tratta neanche di stravolgerlo più di tanto, cambia solo la forma del pollo che non è più a dadini ma fatte sottili.

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Gamberi con zenzero croccante

1. febbraio 2012 13:47 | Stampa

Sempre della serie wok e cucina orientale....ormai mio marito ed io ci abbiamo preso gusto.

Anche questa, come il pollo allo zenzero, è una ricetta molto veloce, saporita ed equilibrata....e queste sono grandi doti per una ricetta quando esci da lavoro alle 18, vai a fare la spesa e torni a casa e c'è la tua bimba unenne che non ti ha visto tutto il giorno e vuole solo le tue attenzioni.

Ultimamente cucino con lei attaccata ad una gamba, e quindi devo muovermi per la cucina trascinandomi cercando di evitare di farle male. Oltretutto ora le è presa la fissa per la cucina quindi, quando mi va bene, sta lì con le sue pentoline mescolando ortaggi di plastica (e a volte anche i nani di Biancaneve), poi assaggia e fa anche buono con il ditino. Ma se mi va male, vuole partecipare alla preparazione della cena ed io devo cucinare con una mano sola con lei in braccio (11 kg di femmina) che tenta di arraffare ogni cosa sia alla sua portata, compresi coltelli da macellaio e pentole roventi.

Quindi, ben vengano le ricette da "15 minuti ed è pronto".

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La mia ricetta su

 

 

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