Tre paesi, tre ricette, tre tecniche di cottura, un unico ingrediente in tre varianti: il riso

23. September 2014 15:00 | Stampa

 

Questa volta mi ero detta: Valeria, mi raccomando, una ed una sola ricetta per l'MTC.

Poi, vabbé.....

Peró non é colpa mia.

Se voi mi mettete tre tecniche di cottura, e come faccio io a non provarle tutte e tre. E, dal momento che le ho fatte le ricette, perché non metterle in gara?

Ma prima che Alessandra mi copra di "te possino" voglio dire, in mia discolpa, che la prima é pari pari quella di Annalena, per cui non conta :-P

Ma veniamo a noi.

Questo MTC l'ho vissuto come un viaggio. Anche perché il soggetto, il riso, é l'alimento piú consumato al mondo, quindi non é difficile trovare almeno una ricetta, in ogni tradizione culinaria del mondo, che lo preveda come ingrediente principale.

Sono partita da un territorio per me inesplorato, il Giappone, sia fisicamente che culinariamente e, per questo, mi sono affidata completamente ad Annalena, riproducendo esattamente la sua ricetta.

Sono tornata poi in Inghilterra, questo paese che mi ha accolto da 2 anni quasi, ma nell'Inghilterra coloniale, con un piatto antico e molto classico anche se forse poco conosciuto.

Per approdare poi finalmente nella mia Napoli, con una versione un pó rivisitata di un classico che sa di casa, di festa, di conforto.

 

Devo confessare che la cucina giapponese non mi entusiasma. Si sporcano 800 pentole per preparare dei bocconi che poi alla fine nemmeno mi piacciono piú di tanto.

Inoltre sono convinta che trovi tutto questo consenso piú per una questione di moda che di gusto.

Peró sono opinioni del tutto personali che non potevano comunque privarmi del piacere di provare questo tipo di cottura. Cosí ho rifatto la ricetta di Annalena eliminando solo l'alga che proprio non mi piace e utilizzando il sesamo nero per mantenere un pó di cromaticitá.

Devo aver sbagliato qualcosa oppure il riso non era di buona qualitá (ma di questo sono abbastanza certa) quando ho lavato il riso prima di cuocerlo.

Ho lavato piú volte il riso sciacquandolo poi sotto l'acqua corrente come spiegato nel post di Annalena, ma sará la qualitá del riso, sará che tutta l'operazione é stata svolta dalla mia infaticabile assistente di 4 anni che magari non ha operato con la dovuta delicatezza, ma alla fine il riso mi si é spezzato per la maggior parte cosí la cottura non é venuta uniforme influenzando, secondo me, la consistenza.

Ho utilizzato il riso Carnaroli ma era la prima volta (e ultima) che provavo quella marca.

Questo é il risultato ma per la ricetta vi rimando al suo post.

 

Siamo in epoca vittoriana ed i primi coloni ritornavano in patria portando dal loro lungo viaggio nelle Indie un pó di quei sapori.

Questo piatto nasce proprio dalle influenze di quella cultura e di quella cucina, usa le stesse spezie piú qualcosa di molto piú anglosassone.

Nasce come un piatto di recupero, vengono utilizzati gli avanzi della sera prima e diventa un piatto classico per una posh breakfast.

Smoked haddock Kedgeree

 

Ingredienti per 3 persone:

240 Riso basmati

500 gr brodo vegetale

150 g di haddock affumicato (pesce eglefino detto anche asinello)

2 uova sode

Un cucchiaino di cumino

Un cucchiaino di curcuma

Un cucchiaino di mostarda in polvere

Un cucchiaio di zenzero grattugiato

Sale 

Pepe di Cayenne

Coriandolo fresco

2 cipollotti

2 o 3 cucchiai di olio evo

una foglia di alloro

Preparazione:

Per le uova sode. Portate ad ebollizione l'acqua, quindi calate le uova delicatamente con una schiumarola e lasciate cuocere per 8 minuti. Spegnete e lasciate le uova nell'acqua bollente per altri 2 minuti poi passatele sotto l'acqua fredda. Spellatele e tagliatele a spicchi.

L' haddock, o pesce eglefino, é molto comune qui ma non l'ho mai visto in Italia. In molte versioni di Kedgeree é presente anche il salmone fresco, io ci vedo molto bene anche il baccalá, quindi potreste provare a sostituirlo con uno dei due.

Mettete i filetti di pesce in una padella con una foglia di alloro e ricoprite con dell'acqua. Portate ad ebollizione e lasciate cuocere per una decina di minuti. Togliete il pesce dall'acqua, togliete eventualmente la pelle e dividetelo in tranci di circa 5 cm.

Scaldate una padella dai bordi alti e fate appassire i cipollotti tritati con l'olio. Unite il riso e le spezie e fate brillare il riso per un paio di minuti.

Unite il brodo bollente e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 10 minuti.

A cottura ultimata unite il pesce, le uova e il coriandolo fresco tritato, coprite con un coperchio e lascita riposare 5 minuti prima di servire.

Servite con un limone tagliato a spicchi.

 

L'ultima cottura che mi era rimasta da provare era la cottura nel latte ma, nella cucina partenopea non sono riuscita a trovare nulla che prevedesse il riso in questa versione. Anche perché per noi napoletani il riso é una sorta di "sciacquapanza", un cibo per malati, e le nostre preparazioni prevedono imbottiture, ripassate in forno e fritture, proprio per arricchire quest'ingrediente.

Peró, la cottura nel latte mi ha ricordato la preparazione di un altro cereale, in una ricetta che definire napoletana é un eufemismo.

Mousse alla pastiera di riso

 

Ingredienti per 4 persone:

60 g di riso Arborio

700 ml di latte

200 g di ricotta

2 albumi

100 g di zucchero semolato piú 26 g per lo sciroppo

26 g di acqua

60 g di panna fresca

3 g di gelatina

una stecca di cannella

buccia di mezzo limone

una nocciolina di burro

un cucchiaino di estratto di vaniglia

un cucchiaino di acqua di fiori d'arancio

cedro e arancia candita a dadini

Per la pasta frolla:

200 g di farina

50 g di burro

50 g di strutto

60 g di zucchero semolato

1 uovo

 

Preparazione:

Preparare la pasta frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgerlo nella pellicola e conservare in frigo fino all'utilizzo, almeno una mezz'ora.

Prima di stenderla, tiratela fuori dal frigo per una decina di minuti. Stendete abbastanza sottile e ritagliate delle striscioline. Su una teglia ricoperta da carta da forno incociatele le striscioline creando una griglia e coppatele con un tagliapasta tondo leggermente piú grande del bordo della coppa che avete scelto (in cottura la pasta frolla si ritira un pochino).

Cuocete a 180 gradi C finché non é dorata.

Per la mousse.

Sbianchite il riso facendogli fare un tuffo in acqua bollente per un minuto circa. Scolatelo e passatelo sotto acqua fredda corrente.

Quindi mettetelo in pentola ricoperto di latte bollente insieme alla buccia del limone, la stecca di cannella e la nocciolina di burro. Lasciate cuocere per una cinquantina di minuti, scoperto e a fuoco molto basso, mescolando spesso. Dovrette ottenere una crema.

Setacciate la ricotta e preparate la meringa.

Montate a neve gli albumi con lo zucchero e, nel frattempo preparate uno sciroppo con 26 g di acqua e 26 g di zucchero, portate a 121 gradi circa (vista la quantitá sará abbastanza veloce) e versate a filo sugli albumi continuando a montare finché il composto non si sará raffreddato.

Fate ammollare la gelatina in poca acqua fredda, strizzatela, prelevate un pó di crema di riso scaldata e scioglieteci la gelatina ed infine unite al resto della crema.

Unite ancora la ricotta, la merigna e la panna montata. mescolate il tutto per ottenere un composto omogeneo e fate riposare in frigo per un paio d'ore.

Con un sac a poche porzionate la mousse nelle coppette aggiungendo la frutta candita, ricoprite con la griglia di pasta frolla e spolverate con dello zucchero a velo.

NOTE. Vi avanzerá la pasta frolla. Vi consiglio di fare dei biscottini da servire insieme alla mousse.

Se preferite una consistenza piú fine potete frullare il riso una volta cotto con un frullatore ad immersione per ottenere una crema piú liscia, anche se a me piace sentire una certa consistenza, ma dipende dai gusti.

 

Con queste ricette partecipo all'MTC di Settembre

gli sfidanti

Babà al cioccolato con licoli

2. June 2014 11:39 | Stampa

Non ne esco più.....

Il babà è il mio dolce preferito, lo ammetto, e lo preparo spesso ma questa ricetta e tutto l'entusiasmo di questo mese mi ha fatto partire una voglia che non si è esaurita con la gara.

Tanto più che ho dovuto anche rifarlo più volte per restare in concorso visto che, per utilizzare il mio licoli, ho dovuto rivedere leggermente le proporzioni della ricetta di Antonietta.

E tanto più che mi girava in testa un'idea che non sarebbe comunque stata in gara, anzi due (stay tuned)....

Quindi prima che si passi alla prossima ricetta volevo condividere comunque il mio esperimento, perfettamente riuscito, con il licoli. Magari torna utile a qualcuno.

Naturalmente è possibile farli anche utilizzando il lievito di birra e sostituendo 20 g di farina con il cacao nell'ultimo impasto seguendo la ricetta del mio precedente post.

Babà al cioccolato allo Strega con licoli, con panna e lamponi

 

Ingredienti:

390 g di farina bio tipo 0 Manitoba

3 uova  cat a grandi

100g di burro

75 g di latte

25 g di zucchero

20 g di cacao

20 g di licoli rinfrescato

10 g di lievito di birra

½ cucchiaino di sale

Dalla ricetta di Antonietta

Primo impasto

Versare in una ciotola 190 g di farina, fare la fontana, aggiungere 1 uovo, il lievito madre, lo zucchero e 30 g di latte tiepido. Impastare, coprire con un telo umido e attendere il raddoppio.

Secondo impasto

Versare in un'altra ciotola la restante farina (160 g), aggiungere il primo impasto e 1 uovo, sciogliere bene e amalgamare, poi incorporare il secondo uovo, Impastare  energicamente per 10 minuti, battendo contro i bordi della ciotola e aggiungendo man mano del latte a cucchiaiate. Sciogliere il burro a bagnomaria o in un microonde e versarlo a filo sull’impasto, incorporandolo lentamente. Per ultimo, in una tazzina “impastare” il lievito di birra con il sale finché diventa una cremina  liquefatta e aggiungere anche questa alla massa. Una volta incorporati tutti gli ingredienti, ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e lavorare come descritto nel precedente post.

Ricavarne 11 palline e sistemarle negli stampini monoporzione precedentemente imburrati. Ogni pallina deve arrivare a metà altezza dello stampino. Sistemarli in una teglia e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando triplicano di volume, fuoriuscendo dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm. 

Preriscaldare il forno a 200°, infornare, abbassare a 180° e cuocere per 20 minuti. A metà cottura coprire con un foglio di alluminio.

A cottura ultimata lasciar intiepidire per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini (basta reggere lo stampino con una mano e con l’altra tirare e contemporaneamente roteare leggermente la calottina) e adagiarli in una ciotola larga. 

 

Per la bagna:

700 ml di acqua

200 g di zucchero

una stacca di vaniglia

una stecca di cannella

un bicchierino di Strega

 

Lasciate sobbollire tutti gli ingredienti per 15 minuti poi filtrate.

Versare  sui babà che avrete messo in un piatto largo e dai bordi alti e, aiutandovi con un mestolino, raccogliete la bagna dal fondo del piatto per versarla nuovamente sui babà finchè non risulteranno bene inzuppati.

 

Per completare:

Miele d'arancio per lucidare

Panna fresca leggermente zuccherata e montata

lamponi freschi

 

Per completare riscaldate leggermente il miele per renderlo liquido e spennellate i babà, irrorateli ancora con lo Strega e guarniteli con panna e lamponi.

Anche in versione "murzillo saporito" utilizzando gli stampi dei mini savarin :-)

 

'O babbà è 'na cosa seria

19. May 2014 09:19 | Stampa

L'introduzione di questo post l'ho scritta prima ancora di mettermi ai fornelli. 

In realtà l'ho scritta prima ancora di conoscere la ricetta oggetto della sfida di maggio dell'MTC.

Non era importante perchè, qualsiasi fosse stata la ricetta, il mio approccio, le mie emozioni, il mio affetto per la persona che l'avrebbe proposta sarebbero stati gli stessi.

La prima volta che ho incontrato Antonietta era un caldo pomeriggio di luglio. 

Abbiamo cucinato insieme per tutto il pomeriggio, la sera e parte della notte per un evento a cui proprio lei mi aveva invitata a partecipare insieme a Pasquale che, all'epoca, era in vacanza (non so proprio come abbia fatto a convincerlo....).

Quello che ricordo di quel giorno si confonde tra il caldo, le risate, gli assaggi di Provolone del Monaco e i 30 kg di carne che mi ha fatto impastare con le mie manine, praticamente ne ero immersa fino al gomito!

Ma soprattutto l'affetto e la reciproca stima che è nata in un lampo.

Dopo quel giorno ci sono state diverse altre occasioni di incontro e ora posso dire che Antonietta è una di quelle persone che, ogni volta che torno in Italia, cerco di vedere incastrando tutti gli impegni che solo un espatriato conosce, no matter what.

La cosa che colpisce subito di Antonietta è la sua grande passione, non solo per il cibo, la sua curiosità nell'approcciare le cose che le interessano, la sua caparbietà nell'affrontare le sfide. 

La dimostrazione è questa ricetta. 

Quando l'ho conosciuta mi aveva confessato che nutriva una sorta di timore  verso il babà. Non l'aveva mai fatto ma voleva provarci.

Ora, a distanza di 2 anni, sembra non abbia cucinato altro da quando è nata ed io non posso che ringraziarla per questa opportunità e per essere sempre la dolce amica che mi accoglie al mio rientro in patria.

Spesso la chiamo la "regina della mozzarella" per la sapienza con cui è in grado di manipolare questo eccellente prodotto della nostra bella e maltrattata Campania. E non solo perchè ce l'ha nel DNA, visto che il suo nome è legato ad uno dei caseifici più rinomati della regione, ma soprattutto perchè la conosce e la ama in tutte le sue sfaccettature.

Avrei voluto utilizzarla per accompagnare almeno una delle mie versioni ma qui il meglio che posso trovare è la mozzarella Galbani che, con tutto il rispetto, non so nemmeno perchè si chiami così.

Per cui ho ripiegato per un altro latticino che per lo meno è un prodotto locale, fresco e buonissimo (incredibilmente) e molto simile alla nostra ricotta di bufala.

La ricotta, a parte la pastiera e la sfogliatella, mi fa pensare ad un altro dei miei dolci preferiti che nasce in uno dei posti più belli del mondo, la Costiera Amalfitana.

Babà al rhum con crema di ricotta e pera e praline alle nocciole.

 

 

 

Io ho rifatto la ricetta due volte perchè la prima volta ho utilizzato il mio licoli al 130% d'idratazione e ho dovuto modificare leggermente le dosi di Antonietta per mantenere inalterata l'idratazione dell'impasto.

Qui ho quindi utilizzato la versione con il lievito di birra per restare in concorso ma al più presto pubblicherò anche la versione con il licoli perchè può essere utile e poi a me è piaciuta tantissimo.

Con questa dose ho ottenuto 4 babà monoporzione grandi e 10 piccoli, oppure 2 babà monoporzione grandi ed una porzione intera da 20 cm di diametro. 

 

Ingredienti:

300 g di farina bio tipo 0 Manitoba

3 uova  grandi

100 g di burro

100 g di latte

25 g di zucchero

10 g di lievito di birra

½ cucchiaino di sale fino

 

Lievitino

Sciogliete il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastateli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciate lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.

Primo impasto

Versate in una ciotola il resto della farina a fontana con al centro il lievitino e le tre uova. Impastate schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungete un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirel'impasto senza  renderlo troppo molle; poi impastate energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprite e lasciate lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.

 

Secondo impasto

In una ciotolina lavorate il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero e il sale. Aggiungetelo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro.

A questo punto fate qualche flessione e poi iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Questo è il famoso metodo dello stretch and fold, particolarmente indicato per gli impasti ad alta idratazione e molto areati, come quello del babà.

Ogni volta che sbattete l'impasto cercate di girarlo mettendo le mani perpendicolari al vostro corpo (1), poi sbattetelo energicamente sulla spianatoia (2), tirate l'impasto verso di voi (3) ed infine ripiegatelo su se stesso (4).

Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto. Inoltre, tirandolo, l'impasto risulterà elastico, senza stracciarsi.

 

Per formare il babà è necessaria la "strozzatura", indispensabile per ottenere una superficie perfettamente liscia, schiacciando l'impasto tra indice e pollice come a volerlo strozzare, appunto.
 
Sistematelo negli stampini monodose, o nella forma a ciambella tipica del babà, precedentemente imburrati e riempirli fino a metà circa.
Infornate a 200° C e poi abbassate a 180° C e cuocete per 25 minuti circa coprendoli dopo 10 minuti circa per non far scurire troppo la superficie.
 
Una volta cotti, lasciateli raffreddare per 15 minuti e poi sformateli.
 
 
Preparare la bagna

Ingredienti:
300 g di acqua
100 g di zucchero
anice stellato
una stecca di cannella
qualche bacca di cardamomo leggermente schiacciata
rhum
 
 
Lasciate sobbollire tutti gli ingredienti tranne il rhum per 15 minuti. Poi spegnete e lasciate riposare 5 minuti.
A questo punto aggiungete il rhum. 
Io preferisco non aggiungerlo dopo perchè non mi piace molto alcolico e poi in questo modo la distribuzione dell'alcol è più uniforme.
 
Inzuppate i babà immergendoli nella bagna rigirandoli più volte, sistemateli in un piatto e continuate a bagnarli fino a che non avranno assorbito la bagna fino al centro.
 
 
Preparate la farcia.
 
Ingredienti per 4 babà monoporsione:
100 g di ricotta freschissima
40 g di zucchero
100 g di panna fresca
2 pere
1 cucchiaino di amido
 
Sbucciate e tagliate le pere a dadini, mettetele in una padella con un cucchiaio di zucchero e lasciatele caramellare per qualche minuto. Quando lo zucchero sarà sciolto e le pere saranno morbide aggiungete l'amido e mescolate finchè non sarà sciolto. Lasciate raffreddare.
 
Setacciate la ricotta e lavorate con lo zucchero rimasto, aggiungere la panna montata e le pere lasciando sul fondo della padella lo sciroppo che si sarà formato e che utilizzerete per lucidare i vostri babà.
Conservate in frigo prima dell'utilizzo.
 
 
Per le praline alle nocciole
 
50 grammi di nocciole
50 gr di zucchero
un cucchiaio d'acqua
 
 
Fate caramellare lo zucchero con il cucchiaio d'acqua, vedrete che il composto inizierà a cristallizzarsi ma poi inizierà a sciogliersi di nuovo, poi aggiungete le nocciole precedentemente tostate in forno e mescolate.  A questo punto togliere dal fuoco, versate su una placca da forno coperta da carta oleata e lasciate raffreddare. 
Schiacciate con un batticarne ottenendo una granella e conservate in frigo prima dell'utilizzo. Si conserva in frigo in un barattolo per circa 2 settimane.
 
 
Allungate lo sciroppo rilasciato dalle pere con un qualche cucchiaio di bagna e rimettete sul fuoco giusto il tempo di scioglierlo. Con questo sciroppo lucidate i babà, poi tagliateli a metà, farcite con la crema di ricotta e guarnite con le praline.
 
 

La seconda versione è una contaminazione.

Da quando vivo qui mi piace sperimentare la cucina inglese e farla mia, magari mescolandola alla cucina che mi è familiare, quella che continuo ad esercitare ogni giorno, magari anche solo utilizzando qualche ingrediente locale al posto di quelli italiani, difficili da trovare qui.

In questo caso ho proprio mescolato due istituzioni, il babà e l'Irish Coffee, il risultato è stato strabiliante.

 

Babà all'Irish Coffee

 

 

Ingredienti per 2 calici:

6 babà piccoli (vedi ricetta precedente) 

 

Per la crema all'Irish Coffee 

2 tazzine di caffè non zuccherato

2 cucchiaini di zucchero di canna

100 ml di panna fresca da montare

2 cucchiai di whisky irlandese

caffè istantaneo e gocce di cioccolato per guarnire.

 

Sul fondo di ciascuna coppa mettete un cucchiaino di zucchero, aggiungete il caffè fatto raffreddare, la panna precedentemente montata, lasciando un paio di cucchiai per guarnire e il whisky, mescolate fino ad ottenere un composto cremoso. Tenete in frigo.

 

 

Per la bagna

250 ml di acqua

80 g di zucchero

qualche cucchiaio di whisky

marmellata al whisky

 

Procedete come sopra per la preparazione della bagna e l'inzuppo dei babà, poi lucidate con la marmellata che avrete riscaldato per renderla liquida.

 

Per servire

Riprendete i calici dal frigo, disponete tre babà in ogni coppa poi guarnite con la panna, le gocce di cioccolato e il caffè istantaneo.

 

Babà stregato con mousseline al caramello salato e banana

 

 

Per la mousseline

250 ml di latte

80 g di zucchero

2 tuorli

35 g di amido

1 g di sale

100 g di burro salato

 

Fate fondere il caramello in un pentolino dal fondo spesso, versarvi sopra il latte bollente facendo molta attenzione a non bruciarvi perchè la differenza di tempertura provocherà delle bolle. Mescolate finchè il caramello non sarà completamente sciolto nel latte.

In una ciotola battete i tuorli con l'amido e il sale e poi versatevi sopra il composto di latte e caramello a filo mescolando continuamente per evitare l'effetto "scramble eggs".

Rimettete tutto nel pentolino e quindi sul fuoco e cuocete come una normale crema pasticciera.

A fine cottura aggiungete metà del burro e mescolate finchè non sarà completamente assorbito.

Mettete in una ciotola con pellicola a contatto e mettete la crema nel congelatore per abbatterla, circa una mezz'oretta.

Quando sarà ben fredda ma NON congelata, lavoratela un paio di minuti con le fruste e poi aggiungete il restante burro morbidissimo a cucchiaiate lavorando ancora con le fruste fino a completo assorbimento. tenete in frigo.

 

 

Per la bagna

700 ml di acqua

275 g di zucchero

mezzo limone

6 cucchiaio di Strega

 

Procedere come sopra per la preparazione della bagna e l'inzuppo dei babà.

 

Per guarnire

Gelatina di albicocche

una banana

il succo di mezzo limone

 

Tagliate la banana a fettine, spruzzatele con succo di limone per non farle annerire e ricopritele con la gelatina per lucidare.

Lucidate anche il babà.

Guarnite con la crema e le fettine di banana.

 

on queste ricette partecipo all'MTC di maggio

gli sfidanti

Strudel speziato alle mele e rabarbaro con gingered rhubarb curd

24. February 2014 14:18 | Stampa

N.B.

Questo post è stato scritto a puntate, 5 per la precisione. Quindi non so bene cosa ho scritto, so solo che ormai scrivere post è diventato uno sport per me. Immaginatemi mentre tengo il laptop in equilibrio su una gamba e batto tasti con il naso mentre con una mano allatto e con l'altra faccio puzzle di Minnie.

Vi è mai capitato di non avere un'idea precisa per una ricetta, poi di imbattervi in un ingrediente e all'improvvisi si accende la lampadina e tutto è chiaro nella vostra mente?

A me è successo con questo strudel. Sapevo che ci volevo mettere le mele però non volevo fare il classico strudel.

E' uno di quei casi in cui è l'ingrediente che trova me, mi succede spesso.

Così un giorno di pioggia ( ma va?) lo vedo, e decido precisamente cosa fare.

Parlo di succosissimo, bellissimo, rossissimo rabarbaro. 

In questo periodo è ancora una primizia, in genere le evito perchè non sono ancora il meglio, ma raramente l'ho visto così bello e non ho resistito.

Ne ho preso un chilo e l'ho usato sia per il ripieno che per l'accompagnamento e ho scoperto che il curd al rabarbaro è buono da morire!

 

Ingredienti:

Per la sfoglia:

150 g di farina 00

100 ml di acqua

1 cucchiaio di olio

1 pizzico di sale

 

Per il ripieno:

300 g di rabarbaro

400 g di mele royal gala

80 g di zucchero muscovado

30 g di mandorle

la buccia grattugiata di un'arancia

1/2 cucchiaino di zenzero grattugiato

1/2 cucchiaino di chiodi di garofano

1/2 cucchiaino di cannella

3 cucchiai di Porto

50 g di pane grattugiato

30 g di cranberries disidratati

30 g di burro + 20 gr per spennellare

un cucchiaio di mandorle in lamelle

Preparazione:

Per la sfoglia seguite il procedimento del post di Mary.

Per il ripieno. Fate rinvenire i cranberries con il Porto per una mezz'oretta. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un pentolino e fateci rosolare il pane grattugiato finchè sarà dorato. Togliete dal fuoco e aggiungete lo zest di un'arancia e le spezie.

Sbucciate e tagliate a dadini le mele circa un cm per lato. Allo stesso modo tagliate il rabarbaro eliminando le parti più dure e le foglie. Tritate grossolanamente con un coltello le mandorle ed unite tutti gli ingredienti, il pangrattato, i cranberries con il Porto e mescolate.

Versate il ripieno sulla sfoglia che avrete steso come descritto da Mary, fate un paio di giri aiutandovi con la tovaglia, poi ripiegate i bordi laterali e continuate ad arrotolare fino alla fine.

Spennellate con burro fuso, cospargete con le mandorle a lamelle e ancora un pò di burro fuso. 

Infornate a 180° per 45 minuti circa.

Intanto prepariamo il curd.

Ingredienti per il curd:

600 g di rabarbaro

2 cm di radice di zenzero grattugiata

200 g di zucchero

100 g di burro

3 uova grandi

Preparazione:

Questa dose è per circa 700 g di curd.

Lavare e tagliare il rabarbaro a dadini, frullarlo e filtrare la polpa per ottenere un succo. Dovreste ottenere circa 250 ml di succo. Aggiungervi lo zucchero, le uova leggermente sbattute e il burro tagliato a pezzettini. 

Cuocere a bagnomaria sempre mescolando finchè il composto non velerà il cucchiaio. Riporre nei barattoli a conservare in frigorifero. Si conserva circa una settimana, se ci arriva....

Una volta cotto e raffreddato lo strudel, spolverate con zucchero a velo, tagliatelo a fette e servitelo con il curd.

 

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di febbraio

gli sfidanti

Millefoglie di fillo alle fragole

1. July 2013 14:58 | Stampa

Domani finalmente si parte per le vacanze. Si torna in Italia dopo 6 mesi qui in UK.

L'inverno è stato lungo, ma la primavera è stata generosa.

Inizio davvero ad innamorarmi di questo posto, per quello che offre, per come lo fa, così generoso, come non mi aspettavo. Ma mi manca casa mia, mi manca la mia famiglia e non vedo l'ora di passare alcuni giorni con loro.

Per cui il blog chiude fino a fine luglio, ma non preoccupatevi, non vi lascio a bocca asciutta.

Vi saluto con un dolcino che a noi è piaciuto tantissimo, molto semplice e fresco, adattissimo alla stagione.

La ricetta originale prevedeva le arance, ma io ho preferito le fragole che in questo periodo sono buonissime, almeno qui. Ma potete usare tutta la frutta che volete.

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