Barely Legal Dessert

22. gennaio 2018 12:36 | Stampa

 

Scrivendo questo post mi sono resa conto che non scrivo su questo blog dal 16 ottobre!!!

E devo confessare che anche in questo momento mi sento vittima della sindrome della pagina bianca.

So che devo scriverlo ma nella mia testa c'é il vuoto.

E' un periodo abbastanza lungo che va cosí per cui ormai non credo che passerá.

Per un pó mi era anche passata la voglia di cucinare. Per fortuna quella mi é tornata e pure alla grande. Ma adesso sono piú nella fase della cucina reale, quella da condividere con le persone che mi stanno attorno e non quelle dietro uno schermo. Senza la pressione di mettere il cibo in un piatto pensando alla foto che sto per scattare.

E devo dire che questo mi dá una libertá incredibile di cui, in questo momento, ho tanto bisogno.

Ma, ormai lo sapete, il richiamo dell'MTC é piú forte della mia indolenza e questo mese il tema é fichissimo.

 

Sapete, dopo 5 anni che vivo all'estero, la mancanza del cibo e dei sapori del mio Paese va scemando. Cerco di cogliere il buono che ogni luogo ha da offrirmi e non torno piú in Italia con la foga di mangiare pizza, mozzarelle, frutti di mare e tutto quanto ero abituata ad avere a disposizione.

Sento ancora la mancanza dei luoghi, dei profumi, delle persone, quelle sempre, ma il cibo no.

Eppure c'é una cosa che ogni volta che torno in Italia ho bisogno di fare, ed é l'aperitivo. Qui non esiste! Ma perché?

Qui si inizia a bere e non si finisce piú. E soprattutto non si mangia nulla! Niente noccioline, patatine, rosticceria riscaldata, nulla! 

Non so come facciano gli inglesi a scolare litri e litri di birra senza ingoiare nulla di solido. Per poi passare al super alcolico. Roba per altri stomaci. Non il mio.

Il mio é tipo da Negroni al bar che affaccia sul mare, mangiando pizzette.

 

Sono sicura che in questo io e Giulia, la vincitrice di non mi ricordo piú quale mese, comunque la gara precedente, siamo simili. O meglio lo so!

Sua é stata l'idea della sfida alcolica. Inventare un piatto facendoci ispirare da un cocktail, cercando di non stravolgerlo troppo, manenendo comunque bene chiare le proporzioni in modo che resti bene identificato.

La mia prima idea era una roba semplice. Il cocktail al quale avevo pensato era un Daiquiri e da lí avrei elaborato un brandy snap, che é un biscottino inglese, tipo un cannolo ma di caramello. In genere si riempie di panna o si serve con il gelato.

Ma poi ho trovato questo cocktailQui altre notizie sul cocktail.

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Gelato al popcorn con popcorn caramellato e pepe nero

23. giugno 2017 23:36 | Stampa

Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra il gelato.

Un classico Italiano, da sempre simbolo del nostro paese in tutto il mondo e una golositá che accompagna le nostre estati ma non solo.

Io ho da poco provato questa ricetta tratta dal libro Nopi, di Yotam Ottolenghi e Ramael Scully, ed é stato tamlmente apprezzato che non posso fare a meno di condividerlo qui.

Gelato al popcorn con popcorn caramellato e pepe nero

Per 4 persone (fameliche):

60 g di burro

150 g di semi per popcorn (180g una volta cotto)

500 g di panna

700 ml di latte intero

2 baccelli di vaniglia, tagliati in due per il lungo, semi a parte

4 tuorli d'uovo

160 g di zucchero semolato

1 1/2 cucchiaio di sciroppo di glucosio

1/2 cucchiaino di pepe nero appena macinato

sale marino grosso


In una pentola munita di coperchio, fate scaldare il burro finché non inizia a fare la schiuma, quindi aggiungete i semi di popcorn mescolando in modo che siano uniformemente ricoperti di burro.

Coprite con il coperchio e cuocete scuotendo la pentola spesso finché i semi non iniziano a scoppiare. Non appena lo scoppiettio e finito togliete dal fuoco e lasciate 40 g di popcorn da parte per la decorazione e trasferite il resto in un contenitore capiente.

 

Scaldate il latte, la panna e la vaniglia nella stessa pentola dove avete cotto il popcorn. Cuocete a fuoco basso finché non inizia a bollire.

Versate nel contenitore con il popcorn, mescolate bene, coprite con la pellicola e lasciate raffreddare.

Mettete in frigo per una notte.

 

Il giorno dopo, riportate il composto a temperatura ambientee filtratelo con un colino, strizzando bene il popcorn (io ho usto uno schiacciapatate).

 

Sbattete i tuorli con 100 g di zucchero finché non diventano spumosi, unite il composto di panna e latte continuando a sbattere. Trasferite il tutto in una pentola e cuocete a fuoco basso, sempre mescolando, finché non si addensa e diventa una crema. Ci vorranno circa una decina di minuti.

Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. QUindi mettete tutto in gelatiera per una mezz'ora o finche non assume la consistenza di un semifreddo.

Conservate in congelatore ma ricordate di tirarlo fuori 5 minuti prima dell'utilizzo.

 

Per il popcorn caramellato.

Mettete il rimanente zucchero e lo sciroppo di glucosio in una pentola antiaderente e cuocete a fuoco medio, scuotendo la pentola ma senza mescolare finché non inizia a caramellare e diventa di un colore dorato. Abbassate il fuoco ed aggiungete i popcorn, il pepe e mezzo cucchiaino di sale. Mescolate una volta poi inumidite i bordi della pentola con un pennello e continuate cuocere per un minuto mescolando continuamente.

Quando il popcorn sará completamente caramellato, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare su una teglia ricoperta di carta da forno.

 

Servite il gelato con il popcorn caramellato.

Il tiramisú dei Caraibi

22. novembre 2016 22:57 | Stampa

 

 

- Perché il rum finisce sempre?

Perché finisce nel tiramisu!

 

-Dove punta la bussola di Jack Sparrow?

- Punta verso la cosa che piú desideri al mondo.

 

- E dove punta la mia bussola?

Come da 48 edizioni dell'MTC, a vincerlo. Ma come Jack Sparrow non ci arrivo mai ma per lo meno insisto.

 

Dunque, ricapitoliamo.

Con il tiramisu, ho quasi finito di spuntare la lista di tutte le ricette che ancora mi chiedevo coma mai non fossero finite nel calderone dell'MTC.

E a mettercelo é stata la mente deviata geniale di Susy del blog Coscina di pollo con un tris di tapas stellari, oserei dire.

Ed io gia lo sapevo che il suo non sarebbe stato un MTC come tanti... e infatti.

La ricetta sarebbe anche un classico, il tiramisu, ma l'idea é di ispirarci ad un'icona sexy del cinema, di cui Susy é una vera appassionata.

E quindi la mia mente subito é volata verso colui che risveglia il mio ormone piú di chiunque altro del cinema, vuoi perché é un personaggio eclettico, a volte irriconoscibile nei suoi travestimenti, vuoi perché ha interpretato ruoli da bel tenebroso che sono quelli che a noi donne piacciono di piú, vuoi perché é bono, io ho pensato subito a Johnny Depp.

Di tutte le sue interpretazioni quella che ho sempre adorato é quella di Jack Sparrow.

So che non sará originale, ho provato a pensare a qualche altra cosa, ma ormai il mio tiramisu prendeva forma dall'ispirazione data dalla saga de I pirati dei Caraibi. E quindi ve lo beccate.

Prima peró di presentarvi la ricetta vorrei fare dei ringraziamenti.

Il primo va ad amazon perche ho trovato una bussola che é una riproduzione quasi identica a quella di Jack Sparrow ed é stata consegnata in tempi record e senza Prime.

Il secondo, doveroso, va a mio marito, che non solo ancora non ha chiesto il divorzio, nemmeno quando gli ho illustrato il mio piano di riprodurre la Jolly Roger in cioccolato, ma che addirittura mi ha assecondata per 40 secondi circa nella mia idea di infilare il tiramisú in una sorta di riproduzione della Perla Nera, sempre in cioccolato.

Quando abbiamo iniziato a progettare i cannoni, abbiamo abbandonato l'idea.

E comunque la Jolly Roger in cioccolato l'ho fatta, é brutta ma l'ho fatta, e con questo credo di aver fatto tutto per l'MTC.

 

Tiramisú dei Caraibi

 

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Chi lo vuole cotto e chi lo vuole crudo: Cheesecake dolce

12. maggio 2016 09:00 | Stampa

Quanto é difficile!

Voi avete idea di quanto sia difficile preparare un dolce e non mangiarlo?

Odio le diete!

Per quanto mi piace cucinare, meritavo un metabolismo veloce. E invece no!

Quindi di tanto in tanto mi tocca una dieta, soprattutto se si hanno in programma 2 settimane al mare quest'estate

Ma quando l'MTC chiama io rispondo. E se sono Fabio ed Annalú a decidere il tema del mese, come posso io fare spallucce e dire "No grazie, passo, sono a dieta"?

Quindi invito a cena le mie "cavie" preferite, quelle che non si tirano mai indietro, e faccio decidere a loro.

Qualche cheesecake é finito nel congelatore cosí, appena possibile, ce le scofaniamo anche noi.

Peró io mi sono studiata una vendetta.

Ho pensato ad una versione talmente golosa, sfruttando le debolezze di "qualcuno", da indurre i miei due cari amici a cucinarlo entro il prossimo fine settimana, tanto piú che é di velocissima preparazione.

Vediamo un pó se riesco nel mio intento e se loro sapranno resistere.

Dunque, dicevamo, cheesecake.

Mi sparo subito le prime due cartucce dolci, cosí mi tolgo il pensiero.

Devo confessare che per me il cheesecake é "baked", alla anglosassone, cioé cotto in forno. Lo preferisco di gran lunga a quello crudo, anche se piú scenografico.

Ma, avendo la possibilitá di variare, ho pensato di provarli entrambi.

Inizio subito da quello "baked", che é anche la mia vendetta. Ahahahahaha (risata malefica).

So per certo, in quanto da lui confessato piú volte, che Fabio ha una vera passione per gli Oreo.

Quindi, sicuramente, gli Oreo sarebbero finiti nella base del mio cheesecake.

Il mio problema é che di Oreo cheesecake se ne cade il mondo.

Dovevo trovare un'idea un pochino originale e da acquolina in bocca. Quindi mi e venuta in mente una versione  "limited edition" di Oreo che qui in Uk é stata in commercio per un pó e che davvero mi e piaci

uta tantissimo, con una crema al burro di arachidi.

Per completare ho pensato alla cosa che per me é la piú guduriosa al mondo, quella che messa su qualsiasi dolce mi fa svenire al solo pensiero, il carmello salato.

Ho trovato una ricetta di Nigella Lawson di una salsa velocissima al caramello salato che é divina. Ho dovuto assaggiarla per controllare che fosse buona di sale, e ho pianto perché mi sarei messa volentieri con il cucchiaino e tutto il barattolo mi sarei finita.

 

 

Mini Oreo cheesecake al peanuts butter e salsa al caramello salato

 

 

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Torta stregata con lamponi e crema chantilly

15. aprile 2015 15:08 | Stampa

Quando é stato annunciato il vincitore della sfida numero 47 dell'MTC sapevo che questo mese ci saremmo cimentati tutti nella preparzione di un dessert.

Ogni volta che Caris pubblica un dolce sul suo blog resto senza fiato, per la perfezione, la tecnica, la bellezza di quello che vedo.

Inoltre i suoi post sono sempre dettgliatissimi e corredati da bellissime foto quindi, se il pan di spagna é ancora un ostacolo troppo grande da superare, se l'idea dell'afflosciamento post cottura vi terrorizza e se volete provare la ricetta di Maestri come Massari e Di Carlo, vi invito a leggere il post-trattato di pasticceria che quella santa donna é riuscita a scrivere.

Per quanto riguarda questo post, ecco il mio primo suggerimento per utilizzare questa base.

Anche se ultimamente le basi del baking americano sono entrate di prepotenza nella nostra "idea" di torta, per me, la torta per antonomasia é quella fatta con pan di spagna, crema e frutta, un classico di ogni compleanno della mia infanzia.

La mia prima idea prende ispirazione dalla torta piú buona che io abbia mai mangiato, molto semplice, quasi banale, ma con un sapore difficile de dimenticare. Non a caso la preferita di mio marito. Sto parlando della Scazzetta del vescovo.

Anni fa preparai la versione di Sal De Riso e da allora mio marito mi prega di rifargliela. Quest'anno, finalmente, siamo andati a Minori nella sua pasticceria e abbiamo assaggiato l'originale ed allora mio marito mi ha fatto il piú bel complimento di sempre. Mi ha detto "é buona, ma la tua era meglio".

Purtroppo qui non trovo le fragoline di bosco (quindi ho usato i lamponi), ma non dimentico mai di portare una bottiglia di Strega in valigia quando rientro dall'Italia. 

La famiglia Alberti non poteva scegliere un nome piu "azzeccato" per questo liquore, perché qualsiasi cosa tocchi diventa oggetto di un incantesimo.

Caris ci ha dato ben 4 ricette diverse di Pan di Spagna ma per questa ricetta ho scelto quello alle mandorle di Di Carlo usando un quarto della dose per ottenere 5 monoporzioni . Inoltre ho deciso di montarlo ho scelto due alternative. La prima é una torta moderna e ho lasciato gli strati ben visibili, per la seconda ho usato uno stampo a semisfera.

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