London particular, il fumo di Londra

12. gennaio 2016 17:01 | Stampa

English version below

 

Questo é il primo post del 2016 e si ricomincia dall'MTC.

Dopo un mese di pausa, come di consueto per le festivitá natalizie, riprendiamo con la sfida piú elettrizzante del web e lo rifacciamo alla grande grazie a Vittoria, vincitrice della sfida no 52.

Ripartiamo da un cibo confortante, sicuro, tradizionale, che affonda le radici nel territorio, nella famiglia. 

Ripartiamo dalle zuppe e dal minestrone. Finalmente! Erano anni che li chiamavamo a gran voce e finalmente siamo stati esauditi.

Io inizio con una proposta lontana da casa mia, ma neanche poi tanto.

Visto che questa splendida ricetta affonda le sue radici in un territorio che non mi appartiene ma mi ha adottato. O io ho adottato lui, difficile a dirsi.

London particular, fa riferimento ad una nebbia fitta, densa, dal colore giallo-verde, che ricorda una zuppa di piselli. Un altro modo di definirla é infatti "pea soup fog" o "pea souper".

Oggi Londra é una delle metropoli meno inquinate al mondo.

Tanto si é fatto, e continua ad essere fatto, per ridurre l'inquinamento, ma non é stato sempre cosí. 

Soprattutto all'epoca della rivoluzione industriale.

Considerate ció che potevano produrre milioni di camini  (le case avevano un camino in ogni camera), dove, spesso, veninavo bruciati materiali di scarsa qualitá e l'urbanizzazione sempre piú incalzante, uniti alla nebbia che caratterizza l'area del Tamigi.

 

Immagine da http://dailymail.co.uk

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Crab burger con remoulade al coriandolo e beer battered onion rings

15. giugno 2015 15:20 | Stampa

Abbiamo comprato casa. Un'altra volta!

Si, lo so che si dovrebbe imparare dagli errori passati ma abbiamo pensato che magari cambiando paese la cosa sarebbe andata meglio.

Il problema é che gli inglesi sono precisi. O meglio pignoli. E siamo andati un pó lunghi arrivando quasi alla data di partenza per il rientro in Italia.

Quindi avremo 15 giorni per tinteggiare, cambiare i pavimenti, far consegnare letti ed elettrodomestici, pulire, traslocare e naturalmente preparare le valigie per le vacanze.

La cosa positiva é che per comprare casa qui non c'é bisogno del notaio. Tutto il passaggio di carte avviene via posta e per l'atto non devi andare in nessun ufficio ma restare comodamente a casa tua.

Loro ti mandano l'atto, tu lo firmi, poi fanno i controlli ed alla fine ci mettono la data.

Il problema sono i controlli. Perché qui, se c'é qualcosa che  non va, gli avvocati che si sono occupati della pratica, sono direttamente responsabili.

Per cui, nei mesi precedenti, ci siamo ritrovati a leggere rapporti sulle miniere di carbone dell'800 (non sto scherzando), pagine e pagine di esercizi commerciali potenzialmente pericolosi nel raggio di un chilometro, come il fotografo, la lavanderia a secco o addirittura il parrucchiere (di nuovo, non sto scherzando).

Abbiamo aspettato piú di un mese la certificazione delle finestre che chiunque puó richiedere on line inserendo semplicemente l'indirizzo.

Da un lato é confortante perché siamo tranquilli che, almeno grandi problemi non ce ne saranno, peró é anche avvilente perché, vi assicuro che una cosa é parlare di "flemma inglese" ed un'altra e averci a che fare. Soprattutto quando sei abituato a fare le cose "all'italiana".

Tutto questo per dire che ho sempre meno tempo ma per l'MTC lo trovo sempre, soprattutto quando a vincere é Arianna, una di quelle che ad ogni edizione mi fa sbavare davanti al pc.

Devo dire che io non sono una grande amante dei burgers. Cerco di limitare il consumo di carne e se devo mangiarla preferisco una bistecca.

Peró l'idea di creare un insieme armonioso con bun, salsa, ripieno e contorno mi ha stimolato tantissimo e ho tentato di fare qualcosa di un pó piú particolare.

Da qui nascono i miei buns fuxia, i miei burgers al granchio.

Il sapore é molto intenso e si sposa bene con la dolcezza della barbabietola dei buns, che ho deciso di arrostire anzicché bollire per esaltarne ancora di piú il sapore.

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Canederli alle scorze di parmigiano in brodo di agnello

21. gennaio 2015 16:49 | Stampa

Buon anno!!!

Si lo so che siamo a fine gennaio, ma ecco, questo é comunque il primo post dell'anno e quindi....

Il mio anno inizia con l'MTC. Anche se la mia vita ormai sta prendendo le distanze da questo blog, distanze che si allargano sempre di piú, l'MTC é l'appuntamento a cui non riesco proprio a rinunciare.

Soprattutto questo mese non potevo perdermi l'occasione di provare una ricetta mai fatta né tanto meno assaggiata.

Ho sempre sentito parlare dei canederli ma la cucina del "Norde" mi é sconosciuta visto che la mia cucina ormai é "british-terrona" (tanto anche qui vivo al Sud, per cui sempre terrona sono).

Cosí, grazie a Monica, la vincitrice di questo mese, ho avuto quest'occasione ed eccomi qui.

Una ricetta di recupero, una ricetta povera, di casa, amo le ricette cosí.

Della ricetta di Monica ho cambiato poco, li ho lasciati al formaggio prediligendo formaggi locali.

Pensando all'idea di recuperare il pane raffermo ho pensato subito ad un'altra cosa che a casa che a casa mia non si butta MAI, le scorze di parmigiano.

Di solito le metto nelle zuppe, nel minestrone, nella pasta e patate, preparazioni a fuoco lento, che hanno il tempo per ammorbidirle ma stavolta questo tempo non c'era per cui ho pensato di tenerle in ammollo per un pó nel latte che poi avrei usato per i canederli in modo che anche quello si insaporisse.

Il pane l'ho fatto in casa perché volevo che si armonizzasse anche quello con il resto della ricetta per cui ho scelto di aromattizzarlo al miele e rosmarino, un'accoppiata sempre vincente con i formaggi.

Per il brodo ho scelto un sapore deciso ma non troppo pesante, dal gusto inusuale, ma non per me. Faccio spesso il brodo di agnello, lo uso al posto di quello di pollo che proprio non mi piace, ed ho utilizzato un piccolo stinco.

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La lasagna dei miei ricordi.

17. ottobre 2014 12:43 | Stampa

La prima cosa che mi é venuta in mente quando ho visto la ricetta di questo mese per l'MTC é stata la lasagna di mia nonna.

Ho letto il post di Sabrina, l'ho immaginata sulla sua bici mentre si dirige verso casa della mamma per poi cucinare con lei una ricetta a cui é legata da mille ricordi.

Se avessi potuto prendere un aereo in quel momento, bussare alla porta di mia nonna e passare un pó di tempo con lei a cucinare e a ricordare le giornate passate in famiglia davanti a quella lasagna l'avrei fatto.

A quasi 93 anni, lei non si sarebbe tirata indietro e avrebbe cucinato con me anche tutto il giorno parlando del suo ragú, del nonno e delle sue polpettine.

Invece quello che ho fatto é stato prendere il telefono e fare questa interrurbana internazionale di un un'ora circa e, anche se non abbiamo cucinato insieme, abbiamo ricordato.

Se penso alla lasagna penso a mio nonno.

Non era un uomo facile, era sempre arrabbiato perché nella vita ha dovuto lottare e tanto.

Nato in una famiglia benestante, tornato dalla guerra e da 5 anni di prigionia in Sud Africa non ha trovato piú nulla se non la sua fidanzata ad aspettarlo.

Con la sua grande forza di volontá é riuscito a crescere 4 figli facendo il barista e una l'ha mandata anche all'universitá.

Era un uomo passionale, innamorato, quasi ossessionato da mia nonna, tanto che una notte le diede un morso mentre dormiva perché aveva sognato che lo tradiva.

Ma era l'unico uomo a Napoli a non aver mai detto la frase " 'o rraú che faceva mammá era 'nata cos'". Perché il ragú che faceva la nonna era per lui il migliore del mondo.

Se penso alla lasagna rivedo mio nonno seduto davanti al davanzale mentre grattuggia il formaggio.

Non appena mi vedeva entrare dalla porta si alzava e mi andava a tagliare un pezzo di pecorino romano che stava grattugiando perché sapeva che ne andavo matta.

Poi gli chiedevo quante polpettine aveva fatto, perché a casa nostra la lasagna si fa con le polpettine, e il numero superava sempre il centinaio.

Sí, le contava, ogni volta!

E noi cugini giocavamo a rubarcele dal piatto. La piu veloce e scaltra era sempre mia cugina Tiziana, infatti nessuno voleva star seduto vicino a lei. In realtá lo fa ancora, dice che é piú forte di lei.

Ricordo che la lasagna significava festa, significava tutta la famiglia riunita, significava amore!

E siccome amore, cucina e famiglia per me significano anche condivisione, voglio condivedere con voi la ricetta del ragú di mia nonna Concetta, o presunta tale ( conoscete le nonne.....mettici un pó di questo, e poi un pó di quell'altro) e della lasagna che mangiavo con la mia famiglia, rigorosamente con le polpettine di mio nonno Mario.

Lasagna con ragú napoletano, polpettine e besciamella alla cannella

 

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Lasagne di mare.....del Nord!

13. ottobre 2014 11:33 | Stampa

Ebbene sí!

Ho finalmente fatto pace con il mercato ittico inglese. Ci sono voluti quasi due anni ma, alla fine, io e lui ci capiamo, ci confrontiamo, ci sopportiamo.

Ho capito dove e quando comprare cosa. E mi sono rassegnata al fatto che il mare del Nord non é il Mediterraneo.

Ho scoperto che in Scozia ed in Cornovaglia ci sono delle cozze buonissime.

Ho scoperto che in alcuni periodi dell'anno i calamari qui sono anche piú buoni dei nostri.

Ho anche trovato dove comprare dei gamberi con le teste! Ed é questa la cosa che mi commuove di piú.

Quando ho letto il post di Sabrina mi sono venute in mente subito 2 versioni.

Per la prima devo aspettare la mia mamma che arriva questo fine settimana con ingredienti immancabili, e la seconda eccola qui.

Devo dire che di versioni sperimentali me ne sono venute in mente pure una decina, ma per questa volta ho deciso di rimanere sul classico.

Vi dico solo che ne avevo fatto 4 porzioni pensando di congelarne la metá ma ne é avanzata cosí poca che mio marito ed io ci abbiamo fatto l'aperitivo a cena.

Lasagne allo zafferano con ragú di mare del Nord

 

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