Insalata di orzo con frittata alle erbe

26. giugno 2012 15:27 | Stampa

Ma non dovevano abbassarsi le temperature?

Insomma, questo caldo torrido doveva finire nel fine settimana o no? 

Vabbè, non voglio lamentarmi....non voglio essere una di quelle persone che aspettano l'estate per tutto l'inverno e poi, quando finalmente arriva, non fanno altro che reclamare l'inverno perchè fa caldo.

Io amo l'estate, amo le giornate all'aria aperta, le giornate che si allungano, il sole che ti scalda la pelle, il mare, le vacanze e tutto ciò che l'estate porta con sè....tra le altre cose c'è il caldo e ce lo teniamo per goderci l'estate.

Il cibo ci aiuta a fronteggiare il caldo e la cosa migliore è mangiare cose leggere e fresche. Insomma, se fuori ci sono 40 gradi, magari non è indicata una bella lasagna piena di grassi che richiede, tra l'altro, l'utilizzo del forno.

Questo, invece, è il piatto che ci aspettava sabato di ritorno dal mare, fresco, leggero e completo.

 


 

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Shepherd's pie

23. aprile 2012 15:33 | Stampa

Si, lo so che non è una ricetta propriamente primaverile, ma sta lì da tanto tempo, in attesa di essere pubblicata e non mi andava di aspettare l'inverno prossimo per farlo.

Oltretutto, questa è una fantastica ricetta tradizionale inglese e, secondo me, va bene per tutte le stagioni.

Si distingue dalla Cottage Pie per il tipo di carne. La Shepherd's Pie prevede l'utilizzo della carne di agnello, mentre nella cottage si utilizza quella di manzo.

Io ho voluto provare la ricetta tradizionale ma è una sorta di fusion tra la ricetta di Lisa, una cugna inglese di mio marito e la ricetta della BBC, con qualche mia iniziativa.

Inoltre devo ringraziare pubblicamente il mio macellaio, che non solo mi sopporta ma mi asseconda pure, finchè non si è lasciato andare allo sfogo e quando ho acquistato la carne per questa ricetta mi ha detto "ma a casa vost' na cosa normale nun 'a facite mai?" (mi ha chiesto se per caso ogni tanto cucinassi anche qualcosa di normale). Bè, c'è da capirlo, per farmi avere un taglio di carne che volevo per una ricetta brasiliana è andato a fare una ricerca  su internet....

 

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La cucina aristocratica napoletana del '700

22. febbraio 2012 11:32 | Stampa

Io adoro la storia della mia città, non solo perchè è la mia città, ma perchè svela il perchè siamo come siamo e dove ci siamo persi, purtroppo!

La storia di Napoli è una storia di dominazioni straniere e di un popolo che, nonostante tutto, non ha mai perso la propria identità, trasformando queste "influenze" in qualcosa di proprio, caratteristico, anche e soprattutto per quanto riguarda la cucina!

Il periodo più affascinante, per me, è sicuramente il periodo della dominazione Borbonica. Anche se è un periodo caratterizzato da luci ed ombre, dovute alle varie successioni al trono. Il primo re, Carlo III fu un re molto amato; abbellì la città con molte opere, il Teatro San Carlo e la Reggia di Caserta, solo per citarne alcune, e rese Napoli uno dei centri culturali più importanti d'Europa. Ma purtroppo lasciò il trono al figlio Ferdinando IV e da qui iniziarono le ombre. Fu  cacciato per ben 2 volte e per 2 volte riuscì a ritornare cambiando il suo nome in Ferdinando I e instaurando un rapporto di reciproco odio con i napoletani, tanto che il popolo inventò una filastrocca contro il sovrano che recita:

“Fosti quarto e insieme terzo,

Ferdinando or sei primiero

E se séguita lo scherzo

Finirai per esser zero”.

Anche per l'aspetto culinario, questo è stato un periodo molto intenso, ed è proprio in questo periodo che la cucina napoletana è maggiormente influenzata dalla cucina francese, grazie all'arrivo dei monzù (monsieurs) e dei vari gattò (gateau), ragù (ragout) e altri termini francesi napoletanizzati.

E' anche il periodo di Vincenzo Corrado, che scrisse il Cuoco Galante ( tra qualche giorno nella mia libreria e presto su questo blog), dove è molto forte l'influenza della cucina francese.

Insomma, quando ho visto questa ricetta sul blog di Loredana, non poteva che essere questa la ricetta con cui avrei partecipato a The Recipe-tionist di febbraio.

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Filetti di orata al tartufo su vellutata di porri

24. gennaio 2012 10:13 | Stampa

Dopo la ricetta di ieri, è il caso di ritornare nei ranghi....ma mangiare leggero non vuol dire mangiare male.

A volte basta la presentazione a rendere un piatto più invitante anche se semplice e leggero, oppure l'aggiunta di un aroma particolare che trasforma un banale filetto di orata in un grande piatto.

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Pollo allo zenzero e arance

12. gennaio 2012 12:43 | Stampa

Da quando ho il mio fantastico WOK nuovo ho rispolverato un libricino regalatomi qualche anno fa dalla mia amichetta Vale.

Non capisco perchè finora è stato ignorato, visto che è da una settimana che riproduco una ricetta a sera....sarà per il mio fantastico WOK.

Il wok è un utensile molto utilizzato nella cucina orientale, soprattutto per la frittura, che però è intesa in maniera diversa che da noi.

Infatti noi intendiamo per frittura un metodo di cottura che prevede l'immersione del cibo nell'olio, mentre la frittura all'orientale vuol dire uno o più ingredienti tagliati a fette sottili ed uguali e cotti in 1 o 2 cucchiai d'olio. Questo tipo di frittura in una pentola diversa dal wok non sarebbe possibile o, comunque, non darebbe gli stessi risultati e questo grazie alla sua particolare forma.

La fonte è appunto il libro di cui vi parlavo - Tuttoricette Wok, Ed. Gribaudo

Per cui, se non ce l'avete già, vi consiglio di acquistare un wok, meglio se di ghisa.

Detto questo, passiamo alla ricetta.

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