La farina di castagne, dal primo al dolce

17. novembre 2013 19:59 | Stampa

Temevo di non poter partecipare questo mese.

Con un bimbo di meno di un mese ed un'altra piccolina a cui badare e con mia madre che è rientrata in Italia da più di una settimana, pensavo sinceramente di dover saltare la sfida di novembre dell'MTC.

Ma io sono l'icona dell'MTC, non posso saltare, nemmeno con un tema così complesso, bello e ampio come questo mese.

Non una ricetta ma un ingrediente, le castagne! 

I nostri neuroni impazziti hanno iniziato a girare vorticosamente e la povera Serena ancora non sa in cosa si è cacciata, ma inizia ad averne un'idea secondo me.

Prendete me, per esempio, non dovevo partecipare ed oggi mi sparo 2 ricette :-) e ho altre cartucce ancora da sparare.

Entrambe con la farina di castagne e per entrambe ho preso spunto dalle mie tradizioni campane.

Iniziamo da primo.

Scialatielli di castagne con finta genovese di cipolle rosse e sidro

 

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Linguine agli asparagi di mare

8. novembre 2013 10:37 | Stampa

Lo so, è fuori stagione.

Ma era lì nel mio archivio da mesi e non volevo aspettare un altro anno per pubblicarla.

Più volte mi sono lamentata del mercato ittico inglese. E' ovvio, il mare del nord non è il nostro Mediterraneo e, anche se il salmone qui è buonissimo, francamente non ne posso più.

Quest'estate la grande sorpresa è stata trovare gli asparagi di mare che, invece, faticavo a trovare in Italia. Qui invece li trovo facilmente, o meglio, li trovavo in estate.

Così finalmente ho potuto mangiare qualcosa che sapesse di mare e che non fosse rosa.

E' una ricetta super veloce e super facile che adesso mangerei molto volentieri.

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Sono tornata....con le raviole del plin in vacanza nel Somerset

16. settembre 2013 17:51 | Stampa

Ok!

Sono tornata è una parola grossa.

Manca poco più di un mese all'arrivo del piccolo di casa e la mia testa viaggia su altri binari. 

Tutto ciò che è legato al blog passa necessariamente in secondo piano. E, vi confesserò, che negli ultimi tempi per me scrivere su questo blog era diventato quasi un dovere, mentre era sempre stato un divertimento, una valvola di sfogo.

Ho sentito l'esigenza quindi di staccarmene un pò e credo che continuerò a farlo almeno per un altro pò.

Mi farò viva ogni tanto, ho tante ricette che aspettano di essere pubblicate, ma non spesso come prima.

Spero che troverò ancora qualcuno a leggerle.

Ma siamo a settembre ed è ricominciato il consueto MTC con le sue sfide, le sue prime volte, le cose nuove da imparare, ed io non mi tiro indietro finchè posso.

Così la bravissima Elisa, ci propone una ricetta della sua terra, legata alle sue origini, ai suoi ricordi, i ravioli (o raviole come si usa chiamarle nelle Langhe) del plin, che vuol dire pizzicotto in piemontese per la loro forma caratteristica.

Amo le ricette così e non mi piace stravolgerle troppo, anche se devo sempre metterci del mio.

Così ho cercato di fare una versione che sia sì legata al territorio ma a quello dove sono state fatte e cioè qui, nel sud ovest inglese, una terra contadina e con prodotti notevoli. 

Per cui mi sono recata al solito Farmers Market, dove espongono la loro merce i produttori che lavorano entro le 40 miglia da Bath e ho scelto tutti gli ingredienti con cura dopo aver trovato dal mio amico cacciatore quello che sarebbe stato il mio arrosto.

Le uova di quello che espone sul proprio stand una cornice digitale con le foto delle proprie galline, la farina acquistata da quelli che vendono la pasta a mano anche se non sono italiani, la rainbow chard (è una specie di bieta) di cui mi sono perdutamente innamorata da quando l'ho assaggiata, i dolcissimi lamponi del Cheddar, il Cheddar extra maturo al posto del parmigiano e il pezzo forte.

 

Raviole del plin all'arrosto di punta d'anca di cervo con salsa ai lamponi

 

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Una taieddhra per gioco e una taieddhra per amore

20. maggio 2013 08:59 | Stampa

Solo una breve introduzione alle due ricette che seguono perchè sono già state spese troppe (inutili) parole sull'argomento.

Le ricette della NOSTRA tradizione italiana meritano rispetto, verissimo. Ma è altrettanto vero che anche le PERSONE meritano rispetto.

Merita rispetto Cristian che, nel pieno spirito che dovrebbe animare ciascun blogger o food blogger, ha deciso di condividere una ricetta a lui cara perchè è una ricetta di famiglia e poco importa se non è condivisa da tutti, è la sua e non si discute.

Meritano rispetto le persone che hanno  deciso di organizzare un gioco che ha alla base, ancora, la condivisione e che non puntano la pistola in testa a nessuno per aumentare il numero dei partecipanti. Numero, per altro, che aumenta sempre di più.

Meritano rispetto le persone che hanno deciso di partecipare e che lo fanno con spontaneità,  fantasia e voglia di mettersi in gioco su nuove tecniche, ricette non conosciute, abbinamenti mai provati, e lo fanno con la propria testa e non perchè ipnotizzate da qualcuno.

E meritano rispetto le persone che commentano questi blog come meglio credono, senza doversi vedere derisi da nessuno.

Io credo che esiste un limite tra il difendere una tradizione ed offendere a titolo gratuito le persone e questo limite è stato superato.

Le ricette che seguono non sono ricette tradizionali pugliesi ma prendono solo spunto da un piatto pugliese famosissimo, nella versione del vincitore di aprile dell'MTC, per diventare un'altra ricetta, la mia.

Non obbligo nessuno a leggerle, né a rifarle ma io ci ho provato, questo è il risultato e, come sempre faccio, da più di un anno a questa parte, lo condivido qui.

E invito chi approda qui per la prima volta senza conoscermi, al solo scopo di criticare e di analizzare ogni virgola di questo post, a smettere di leggere da qui, che è meglio per tutti.

Dicevamo.....una taieddrha per gioco è quella che avrei fatto se avessi potuto mangiare le cozze ma, ahimè, per qualche mese dovrò evitarle, come tante altre cose, e devo farlo per amore :-)

Già, perchè ancora non ve l'ho detto, ma erano troppe settimane che il mio garcon ed io non stravolgevamo le nostre vite dopo l'espatrio, così abbiamo deciso che non sarà più tre il numero perfetto ma quattro, più o meno da ottobre.

 

Taieddhra riso patate cozze e melanzane


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Spaghetti allo sgombro con panure agli agrumi

15. maggio 2013 19:35 | Stampa

Dato che il mio post precedente ha avuto un discreto successo continuiamo a restare in argomento e cioè, torniamo bambini.

L'altra sera ho avuto un pò di problemi a far mangiare Giulia. Il fatto è che sta mettendo gli ultimi due maledettissimi molari e sta soffrendo un pò, quindi anche la voglia di mangiare è poca.

Per farla mangiare un pò ho usato il metodo che usava mia madre. Ho tagliato dei piccoli pezzetti di pane, grandi come un'unghia e ci ho messo il prosciutto in mezzo, come dei piccoli sandwich. Chissà perchè ai bambini piacciono le cose piccole....

Comunque, una delle poche cose che mangia in questo momento sono i formaggini....lo so che non dovrei darglieli, che sono schifezze e tutto il resto, però sono comodi e mi salvano spesso.

All'ennesima stritolata di formaggino mi è tornato in mente un particolare e ho chiesto a mio marito se anche lui faceva così e la risposta è stata affermativa. 

Quindi lo chiedo anche a voi. 

Anche voi da bambini facevate un un buchino in un angolo della carte e per poi spremere il formaggino da lì?

Si lo so, dovrei frequentare qualche adulto in più in questo periodo.

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