Canederli ai gamberi e coriandolo su crema di fagioli viola

27. gennaio 2015 18:19 | Stampa

Da quando viviamo qui in UK ho notato una cosa.

I rapporti sono molto piú forti, soprattutto tra espatriati.

La lontananza dalla famiglia ti spinge ad avvicinarti molto a chi vive la tua stessa situazione e se ci sono bambini i rapporti sono ancora piú stretti.

Si cerca di vedersi piú spesso possibile, ci si aiuta a vicenda proprio come una famiglia.

Un anno fa, per caso, ho scoperto un playgroup per bambini, qui non é una novitá, ce ne sono a centinaia.

Gruppi organizzati per far stare insieme i bambini e per dare una possibilitá ai genitori di fare due chiacchiere bevendo l'immancabile té. Di solito sono organizzati nelle chiese e sono gratutiti. 

Ma questo era particolare. 

Si chiama Bath bambini's ed é organizzato da italiani per famiglie italiane o con discendenze italiane o semplicemente simpatizzanti della cultura italiana.

Da un anno abbiamo un sacco di amici!

In particolar modo ho legato con Simona. Sua figlia Emma ha quasi la stessa etá di Giulia e vanno abbastanza d'accordo, per cui cerchiamo di vederci almeno una volta a settimana cosí le bambine giocano e noi facciamo due chiacchiere. Ho un'amica vera!

Dopo le vacanze di Natale la mia amica Simona mi ha portato un sacchetto di fagioli bellissimi, viola! 

Nemmeno lei sa come si chiamano ma li hanno raccolti dal loro orto in Trentino ed ha avuto il pensiero di portarmeli.

Oltre ad essere bellissimi e grandissimi, hanno un sapore molto intenso, davvero squisiti.

Cosí ho deciso di farle onore utilizzandoli per questi canederli, diaciamo cosí, mari e monti.

 

Ingredienti:

Dalla ricetta di Monica

150 g di pane raffermo

100 ml di latte

1 uovo

6 o 7 gamberi

un ciuffo di coriandolo fresco

sale

pepe malagueta

Per il brodo

le teste dei gamberi

i gambi del coriandolo

una cipolla piccola

una foglia di alloro

una costa piccola di sedano

una carota piccola

una manciata di grani di pepe

1,5 l di acqua

Per i fagioli

100 g di fagioli viola (o cannellini)

uno spicchio d'aglio

un cucchiaino di sale 

 

Per prima cosa preparare i fagioli metterli a bagno almeno 24 ore prima.

Per il brodo di gamberi. Mettete le verdure, le spezie e le teste dei gamberi in una pentola, versate l'acqua e lasciate cuocere a fuoco medio per circa un'ora. Una volta cotta filtrate con un colino a maglie strette ricoperto da una garza.

Riprendete i fagioli, scolateli, passateli sotto l'acqua corrente e metteteli in pentola a pressione ricoperti da un apio di dita d'acqua, lasciate cuocere per 8-9 minuti dal fischio.

Nel frattempo fate soffriggere uno spicchio d'aglio con un filo d'olio d'oliva versateci i fagioli con un mestolo di brodo dei gamberi e lasciate cuocere per altri 10 minuti. Aggiustate di sale e quindi frullate aggiungendo del brodo di gamberi fino ad ottenere la consistenza desiderata.

 

 

Preparate i canederli. Tagliate il pane a cubetti di massimo 1 cm per lato, mettetelo in una ciotola e versateci il latte e l'uovo leggermenti mescolati ed a temperatura ambiente.

Lasciate riposare 20 minuti mescolando di tanto in tanto.

Tritate i gamberi sgusciati a coltello grossolanamente ed uniteli al composto di pane insieme con sale, pepe e coriandolo tritato.

Iniziate ad impastare velocemente con le mani, poi unite la farina cercando di compattare bene l'impasto con le mani. Formate delle palline di circa 4 cm di diametro.

Cuocete per 5 minuti nel brodo di gamberi che sobbolle e servite con la crema di fagioli.

 

 

 

 Con questa ricetta partecipo all'MTC del mese di gennaio 

gli sfidanti

 

La farina di castagne, dal primo al dolce

17. novembre 2013 19:59 | Stampa

Temevo di non poter partecipare questo mese.

Con un bimbo di meno di un mese ed un'altra piccolina a cui badare e con mia madre che è rientrata in Italia da più di una settimana, pensavo sinceramente di dover saltare la sfida di novembre dell'MTC.

Ma io sono l'icona dell'MTC, non posso saltare, nemmeno con un tema così complesso, bello e ampio come questo mese.

Non una ricetta ma un ingrediente, le castagne! 

I nostri neuroni impazziti hanno iniziato a girare vorticosamente e la povera Serena ancora non sa in cosa si è cacciata, ma inizia ad averne un'idea secondo me.

Prendete me, per esempio, non dovevo partecipare ed oggi mi sparo 2 ricette :-) e ho altre cartucce ancora da sparare.

Entrambe con la farina di castagne e per entrambe ho preso spunto dalle mie tradizioni campane.

Iniziamo da primo.

Scialatielli di castagne con finta genovese di cipolle rosse e sidro

 

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Linguine agli asparagi di mare

8. novembre 2013 10:37 | Stampa

Lo so, è fuori stagione.

Ma era lì nel mio archivio da mesi e non volevo aspettare un altro anno per pubblicarla.

Più volte mi sono lamentata del mercato ittico inglese. E' ovvio, il mare del nord non è il nostro Mediterraneo e, anche se il salmone qui è buonissimo, francamente non ne posso più.

Quest'estate la grande sorpresa è stata trovare gli asparagi di mare che, invece, faticavo a trovare in Italia. Qui invece li trovo facilmente, o meglio, li trovavo in estate.

Così finalmente ho potuto mangiare qualcosa che sapesse di mare e che non fosse rosa.

E' una ricetta super veloce e super facile che adesso mangerei molto volentieri.

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Sono tornata....con le raviole del plin in vacanza nel Somerset

16. settembre 2013 17:51 | Stampa

Ok!

Sono tornata è una parola grossa.

Manca poco più di un mese all'arrivo del piccolo di casa e la mia testa viaggia su altri binari. 

Tutto ciò che è legato al blog passa necessariamente in secondo piano. E, vi confesserò, che negli ultimi tempi per me scrivere su questo blog era diventato quasi un dovere, mentre era sempre stato un divertimento, una valvola di sfogo.

Ho sentito l'esigenza quindi di staccarmene un pò e credo che continuerò a farlo almeno per un altro pò.

Mi farò viva ogni tanto, ho tante ricette che aspettano di essere pubblicate, ma non spesso come prima.

Spero che troverò ancora qualcuno a leggerle.

Ma siamo a settembre ed è ricominciato il consueto MTC con le sue sfide, le sue prime volte, le cose nuove da imparare, ed io non mi tiro indietro finchè posso.

Così la bravissima Elisa, ci propone una ricetta della sua terra, legata alle sue origini, ai suoi ricordi, i ravioli (o raviole come si usa chiamarle nelle Langhe) del plin, che vuol dire pizzicotto in piemontese per la loro forma caratteristica.

Amo le ricette così e non mi piace stravolgerle troppo, anche se devo sempre metterci del mio.

Così ho cercato di fare una versione che sia sì legata al territorio ma a quello dove sono state fatte e cioè qui, nel sud ovest inglese, una terra contadina e con prodotti notevoli. 

Per cui mi sono recata al solito Farmers Market, dove espongono la loro merce i produttori che lavorano entro le 40 miglia da Bath e ho scelto tutti gli ingredienti con cura dopo aver trovato dal mio amico cacciatore quello che sarebbe stato il mio arrosto.

Le uova di quello che espone sul proprio stand una cornice digitale con le foto delle proprie galline, la farina acquistata da quelli che vendono la pasta a mano anche se non sono italiani, la rainbow chard (è una specie di bieta) di cui mi sono perdutamente innamorata da quando l'ho assaggiata, i dolcissimi lamponi del Cheddar, il Cheddar extra maturo al posto del parmigiano e il pezzo forte.

 

Raviole del plin all'arrosto di punta d'anca di cervo con salsa ai lamponi

 

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Una taieddhra per gioco e una taieddhra per amore

20. maggio 2013 08:59 | Stampa

Solo una breve introduzione alle due ricette che seguono perchè sono già state spese troppe (inutili) parole sull'argomento.

Le ricette della NOSTRA tradizione italiana meritano rispetto, verissimo. Ma è altrettanto vero che anche le PERSONE meritano rispetto.

Merita rispetto Cristian che, nel pieno spirito che dovrebbe animare ciascun blogger o food blogger, ha deciso di condividere una ricetta a lui cara perchè è una ricetta di famiglia e poco importa se non è condivisa da tutti, è la sua e non si discute.

Meritano rispetto le persone che hanno  deciso di organizzare un gioco che ha alla base, ancora, la condivisione e che non puntano la pistola in testa a nessuno per aumentare il numero dei partecipanti. Numero, per altro, che aumenta sempre di più.

Meritano rispetto le persone che hanno deciso di partecipare e che lo fanno con spontaneità,  fantasia e voglia di mettersi in gioco su nuove tecniche, ricette non conosciute, abbinamenti mai provati, e lo fanno con la propria testa e non perchè ipnotizzate da qualcuno.

E meritano rispetto le persone che commentano questi blog come meglio credono, senza doversi vedere derisi da nessuno.

Io credo che esiste un limite tra il difendere una tradizione ed offendere a titolo gratuito le persone e questo limite è stato superato.

Le ricette che seguono non sono ricette tradizionali pugliesi ma prendono solo spunto da un piatto pugliese famosissimo, nella versione del vincitore di aprile dell'MTC, per diventare un'altra ricetta, la mia.

Non obbligo nessuno a leggerle, né a rifarle ma io ci ho provato, questo è il risultato e, come sempre faccio, da più di un anno a questa parte, lo condivido qui.

E invito chi approda qui per la prima volta senza conoscermi, al solo scopo di criticare e di analizzare ogni virgola di questo post, a smettere di leggere da qui, che è meglio per tutti.

Dicevamo.....una taieddrha per gioco è quella che avrei fatto se avessi potuto mangiare le cozze ma, ahimè, per qualche mese dovrò evitarle, come tante altre cose, e devo farlo per amore :-)

Già, perchè ancora non ve l'ho detto, ma erano troppe settimane che il mio garcon ed io non stravolgevamo le nostre vite dopo l'espatrio, così abbiamo deciso che non sarà più tre il numero perfetto ma quattro, più o meno da ottobre.

 

Taieddhra riso patate cozze e melanzane


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