Ziti alla genovese di agnello - Lamb Genovese Ragout

18. febbraio 2013 14:58 | Stampa

Il regalo più bello che ci sta dando vivere all'estero è la possibilità di conoscere tante persone di nazionalità diverse.

Anche perchè gli espatriati tendono a fare gruppo, non so se  questo dipenda da problemi di adattamento o solo perchè ci troviamo più o meno nelle stesse condizioni, con gli stessi problemi, gli stessi dubbi e la stessa nostalgia di casa.

Sta di fatto che stiamo cercando di formare la nostra piccola comunità del Mediterraneo. Grande presenza di italiani of course, ma anche greci, spagnoli, turchi....ed è così interessante discutere dei nostri paesi e delle sensazione che ci sta dando il paese che ci ha accolto.

Una cosa ci accomuna: We miss the weather!!! England is so, so cold!

Vabbè, ci abitueremo.

Questo piatto l'ho preparato per una cena con una famiglia di greci, sbarcati in UK più o meno nel nostro stesso periodo. 

Quella sera ho capito che in Grecia qualsiasi tipo di pasta è conosciuta con il nome di spaghetti.

"Come si chiamano questi spaghetti?"

Si chiamano ziti!

Sono buoni questi spaghetti!

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Keep calm and make pici!

27. gennaio 2013 22:40 | Stampa

Questo è quello che ho pensato quando ho saputo il tema dell'MTC di questo mese.

Ma dico io, con tutte le edizioni a cui ho partecipato, ma proprio durante il mio primo mese di espatrio il tema doveva essere la cucina legata al territorio, a km 0? Ora che mi trovo in territorio sconosciuto, quando per tutto questo tempo ho vissuto nella terra che conosco bene, di cui conosco i prodotti e le tradizioni?

Se fossi stata ancora a Napoli non avrei avuto dubbi.

I miei pici li avrei fatti con il coniglio all'ischitana! 

A Ischia ci condiscono i bucatini, quindi con i pici ci sarebbe stato benissimo.

Ma qui sarebbe stata una forzatura, anche perchè dove li prendo i pomodori del pendolo?

No! Ora vivo qui, quindi tanto meglio adeguarsi.

L'ispirazione mi è venuta pensando ad uno dei miei film preferiti di Walt Disney, Gli Aristogatti. Ed in particolare ad uno dei personaggi marginali ma tra i più divertenti, lo zio Reginaldo.

Si tratta dello zio di Adelina e Guendalina Blabla, due simpatiche oche inglesi in vacanza a Parigi. L'incontro con lo zio Reginaldo avviene per caso fuori da un bistrot parigino dove questo era stato invitato per un banchetto....come portata principale.

Ma se non ricordate la scena o non la conoscete godetevi questa.

 

Quindi sono andata, come al solito, al mio mercato preferito dal mio cacciatore di fiducia e ho preso un fagiano, intero.

 

Vi chiederete come mai un fagiano se lo zio Reginaldo è un'oca.

E come avrei potuto cucinare il povero zio Reginaldo?

 

Pici al sugo di fagiano ubriaco allo sherry

 

Ingredienti per 3/4 porzioni:

Per i pici di Patty

200 gr di farina 00

100 gr di semola (io purtroppo qui non l'ho trovata, quindi ho usato solo farina 00)

un paio di cucchiai d'olio evo

un cucchiaio di sherry

un pizzico di sale

acqua quanto basta

Per il sugo

un fagiano (io ho tenuto da parte il petto per altre preparazioni)

200 gr di polpa di pomodoro

un bicchiere di abbondante di sherry

rosmarino

bacche di ginepro

mezza cipolla

una carota piccola

una costa di sedano

30 gr di bacon

olio evo

sale

Preparazione:

Per la preparazione dei pici ho seguito tutte le indicazioni di Patty.

 

Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta.

Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina.

Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. 

“Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene.

Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida.  

Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola.

Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi.

Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno. 

Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. Una pasta morbida e riposata si tira con estrema facilità. 

Io ho aggiunto solo un cucchiaio di sherry per profumare l'impasto e colorarlo leggermente.

Per il sugo.

Iniziamo dal fagiano. Bruciate leggermente la pelle per eliminare eventuali piume. Io ho usato il cannello, ma se non l'avete potete farlo direttamente sulla fiamma del vostro piano cottura.

Dividetelo in pezzi, tenendo da parte il petto per altre preparazioni.

Fate marinare il fagiano con lo sherry, le bacche di ginepro leggermente schiacciate, il rosmarino, un pò di sale grosso per 4-5 ore.

Passato questo tempo fate rosolare il bacon tagliato a dadini in una padella calda e un filo d'olio. Aggiungete le verdure tritate e cuocete finchè non saranno morbide.

Scolate i pezzi del fagiano dalla marinata, che terrete da parte,  aggiungetelo in padella e fatelo rosolare da ogni lato.

Nel frattempo fate ridurre la marinata fino a metà e poi aggiungetela al fagiano, facendo sfumare ancora un pò.

Infine aggiungete la polpa di pomodoro e lasciate cuocere per un'oretta a fuoco dolce.

A fine cottura aggiustate di sale.

Cuocete i pici in abbondante acqua salata e condite con il sugo, accompagnadoli con qualche pezzo del fagiano.

Però a me è avanzata una porzione di pici, così non ho resistito e ne ho fatto un'altra speedy versione. 

Pici alla crema di Blue Stilton, pesto di noci e miele

 

 

Ingredienti per una porzione:

Pici avanzati

30 gr di Blue Stilton

un paio di cucchiai di soured cream o panna acida

un cucchiaio di parmigiano grattugiato

20 gr di gherigli di noci

1/2 spicchio d'aglio privato dell'anima

una manciata di pinoli

sale

olio evo q.b.

un cucchiaino di miele d'acacia

Preparazione:

Iniziamo dal pesto. Schiacciare le noci con i pinoli e lo spicchio d'aglio in un mortaio, quando inizierà a sembrare una crema aggiungete il sale e il parmigiano, infine iniziate ad aggiungere l'olio finchè non avrete ottenuto una crema.

Tagliate lo Stilton a pezzetti e fatelo sciogliere a fuoco dolce, aggiungete la panna e mescolate finchè non sarà perfettamente sciolto ed amalgamato.

Condite i pici con la crema al formaggio e servite con il pesto di noci e un filo di miele.

 

E con queste due ricette partecipo all'MTC di gennaio, e anche dopo l'espatrio continuo a non saltare neanche un mese da quando ho iniziato, sapevatelo!

Gli sfidanti di Gennaio 2013

Fregola alle vongole e bottarga di muggine

21. dicembre 2012 06:43 | Stampa

Quando abbiamo deciso di espatriare ho iniziato a cercare informazioni varie sul web e mi sono imbattuta in una serie di siti, forum, blog e altro, di italiani espatriati che condividevano la loro esperienza a beneficio degli altri.

Mi è sembrata una cosa incredibilmente bella e altruista quella di mettersi a disposizione di estranei per agevolare una scelta così difficile e dolorosa.

Il solo fatto di sapere che c'è chi c'è passato prima di te, che ha provato le stesse cose che provi tu e che, persino, le mette nero su bianco e  alla fine è anche sopravvissuto, ti fa già sentire meglio e ti schiarisce le idee.

Noi italiani abbiamo un'innata capacità di trovare, ovunque, altri italiani e formare dei gruppi. Questa cosa mi ha fatto pensare, ma era una cosa che già pensavo prima di prendere questa decisione, che il senso di patriottismo è quasi più forte per gli italiani che vivono all'estero che per quelli che restano in patria. Sarà la nostalgia, sarà perchè siamo troppo affezionati alle nostre tradizioni, non so, però mi pare una cosa evidente.

Comunque sto divagando.....Tutto questo era per parlare di una community che io ho trovato davvero bellissima ed accogliente e vorrei citarla perchè le amministratrici lo meritano.

E' ExpatClick.com

Una community sull'espatrio al femminile, un'insieme di donne italiane, ma anche no, sparse per il mondo che condivide la propria esperienza e guida chi, come me, è intenzionato a lasciare il nostro Bel Paese.

In questo sito ho trovato un simpatico articolo  sull'abitudine britannica di mandare bigliettini a chiunque e per qualsiasi motivo. Ti è nato un figlio? E' il tuo compleanno? Hai cambiato lavoro? Stai pensando di cambiare lavoro? Ti sei rotto una gamba? Ogni occasione è buona!

Ne ho parlato con il garcon e l'ho avvisato che era meglio procurarsi una serie di cards da mandare a Natale, anche se non conosciamo ancora nessuno.

Non mi ha creduto e ieri, sul doorstep, cosa trova?

Il biglietto di auguri di Natale lasciato dai vicini di casa! 

E ora una ricetta super semplice ma super buona.

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Tagliatelle integrali agli asparagi di mare, bottarga e uova d'aringa al profumo di limone

27. agosto 2012 12:06 | Stampa

Ogni giorno mi stupisco dei gusti culinari di mia figlia.

Ha abbandonato alcuni alimenti per cui prima "usciva pazza" e ha iniziato a preferire cibi dal gusto più deciso, come la colatura di alici, lasciandomi spesso senza parole.

Così, quando andammo in vacanza in Umbria qualche mese fa, mi stupì mangiando un piatto di uova strapazzate al tartufo.

E qualche giorno fa con questo piatto.

Ora, lei ama la pasta lunga.

Fa scorpacciate di spaghetti. prima li spezzavo o li tagliavo con la forchetta, adesso li lascio interi, li avvolgo uno alla volta sulla forchetta e lei li mangia così. A parte quando le piacciono particolarmente, per cui non aspetta me a inizia a prenderli con le mani alla Totò in "Miseria e Nobiltà" e mi fa morire dal ridere.

In questo piatto i sapori sono decisamente forti, quindi ho deciso di alleggerirli con un aroma di limone. Mio marito si è leccato i baffi e la piccola ha pulito il piatto.

Gli asparagi di mare sono considerati alghe ma non crescono in mare, bensì sulle spiagge o nelle paludi marine; sono ricchi di iodio e, in abbinamento a piatti mare, ne intensificano il sapore. 

Sono molto simili agli asparagi selvatici nell'aspetto e vengono consumati scartando la parte centrale, più legnosa, e utilizzando i rametti più esterni.

Per una presentazione un pò diversa ho utilizzato le tagliatelle integrali Benedetto Cavalieri e le ho servite in versione finger food grazie alle ciotoline di Atmosfera Italiana

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Fusilli integrali tiepidi ai peperoncini alla Rosario

23. luglio 2012 15:36 | Stampa

Da qualche anno ho imparato che se si ha voglia di fare qualcosa non si deve rimandare!

Il mio tempo, quello che ho per fare le cose che amo, quello che ho da passare con le persone che amo, non lo spreco più, lo divoro, è diventato ancora più prezioso.

A volte crediamo di avere tanto tempo e rimandiamo, ma poi scopriamo che non è così e che il tempo è finito.

Il mio modo di gestire il tempo è cambiato da quando è finito il mio tempo con mio padre. Senza preavviso, troppo presto e sul più bello. Lasciandomi una profonda tristezza insieme a tanta rabbia per il tempo sprecato e tanti ricordi.

Uno lo tengo in un cassetto che, per forza di cose, apro ogni giorno. E' una camicia dalla fantasia hawaiiana, una sua camicia, che un tempo odiavo e odiavo quando se la metteva perchè la trovo orribile. Lui l'adorava perchè era proprio come lui, solare e esagerata. Ora non potrei farne a meno, mi piace guardarla.

Un altro lo tengo sempre con me ma non lo guardo mai, so che è lì e mi dà sicurezza, ma non voglio vederlo perchè fa male ed è la sua ultima foto.

E poi ci sono i ricordi del tempo, poco, che passavo con lui. E qualche ricetta, perchè lui adorava cucinare e io adoravo cucinare con lui.

Questa ricetta è sua, non so se l'abbia presa da qualche rivista o sia partorita dalla sua testa, per quanto mi riguarda è sua. E per me significa estate, leggerezza, freschezza, vacanze.

La pasta va servita tiepida perchè mio padre non amava la pasta fredda, in nessun modo, quindi condimento freddo di frigorifero con pasta appena scolata al dente e va servita subito.

Ho pensato che la pasta integrale Benedetto Cavalieri fosse perfetta per questo piatto e l'ho provata abbinata a queste graziose ciotoline finger food di Atmosfera Italiana

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