E dopo il soffiato....la pastiera, quella vera!

2. April 2012 12:12 | Stampa

Lo so che non potete più di pastiere, sono ovunque.... ma potevo io non pubblicare una delle uniche 3 ricette commestibili che faceva mia nonna?

Vi ricordate? Vi avevo parlato di come è nata la mia passione per la cucina qui e di come cucinasse male mia nonna. Eppure la sua pastiera era buonissima e la preparavamo sempre insieme, in genere il venerdì santo.

Lei preparava il grano e la pasta frolla, poi io facevo la crema interna e la montavo, perchè lei non aveva pazienza.

Era tantissimo tempo che non la facevo più, forse perchè senza di lei non era la stessa cosa, o forse perchè mia madre ha continuato a farle per tutti....eppure quest'anno l'ho rifatta, la pastiera di nonna Lena e vi lascio la sua ricetta.

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Soffiato di pastiera e che la sfiga sia con me.....

27. March 2012 12:11 | Stampa

Si avvicina la Pasqua e nel web abbondano le ricette, regionali e non, inerenti a questa festività.

Oggi io vi propongo una pastiera "moderna", diversa da quella tradizionale, una ricetta di De Riso (si, ancora lui....mi è presa la fissa!). Però vi avverto, è la  torta più sfigata del mondo....si perchè mi ha procurato, nell'ordine le seguenti sfighe:

  1. Mi sono tagliata un dito per affettare l'arancia candita, ma a livello che sto con le farfalline per reggere i due lembi di pelle...
  2. Per medicarmi, che a momenti svenivo, ho quasi bruciato il disco di frolla (alla fine mi è venuto croccantino e leggermente abbronzato)
  3. Nonostante lo sapessi, ho sbagliato la dose di acqua per sciogliere la gelatina, e quindi la torta una volta scongelata è collassata su sè stessa
  4. Nonostante il mio istinto suggerisse di aggiungere della pectina allo sciroppo di copertura, mi sono ostinata a seguire la ricetta e lo sto ancora togliendo dal frigorifero
Nonostante tutto la torta era fantastica! Delicata, bella e sapeva quasi di pastiera....la rifarò certamente evitando gli errori di cui sopra.
 

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Zeppole di San Giuseppe di Salvatore De Riso

14. March 2012 13:41 | Stampa

Di zeppole ce ne sono tante, ma in questo periodo spopolano quelle di San Giuseppe.

A Napoli le zeppole di San Giuseppe sono fatte con la pasta choux fritta e farcite con crema pasticcera e amarene sciroppate. Esiste anche la versione al forno (che è quella che vi propongo io), ma tradizionalmente la zeppola è fritta come tutte le altre varianti.

Per maggiori informazioni vi rimando alla scheda relativa sul portale Gente del Fud.

La ricetta che vi propongo è tratta dal libro "Dolci del sole" di Salvatore De Riso.

La pasta choux non mi ha entusiasmato, forse perchè la ricetta prevede la frittura, mentre io le ho cotte comunque al forno, mentre la crema pasticcera è meravigliosa, delicata e deliziosa.

 

 

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La cucina aristocratica napoletana del '700

22. February 2012 11:32 | Stampa

Io adoro la storia della mia città, non solo perchè è la mia città, ma perchè svela il perchè siamo come siamo e dove ci siamo persi, purtroppo!

La storia di Napoli è una storia di dominazioni straniere e di un popolo che, nonostante tutto, non ha mai perso la propria identità, trasformando queste "influenze" in qualcosa di proprio, caratteristico, anche e soprattutto per quanto riguarda la cucina!

Il periodo più affascinante, per me, è sicuramente il periodo della dominazione Borbonica. Anche se è un periodo caratterizzato da luci ed ombre, dovute alle varie successioni al trono. Il primo re, Carlo III fu un re molto amato; abbellì la città con molte opere, il Teatro San Carlo e la Reggia di Caserta, solo per citarne alcune, e rese Napoli uno dei centri culturali più importanti d'Europa. Ma purtroppo lasciò il trono al figlio Ferdinando IV e da qui iniziarono le ombre. Fu  cacciato per ben 2 volte e per 2 volte riuscì a ritornare cambiando il suo nome in Ferdinando I e instaurando un rapporto di reciproco odio con i napoletani, tanto che il popolo inventò una filastrocca contro il sovrano che recita:

“Fosti quarto e insieme terzo,

Ferdinando or sei primiero

E se séguita lo scherzo

Finirai per esser zero”.

Anche per l'aspetto culinario, questo è stato un periodo molto intenso, ed è proprio in questo periodo che la cucina napoletana è maggiormente influenzata dalla cucina francese, grazie all'arrivo dei monzù (monsieurs) e dei vari gattò (gateau), ragù (ragout) e altri termini francesi napoletanizzati.

E' anche il periodo di Vincenzo Corrado, che scrisse il Cuoco Galante ( tra qualche giorno nella mia libreria e presto su questo blog), dove è molto forte l'influenza della cucina francese.

Insomma, quando ho visto questa ricetta sul blog di Loredana, non poteva che essere questa la ricetta con cui avrei partecipato a The Recipe-tionist di febbraio.

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Chiacchiere e sanguinaccio senza sangue

19. February 2012 21:10 | Stampa

Per me le chiacchiere e il snaguinaccio sono una coppia indissolubile, legati da anni e anni di tradizione. C'è chi mangia il sanguinaccio con i savoiardi o cucchiaiate; c'è chi mangia le chiacchiere anche da sole o con il cioccolato....per me le chiacchiere vanno pucciate nel sanguinaccio! Non ci sono altre soluzioni....

Come ogni anno, io e mia suocera ci dividiamo i compiti, io mi occupo del sanguinaccio e lei delle chiacchiere, perchè ciascuno fa ciò che gli riesce meglio e l'unione delle due cose è perfetto!

C'è da fare una premessa, il mio sanguinaccio non è quello tradizionale che prevede come ingrediente principale il sangue di maiale. Sicuramente molti anni fa, si poteva essere sicuri sulla provenienza di questo ingrediente, ma oggi lo utilizzerei solo nel caso conoscessi personalmente il maiale; quindi il mio sanguinaccio è senza sangue, ma altrettanto buono.

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