MTC N.71: La ricetta della sfida di marzo é...

6. marzo 2018 09:00 | Stampa

 

Oggi vi vorrei raccontare di quella volta che ho vinto l'MTC!

Fine di una lunga settimana, entrambi i bambini influenzati, il mio compleanno il giorno successivo si prospetta abbastanza deprimente tra virus e tempeste di neve.

Come al solito prendo il telefono per controllare il vincitore, ma questa sera mi sono attardata a mettere a posto i piatti della cena e dalla schermata nera appaiono diverse notifiche, tutte da membri della community.

Cerco di sbloccar il telefono per capire se davvero puó essere quello che credo e...

"Installare l'aggiornamento ORA?"

NOOOOOOO!

Con una luciditá che non credevo di avere, riesco a rimandare l'aggiornamento. Ma quando ho letto i messaggi e ho cominciato a capire cosa stava succedendo non ho retto, non riuscivo a cliccare su quel link.

Cosí ho fatto le scale 4 a 4 e mi sono fiondata nello studio di Stefano, gli ho dato il telefono e gli ho detto "Leggi tu!".

Appena lui mi ha confermato che era la mia ricetta, che davvero era successo, non ero seconda stavolta, ho avuto l'ultima reazione che mai avrei creduto di avere in caso di vittoria.

Sono scoppiata in lacrime, e ho pianto per almeno mezz'ora, non riuscivo a fermarmi.

Per questa gioia e questo onore non posso che ringraziare Greta, che mi ha dato la possibilitá di vivere il dietro le quinte di questo gioco a cui partecipo senza interruzioni da 7 anni, che mi ha insegnato l'affumicatura casalinga, una tecnica che utilizzeró sempre nella mia cucina d'ora in poi, che ha visto in me il potenziale per guidarvi in una nuova sfida.

E naturalmente, Alessandra, che ha sempre creduto in me, anche e molto di piú di me stessa.

Spero di non deludervi.

E di non deludere tutti voi con la ricetta di questo mese.

Non poteva essere che British.

E cosa c'é di piú British dell'Afternoon tea.

Nell'immaginario comune, alle 5 gli inglesi lasciano tutto quello che stanno facendo per il rito del té.

Bé, non é proprio cosí.

L'Afternoon tea é piú un'occasione mondana, un evento sociale, piuttosto che un'abitudine quotidiana.

E lo é dalle sue origini.

Nei primi del Novecento infatti si era soliti consumare solo 2 pasti al giorno, la colazione e la cena che, in alcuni casi, non veniva servita prima delle 8 di sera.

Fu cosí che la Duchessa Anna di Bedford inizió a lamentarsi di questo leggero languorino che sentiva verso metá pomeriggio e ad avere l'abitudine di farsi servire del té accompagnato da un leggero snack nelle sue stanze.

Col passare del tempo inizió ad invitare ad unirsi a lei alcuni amici, e piano piano, queste riunioni diventarono una sorta di evento mondano ed altri nobili seguirono l'esempio della Duchessa.

Non va peró confuso con l'High tea che pure ha origini nello stesso periodo ma nella classe operaia.

Infatti, gli operai rientravano dalle fabbriche non prima delle 6 di sera, ovviamente affamati.

All'epoca il té aveva un costo enorme per una famiglia della classe operaia, e non poteva essere sprecato per uno spuntino, per cui veniva consumato accompagnato da quella che diventó una sorta di cena.

Da qui, molto probabilmente, deriva anche il nome "High" tea, infatti questo veniva servito su tavoli da pranzo, contrariamente all'Afternoon tea che veniva consumato su basse e comode poltrone.

Ancora oggi se un inglese vi invita per il "tea" molto probabilmente vi ritroverete di fronte un pollo arrosto, perché é ancora un modo comune per definire una cena, in genere sul presto.

Ma torniamo all'Afternoon tea, che é l'oggetto della nostra gara.

Non ci sono regole codificate per quanto riguarda il numero di portate o il menú di cui é composto un perfetto Afternoon tea.

Tuttavia ci sono alcune convenzioni che Alessandra vi ha spiegato chiaramente nel regolamento.

Solitamente si compone di:

  1. Pasticceria secca, tipicamente shortbeads e tutta la famiglia, oltre a ginger nuts, rich tea biscuits ecc
  2. Focaccine, esempio tipico sono gli scones accompagnati da clotted cream (piú tipicamente nel sud ovest dell'Inghilterra) o burro (altrove) e marmellata di fragole. Ma anche altri tipi di focaccine sono ammessi come, le Welsh cakes, buns di vario tipo, drop scones, tea cakes, crumpets ecc.
  3. Cakes. E qui vi si apre un mondo sulle torte tradizionali inglesi. A partire dalla classicissima Victoria Sponge fino a tutte le variazioni della Madeira cake e della famiglia delle 4/4, le ricchissime fruit cakes e i loaf ( i nostri plum cake), le traybakes e i flapjacks, che sono torte cotte in grandi teglie rettangolari e tagliate poi in rettangoli piu piccoli. Sono ammesse anche le crostate, un esempio fantastico é la Bakewell tart.
  4. Componente salata, generalmente é composta da una varietá di sandwiches, a due o tre strati, sottoforma di fingers, serviti con pane bianco e non, anche nella versione "aperta", con la crosta rigorosamente tagliata.
 
 

Prima di passare a qualche ricetta per darvi un'idea di quella che sará la gara di questo mese, vorrei soffermarmi sull'elemento centrale dell'Afternoon tea.

Indovinate un pó?

Il tea!

Il té andrá preparato all'inglese, seguendo determinate regole imprescindibili.

Gli inglesi prendono il té molto sul serio. 

Elemento fondamentale per preparare un buon té é l'acqua.

Piú buona é l'acqua piú buono é il té.

L'ideale sarebbe un'acqua filtrata o imbottigliata (ma non distillata), sempre fredda, portata a leggero bollore.

Mi raccomando di non far bollire l'acqua piú di una volta.

Preriscaldate la vostra teiera e/o le vostre tazze versandovi un pó di acqua calda e lasciandola fino a farle diventare calde al tatto. Quindi buttate via l'acqua e aggiungete immediatamente il té sul fondo della vostra teiera e/o tazza, generalmente 1-2 cucchiaini per persona a seconda dei gusti.

Versate l'acqua calda sul té mantenendo la giusta proporzione, per esempio 1 tazza di acqua calda per ogni cucchiaino di té.

Idealmente anche la temperatura dell'acqua deve essere quella giusta e questa varia a seconda del té che state utilizzando.

Per i té bianchi e quelli verdi la temperatura ideale é intorno ai 75°-85° C.

Mentre per i té neri sará necessaria una temperatura intorno ai 100°C.

Anche i tempi di infusione cambiano a seconda dei tipi di té e se le foglie sono intere o no.

In generale per i té verdi e i bianchi i tempi di infusione variano tra 1-3 minuti, per i té neri da 3 a 5 minuti.

Il té si serve accompagnato da zucchero, latte o limone a seconda dei gusti.

C'é una disputa sull'aggiunta del latte prima o dopo che il té sia stato versato.

Secondo una prima teoria il latte andrebbe aggiunto nella tazza prima del té se l'infusione é avvenuta nella teiera, in modo da scaldarsi in maniera graduale ed uniforme.

Mentre se invece si opta per un'infusione direttamente in tazza, il latte va aggiunto dopo il té perche altrimenti abbasserebbe la temperatura dell'acqua impedendo il giusto grado di infusione.

Secondo il pensiero comune peró, il latte va aggiunto sempre dopo che il té é stato versato.

Il té andrebbe servito con una teiera complementare piena di acqua calda per aggiustare, eventualmente, la gradazione del té a seconda dei gusti.

Torniamo invece al menú per l'Afternoon tea perfetto.

Vi ho preparato una proposta per ogni categoria partendo dai classici inglesi.

Partiamo dalla pasticceria secca.

Il classico dei classici sono gli shortbreads, biscotti burrosi e friabili che io amo particolarmente.

Qui trovate la ricetta classica degli Scottish shortbread. 

Adesso invece vi presento i Bishop's fingers, appartenenti alla stessa famiglia ma aromatizzati alla mandorla

 

Bishop's fingers

 

Da Baking Bible di Mary Berry

Ingredienti per 12 fingers:

100 g di farina bianca

25 g di farina di mandorle

25 g di semola

100 g di burro

50 g di zucchero semolato

qualche goccia di estratto di mandorle

25 g di mandorle in sfoglie

zucchero semolato per spolverare.

 

Mescolate le farine in una ciotola quindi aggiungete il burro, lo zucchero, l'estratto di mandorle e lavorate con la punta delle dita finché il composto inizia a stare insieme.

Iniziate ad impastare fino a formare un impasto omogeneo, ma non lavorate troppo a lungo per non scaldare troppo il burro con le vostre mani.

Mettete l'impasto in una teglia quadrata (18 cm per lato) rivestita da carta da forno e livellate utilizzando il dorso di un cucchiaio o una spatola senza schiacciare troppo.

Spargete sulla superficie le lamelle di mandorla.

Cuocete in forno caldo a 160° C statico o 140° C ventilato per circa 30-35 minuti. La superficie dovrá avere un colore dorato pallido.

Incidete con un coltello formando 12 fingers e lasciate raffreddare completamente nella teglia.

Quando saranno completamente freddi, tagliateli fino al fondo della teglie e sollevateli con delicatezza.

Conservate in un contenitore a chiusura ermetica.

 

Per la categoria focaccine vi propongo i classici scones e una ricetta tipica di Bath, i Bath buns.

Entrambi possono essere presenti in un tradizionale Afternoon tea ma rappresentano i protagonisti del Cream tea, che é una versione piú leggera e che non prevede altre portate, sempre accompagnati da marmellata di fragole e clotted cream.

Il Cream tea é tipico della zona del South West quindi molto diffuso in Devon, Cornovaglia, Somerset e zone limitrofe. In particolare sono il Devon e la Cornovaglia a contendersi quesa tradizione con l'eterna disputa tra la versione Cornish che prevede prima lo strato di marmellata e poi quello di clotted cream, e la versione del Devon che indica l'esatto contrario.

Non lo dite a nessuno, ma a me piace la versione del Devon.

 

Devonshire scones

 

 

Da Baking Bible di Mary Berry

Ingredienti per circa 20 scones (5cm di diametro)

 

450 g di farina autolievitante

2 cucchiaini rasi di lievito in polvere

50 g di zucchero semolato

75 g di burro ammorbidito

2 uova grandi

circa 225 ml di latte

 

Preriscaldate il forno a 220°C in modalitá statica o 200°C in modalitá ventilata.

Mettete la farina in una ciotola con il lievito, aggiungete il burro e lavorate con le dita per ottenere un composto sabbioso. Aggiungete lo zucchero.

Sbattete le uova in una tazza graduata, quindi aggiungete il latte fino ad arrivare ad una quantitá di liquidi di 300 ml circa, mescolate e togliete 2 cucchiai del liquido da tenere da parte per lucidare gli scons prima della cottura.

Aggiungete il composto liquido agli altri ingredienti secchi gradualmente, mescolate fino ad ottenere un composto morbido ed ancora appiccicoso.

Versate l'impasto su una spianatoia infarinata, spolverate con della farina anche l'impasto ma non troppo.

Allargate l'impasto con le mani, schiacciandolo leggermente fino ad ottenere uno spessore di circa 2 cm. Se preferite potete utilizzare un mattarello.

Utilizzate un cutter liscio dal diametro di 5 cm per ottenere la forma degli scones.

Schiacciate il cutter sull'impasto fino in fondo, SENZA ruotarlo, quindi sollevatelo e spingete fuori lo scone. Questo fará sí che lo scone si alzi in maniera uniforme, mantenendo la forma.

Continuate fino a terminare l'impasto. Se necessario, e lo sará, potere impastare di nuovo l'impasto, ristenderlo e ricominciare, ma dopo la seconda volta gli scones verranno deformati.

Mettete gli scones su due teglie imburrate, spennellateli con il liquidotenuto da parte e cuocete per 10-15 minuti, finché saranno ben cresciuti e dorati.

Sono buoni mangiati il giorno stesso, meglio se leggermente tiepidi.

Sono perfetti da congelare. Per servirli portateli a temperatura ambiente e riscaldateli per 10 minuti in forno ad una temperatura moderata.

 

Se volete provare a fare la clotted cream in casa, la ricetta la trovate qui.

Ma ricordate che avrete bisogno di una panna fresca molto densa e grassa, altrimenti il risultato potrebbe essere deludente.

Bath Buns

 

 

Da Baking Bible di Mary Berry

Ingredienti per 18 Buns
450 g di farina bianca 
forte 7 g di lievito in polvere 
1 cucchiaino di sale 
50 g di zucchero semolato 
50 g di burro sciolto e fatto freddare 
2 uova grandi battute 
150 ml di latte tiepido 
175 g di uva sultanina 
50 g di frutta candita a cubetti 
Per finire 1 uovo per lucidare granella di zucchero o zucchero a cubetti sbriciolato 
Mescolate in una larga ciotola la farina, il lievito, il sale e lo zucchero. Fate la fontana ed aggiungete il burro, le uova, il latte e la frutta candita e mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo. 
Rovesciate l'impasto su una superficie infarinata e lavorate con le mani fino a che non sarà liscio ed elastico ma ancora un pó appiccicoso. 
Lasciatelo lievitare fino al raddoppio in una ciotola leggermente unta d'olio e coperto da pellicola. 
Passato questo tempo riprendete l'impasto e lavoratelo ancora per qualche minuto. 
Poi dividetelo in 18 parti e formate i buns. 
Metteteli a lievitare nelle teglie ricoperte di carta da forno fino al raddoppio, sempre coperti da pellicola unta. Preriscaldate il forno a 190° C. 
Spennellate i buns con l'uovo sbattutto, aggiungete la granella di zucchero e infornate per 15 minuti circa.
 
Per la categoria Cake vi ho preparato la Lemon drizzle cake, da una ricetta di Paul Hollywood che é la mia preferita.
Il mio consiglio e di non omettere quel cucchiaio di lemon curd all'interno perché, secondo me, fa la differenza.
 

Mrs Post's Lemon drizzle cake

 

 

Da "How to bake" di Paul Hollywood

75 g di burro ammorbidito

125 g di zucchero

150 g di farina autolievitante

1 cucchiaino di lievito in polvere

2 uova medie

1 cucchiaio di lemon curd

2 1/2 cucchiai di latte intero.

Per il drizzle

la buccia ed il succo di un limone

2 cucchiai di zucchero

 

Preriscaldate il forno a 180°C in modalitá statica o 160°C in modalitá ventilata.

Ungete e rivestite di carta da forno uno stampo da plumcake da 1kg circa.

Montate il burro con lo zucchero per una decina di minuti ottenendo un composto chiaro e spumoso. Mescolate insieme la farina con il lievito ed aggiungeteli all'impasto insieme con le uova, il lemon curd ed il latte sempre mescolando, fino a che tutti gli ingredieti non saranno amalgamati.

Versare nello stampo preparato in precedenza ed infornate per 40-45 minuti.

Nel frattempo prerate il drizzle mescolando tutti gli ingredienti fino a che lo zucchero non sará completamente sciolto.

Versare sulla torta ancora calda e dentro lo stampo. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.

 

Per la Componente salata vi ho preparato una selezione di tre tipi di sandwiches, di cui uno aperto.

 

 

 

Cucumber sandwiches

Ingredienti per 4 fingers

4 fette di pane bianco

circa metá cetriolo,

50-60 g di burro

qualche foglia di menta

sale e pepe

 

E' tassativo pelare il cetriolo. Qualcuno elimina anche i semi.

Tagliate il cetriolo a fette sottili, metteteli in un colino e salatele. Lasciatele colare per 15-20 minuti. 

Quindi asciugatele con un carta da cucina.

Spalmate 2 fette di pane con il burro, copritele con le fettine di cetriolo accavallandole leggermente, aggiungete il pepe e la menta finemente tritate e coprite con le altre 2 fette di pane.

Tagliate via la crosta e tagliateli a rettangoli o triangoli, come preferite, l'importante é che siano piccoli, 2 o 3 morsi al massimo.

 

Salmon sandwiches

Ingredienti per 4 fingers

4 fette di pane multicereali o integrale

80 g di salmone affumicato

20 g di creme fraiche

aneto

succo di limone

pepe

 

Spalmate la creme fraiche su due fette di pane, coprite con il salmone, codite con il pepe, l'aneto e qualche goccia di succo di limone e coprite con le altre 2 fette di pane.

Tagliate via la crosta al pane e tagliate i sandwiches a forma di fingers tenendo sempre presente la regola dei 2 o 3 morsi.

 

Sandwich aperto al goat cheese

2 fete di pane ai multicereali

un tomino di goat cheese (caprino) o brie

qualche gheriglio di noce

un cucchiaino di miele

 

Con un cutter da 5 cm di diametro tagliate le fette di pane, ricopritele con il caprino a fette, i gherigli di noce leggermente tostati ed il miele.

 

Per il mio tea party ho servito un Earl Grey alle rose, seguendo le indicazioni date sopra e quindi acqua a 100°C circa e lasciato in infusione per 3 minuti.

Milk and no sugar for me, please.

 

Un' ultima raccomandazione.

Qui parliamo di una tradizione prettamente INGLESE, per cui:

THINK BRITISH!

Per quanto anche agli inglesi piaccia molto la pasticceria francese e gli Afternoon tea menus qui sono pieni di macarons, eclairs, millefoglie, tartes e quant'altro, per questa volta, lasciatevi ispirare dalla tradizione inglese che é comunque vasta ed interessante e adattissima a questo tipo di pasto.

Bandita totalmente la tradizione americana, anche.

 

 Ora andate a stirare le tovaglie e a spolverare il vostro migliore servizio da té che si comincia.

 

Sbriciolata beneventana

5. maggio 2017 11:00 | Stampa

Oggi, il Calendario del cibo Italiano celebra la giornata dedicata ai dolci da credenza.

Non potevo resistere, amo questo tipi di dolci, tra gli altri.

Mi ricordano le merende da bambina, mi piace prepararli con i miei figli e per i miei figli. Li amano anche le amichette di Giulia che, ad ogni play date a casa nostra, un pó se l'aspettano. Ormai sono famosa per essere "la mamma che fa i dolci in casa" e non il compra al supermercato.

Lo so, mi sono fregate con le mie stesse mani.

Quella che vi propongo é una torta preparata dalla zia di Stefano, Rita. Lei vive in provincia di Benevento ed é solita prepararla ad ogni occasione, specialmente per i propri nipoti.

Era da tanto che aspettavo un'occasione per farla, ed eccola.

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Il dolce far niente

5. maggio 2016 09:00 | Stampa

Oggi, secondo il Calendario del Cibo Italiano, si celebra la Giornata Nazionale dei dolci da credenza.

Grande é la nostra tradizione in questo senso, a partire dalla torta della nonna fino ad arrivare ai vari ciambelloni, dolci allo yogurt, come quello dei 7 vasetti, per finire con le crostate e ancora molto altro.

Dolci spesso semplici, che si conservano per qualche giorno (appunto, in credenza), perché non contengono creme, e che accompagnano da secoli le nostre colazioni e merende.

Della tradizione e della storia ve ne parla Paola Sabino, ambasciatrice della giornata, in questo post.

Qui vi parleró di un dolce a cui sono molto affezionata perché mi lega a mia nonna e che lei chiamava Dolce far niente.

In realtá ve ne ho gia parlato in un altro post, abbastanza vecchio, per cui vi rinfresco la memoria con la mia storia ma con foto nuove.

 

"Io ho imparato a cucinare perchè mia nonna odiava farlo e lo faceva male! Siccome io ho vissuto con lei per tutta la mia infanzia ho dovuto imparare, appena avuto il permesso di usare il fornello, ma per sopravvivenza e non per ammirazione, come avviene nella maggior parte dei casi.

Nonostante la sua reticenza ai fornelli, di mia nonna mi ricordo 3 ricette e cioè le uniche lontanamente commestibili che non avessero un vago retrogusto di bruciato o consistenze inimmaginabili.
•La pastiera, un classico che preparavo con lei tutti gli anni, il venerdì prima di Pasqua.
•La pizza, di cui portava solo il nome e per cui la prendevamo in giro perchè metteva nell'impasto anche le uova e le patate!
•E il dolce far niente

E oggi vi racconterò di quest'ultimo.

Era una preparazione a 6 mani. Veniva cucinato il sabato pomeriggio quando venivano a farci visita i miei zii con mia cugina, così mia nonna intratteneva noi due nipoti con la preparazione di questo dolce.

Il tutto avveniva senza l'utilizzo di fruste elettriche ed io mi occupavo di montare gli albumi a neve....ripeto, a mano!

Mia cugina si occupava di tutti gli altri ingredienti e mia nonna dirigeva i lavori....dopo diversi anni ho capito perchè mia nonna lo chiamasse dolce far niente...facevamo tutto noi.

Non importa, perchè questo dolce era buonissimo, anche se di una semplicità disarmante, e questi momenti passati insieme erano davvero belli, sia nella mia mente di bambina che nei miei ricordi di nipote cresciuta che non ha più la sua nonna!"

 

 

 

Ingredienti:

3 uova

250 gr di farina 00

150 gr di zucchero

150 gr di burro

10 g di lievito per dolci

250 gr di latte

la buccia grattugiata di 1/2 limone

qualche goccia di succo di limone

 

 

 

Montate a neve gli albumi con qualche goccia di succo di limone.

Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero, unite il burro che avrete ammorbidito e  la farina, alternandola con il latte, iniziando e terminando con la farina.

Infine unite la buccia del limone e il lievito e incorporate all'impasto.

Unite gli albumi a neve mescolando dal basso verso l'alto.

Versate il composto in uno stampo di 22 cm circa e infornate a 180° con il forno già caldo per circa un'ora o a 170 gradi in forno ventilato per 45 minuti.

Lasciate raffreddare 10 minuti nella teglia, poi sformate e lasciate raffreddare completamente su una gratella.

Una volta freddo decorate con zucchero a velo.

Io stavolta ho fatto una glassa con zucchero a velo e succo di limone e qualche confettino, come richiesto dai mie bambini.

 

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Blondies al grano saraceno mirtilli e mandorle

25. aprile 2014 09:44 | Stampa

Due post in una settimana?

Non è vero, non ci credo!

E infatti non ci credo finchè non ho finito di scrivere e cliccato sul tastino pubblica.

Ma dopo tanto tempo ho una ricetta gluten free da pubblicare il venerdì per il Gluten Free Friday e non solo.....Sono ancora in tempo per il contest della mia amica FornoStar, non posso perdere quest'occasione.

Questa ricetta nasce dall'esigenza di consumare una confezione di farina di grano saraceno dimenticata e in scadenza, comprata in tempi non ancora sospetti, quando avevo tempo di cucinare e le idee erano tante.

Poi è arrivato Alessandro!

Inoltre questa ricetta è liberamente tratta da "Cookies" di Martha Stewart, riadattata alle esigenze della mia dispenza e completamente preparata dal mio garcon.

Io l'ho solo fotografata e mangiata e devo dire che è stato davvero, davvero bravo.

Il grano saraceno mi piace tantissimo e, contrariamente da quanto suggerisce il nome, è completamente senza glutine.

I blondies invece sono la versione non cioccolattosa dei brownies. Il cioccolato è sostituito da una dosa importante di zucchero di canna, non li avevo mai fatti e neanche mai mangiati e devo dire che questa versione molto rustica mi è davvero piaciuta....li rifaremo!

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Torta Angelica con Nutella e lamponi per UnLamponeNelCuore

6. marzo 2014 18:35 | Stampa

 

Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" e la Cooperativa Agricola Insieme, nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".

Oggi è la festa della donna e chi segue questo blog sa che odio qualsiasi forma di festeggiamento in questa giornata che dovrebbe essere di commemorazione.  

Per questo mi è sembrato il modo più bello di "festeggiare" quello di condividere un'iniziativa nata da donne che hanno perso tutto e che sono ripartite dalle origini per creare qualcosa di bellissimo. Donne coraggiose e piene di iniziativa che vanno premiate ed appoggiate con ogni mezzo a disposizione. Questo è il mio modo per farlo, non sarà molto ma è già qualcosa.

Per questa iniziativa ho scelto di preparare una torta Angelica ripiena di Nutella e lamponi.

 

Ingredienti:

Per il lievitino:

135g farina manitoba

13g lievito 

75g acqua 

 

Per l'impasto

400g farina manitoba

70g zucchero

120g latte tiepido

3 tuorli

1 cucchiaino di sale

120g burro 

 

Per il ripieno:

250 g di Nutella

200 g di lamponi

 

Preparazione:

Preparare il lievitino. Mescolare farina e lievito, sciolto in acqua. Impastare e lasciare lievitare finché non raddoppia. 

Preparare l'impasto. Unire al lievitino, le uova, il latte tiepido, il sale, lo zucchero, il burro ammorbidito e la farina. Mescolare e formare una palla da far lievitare nuovamente fino al raddoppio.

Quando la pasta sarà lievitata, stenderla in un rettangolo lungo. Scaldare leggermente la Nutella in modo da renderla più liquida e spalmarla sul rettangolo. Cospargere con i lamponi e arrotolare sul lato lungo, tagliare a metà nel senso della lunghezza e intrecciare i due cordoni con la parte tagliata verso l'alto, in modo che si veda l'imbottitura.

Unirne le due estremità a formare una ciambella e metterla in una teglia imburrata e lasciare lievitare ancora.

Quando sarà raddoppiata, spennellarla con del latte e infornarla a 200°C per circa 25 minuti.

Quando sarà cotta, lasciarla intiepidire e servire. 

Volendo potete decorarla con della glassa o dello zucchero a velo.

 

Ecco dove trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme:

- sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confine.

I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;

- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;

- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/);

Per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:

ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO

ADRIATICA BOLOGNA NOVA

ADRIATICA BOLOGNA LAME

ADRIATICA VENETO SAN DONA'

ADRIATICA VENETO SCHIO

ADRIATICA VENETO CONEGLIANO

ADRIATICA VENETO VIGONZA

ADRIATICA ROMAGNA IMOLA

ADRIATICA ROMAGNA RIMINI

ADRIATICA ROMAGNA LUGO

ADRIATICA ROMAGNA FAENZA

ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA

ADRIATICA MARCHE PESARO

ADRIATICA MARCHE CESANO

ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO

ADRIATICA ABRUZZO CHIETI

ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

 

Qui invece alcuni link dove si parla di questa iniziativa, della cooperativa e della sua storia:

http://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/cultura/2014/03/05/Italia-Bosnia-food-blogger-sostegno-donne-Bratunac_10185089.html

http://www.gamberorosso.it/news/item/1019237-donne-dolci-solidarieta-e-300-foodblogger-per-l-8-marzo-unlamponenelcuore-a-sostegno-della-cooperativa-agricola-insieme

http://www.cavoloverde.it/public/articoli/eventi/dettaglio_articolo.asp?id=1936

http://www.lazionauta.it/lamponi-di-pace/

http://www.argacampania.it/articolo4.asp?id=9887

http://www.santalessandro.org/2014/03/lamponi-la-bosnia/

 

Grazie a quanti di voi vorranno condividere con noi questa iniziativa.


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